I sogni degli Oscar 2017

É la prima volta che accade in ottantanove edizioni. L’Oscar più atteso, quello per il miglior film, l’ultimo assegnato nella lunga notte delle stelle, é stato annunciato per “La La Land” e subito rettificato (“It’s not a joke”) per “Moonlight” di Barry Jenkins, che aveva già vinto in altre due categorie.

Così sono sei le statuette per il musical dedicato “ai folli e ai sognatori”, tra cui anche la regia con Damien Chazelle, 32 anni, il regista più giovane di sempre a ricevere il premio.

Un’edizione degli Oscar che premia da un lato il black power e dall’altro la forza del sogno. Di tutti, ma soprattutto americano. Infatti se “Lalaland” é parola inglese per “stato mentale euforico e sognante”, é anche vero che L.A. rimanda alla Los Angeles del film e del cinema in assoluto.

Anche se il premio forse più sintomatico del tempo che viviamo é quello a “Il cliente” come miglior film straniero, del regista iraniano Asghar Farhadi. Assente giustificato. Ha scelto di non usufruire del permesso speciale per entrare negli Stati Uniti, protestando così contro il Muslim Ban di Mr.President Trump.

Segno dei tempi. Poco luminosi, nonostante le stelle della settima arte.

Bank Recovery and Resolution Directive

In Europa comandano le banche e le multinazionali. Dietro ogni decisione che viene da Bruxelles si nasconde il dogma del mercato, del libero scambio e del profitto“.

La maggior parte dei lettori concorderà con questa dichiarazione dell’europarlamentare pentastellata Eleonora Evi, identificativa del pensiero dominante che si è radicato in Italia (e non solo) a partire dalla crisi dei debiti sovrani: l’Unione Europea è un organo a misura di multinazionali e banche e a danno dei cittadini. Leggi il resto di questo articolo »

TERAMO CAMBIA: «IL POLO A PIANO D’ACCIO E’ L’INSENSATA FUGA IN AVANTI DI BRUCCHI»

stadio-teramoL’idea di un polo scolastico a Piano D’Accio, è l’ennesima insensata fuga in avanti del Sindaco Brucchi, che ad oggi non ha convocato nessuna commissione per programmare la “rinascita” della città di Teramo e delle sue Frazioni.  Lo sostiene in una nota il gruppo consiliare al comune Teramo Cambia.
Il sindaco bleffa quando dice che “le scuole che si potranno tenere le terremo”. Tutti sanno benissimo che a San Nicolò a Tordino abbiamo ben 2 scuole sotto lo 0.30 e che bisognerà pensare a soluzioni alternative. Ma queste soluzioni vanno pensate all’interno della frazione e non fuori, soprattutto perché abbiamo le aree necessarie a realizzare un polo.
Facciamo appello a tutte le forze politiche perché fermino questa insensata iniziativa che oltre a rivoluzionare il sistema scolastico potrebbe colpire pesantemente anche il tessuto economico della frazione Sannicolese.
Chiediamo ancora al primo cittadino a che punto sono le verifiche sismiche sulle nostre scuole. Chiediamo che le verifiche già effettuate vengano rese pubbliche in modo da informare genitori, studenti, insegnati e impiegati, sullo stato delle strutture dove quotidianamente svolgono le attività scolastiche.
Teramo Cambia ha sempre dimostrato di avere un approccio costruttivo a tutte le questioni della città, per questo chiediamo al Sindaco maggiore condivisione delle scelte con noi e la minoranza tutta, non fosse altro perché rappresentiamo migliaia di cittadini Teramani.

Una notte senza fine

La vicenda di Dj Fabo è troppo grande per darla in pasto al popolo della rete. E’ talmente grande che io mi sento un po’ inutile nel dire la mia opinione. Nonostante questo lo farò lo stesso e per un motivo ben preciso: la vicenda di Dj Fabo ci tocca tutti da vicino (anche se non sembra). Inoltre è da parecchio che seguo la vicenda e mi sento di dover dire qualcosa anche io.

Fabo, ovvero  Fabiano Antoniani, è un dj molto famoso. Un passato da assicuratore e da broker non lo distolgono dalla sua grande passione, la musica, che diventa presto un lavoro. A causa di un incidente automobilistico, perde la vista e diventa tetraplegico. Prova molte cure, invano, Fino a che non decide di combattere la battaglia più difficile di tutte: morire in modo dignitoso nel proprio Paese. Scrive al capo della Stato, Sergio Mattarella, racconta la sua vita e il suo dolore attraverso i social network e, insieme all’associazione Luca Coscioni e ai Radicali, la sua storia diventa nota.

Nel nostro paese non c’è ancora una legge che regolarizzi il fine vita. No eutanasia, no suicidio assistito, no all’interruzione di cure, no al testamento biologico. No no e no. Neanche il caso di Eluana Englaro, morta dopo 17 anni di stato vegetativo nel 2009, aveva smosso le acque. Il caso aveva mobilitato molto l’opinione pubblica e la politica era stata chiamata a dare una risposta. La stessa risposta che deve dare oggi con il caso di Fabo.

Io non voglio giudicare, così come nessuno di noi dovrebbe farlo. Davanti alla morte di una persona, il silenzio è l’unica opinione che si può esprimere. Così come per giudicare una scelta così difficile bisognerebbe essere al posto di Fabo oppure di Valeria, la compagna che in questi anni non lo ha abbondonato.

Ecco perché in questo articolo non dirò né che sono a favore di alcune pratiche, né contro. Non dirò se appoggio la scelta di togliersi la vita o di continuare a lottare, tentando di proteggerla fino all’ultimo. È difficile non venire toccati da questa storia. È ovvio che la politica ha perso perché non è riuscita a dare delle risposte su questo tema.

Possiamo avere la nostra personale idea, ma il Parlamento non si è mai espresso, né a favore né contro, queste pratiche. E questo è grave così come fa rabbia il fatto che Sel/Si, il Pd e il M5S (che avrebbero la maggioranza sia in Senato che alla Camera) oggi si dicano favorevoli al testamento biologico, ma in questa legislatura (che di anni ne ha 4) si è discusso solo una volta sul tema e il disegno di legge è fermo in commissione Giustizia alla camera. E’ grave che, su questi temi, il nostro paese sia troppo influenzato nella discussione da una visione medioevale e religiosa.

Oggi la politica ha perso e Fabo si è liberato di quella “notte senza fine” che, a suo parere, non lo faceva vivere in maniera dignitosa.

 

Intervista all’ideatrice di Vestioevo: due seminari per scoprire un mondo affascinante

Per il 5 e per il 12 marzo al Palazzo del Podestà di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, è stato organizzato un seminario sull’abbigliamento maschile e femminile del XIII e del XV secolo. Abbiamo intervistato l’ideatrice di questa interessante iniziativa, Michela Renzi.
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