ZTL Marconi

Finalmente ci siamo, dopo anni di promesse anche viale Marconi avrà la sua preferenziale (non come quella che c’è ora: corta e senza cordoli, spesso occupata). Dopo anni di promesse, finalmente l’agenzia della mobilità di Roma su Input di Enrico Stefano ha presentato 7 ipotesi che i cittadini sono chiamati a votare per decidere il destino della via. Vediamoli nello specifico:

Proposta n.1 

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Sinceramente qui i tecnici non si sono spremuti molto le menti, la via rimane pressoché invariata, vengono eliminati i parcheggi si, con l’aggiunta della preferenziale solamente su di un lato, la ciclabile non esiste, insomma ipotesi bocciata

Proposta n.2

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qui si eliminano gli alberi al centro per mettere solamente una corsia di preferenziale, nessuna ciclabile,  insomma un’altra IPOTESI BOCCIATA

Proposta n.3 

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la preferenziale viene posta al centro abbattendo gli alberi, il resto rimane pressoché invariato ENNESIMA IPOTESI BOCCIATA. PS. ci tengo a specificare che non sono contro l’abbattimento degli alberi, poiché possono anche essere tolti, e ripiantati di nuovi, ma deve veramente valerne la pena, e non è questo il caso ovviamente

Proposta n.4

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Finalmente entra in gioco la ciclabile, quindi da ora possiamo iniziare un analisi leggermente più attenta. L’idea non è male, abbiamo le corsie due per senso di marcia, parcheggi in linea ovviamente per recuperare spazio e la ciclabile.  Gli alberi centrali vengono abbattuti, e sinceramente non ne trovo il motivo come spiegato prima.

Proposta n.5

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La proposta numero 5 è decisamente interessante, poiché divide la via in due carreggiate distinte, quella a sinistra per il traffico privato, quella a destra per il trasporto pubblico e la mobilità dolce. Alberature centrali presenti. L’idea è decisamene valida. 

Proposta n.6

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Come l’ipotesi 5, solamente qui i parcheggi vengono eliminati totalmente. Ipotesi OTTIMA

Proposta n.7

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Ipotesi valida si, ma niente di che, non cambierebbe connotati alla via, ma ci si limita a riposizionare una preferenziale, crearne un altra, e ad aggiungere la ciclabili. insomma NI

Allora, come abbiamo le ipotesi sono 7, ma solo 2 cambierebbero decisamente il volto del quartiere. In questi giorni ho letto la preoccupazione per i posti auto che vengono eliminati, o per gli alberi che vengono abbattuti ecc.ecc. Insomma qualche piccola preoccupazione lecita si, ma decisamente eccessiva a volte, frutto di un progetto che mira solamente a VIALE MARCONI e non a tutta l’area Marconi

Mi spiego meglio, Viale Marconi, per i pochi che non lo sapessero è una via commerciale dell’XI Municipio, lasciata all’abbandono per anni. Abbiamo doppia fila perenne, bancarelle, traffico intenso. Come se non bastasse non è solamente una via commerciale, ma un’arteria FONDAMENTALE tra l’eur, la Magliana e il centro vero Trastevere-Lungotevere.  Insomma una via usata per fare shopping (spesso fermandosi in doppia fila) e per spostarsi verso il centro storico.

In tutto ciò gli abitanti sono inermi ed ormai stanchi. Stanchi di vivere in mezzo al rumore dei veicoli, dei clacson, delle doppie file, del degrado, di vedere automobilisti che per scendere ed andare al loro negozio di fiducia parcheggiano ovunque: alle fermate (umiliando chi usa il trasporto pubblico), sui parcheggi invalidi, in doppia fila, sulle rampe disabili ecc ecc…

In questo marasma, gli abitanti di Marconi devono tornare a casa dal lavoro, se si servono del trasporto pubblico attendendo le ore poiché l’autobus non scorre intrappolato nel traffico, se possiedono l’auto privata e non hanno un garage devono pregare di riuscire a trovare parcheggio.

Per questo si è deciso di mettere mano a viale Marconi, ma per lo stesso motivo ritengo che sistemando solamente la via le cose non cambieranno, almeno non per gli abitanti anzi peggioreranno drasticamente. IL motivo ? Mi spiego: la proposta che preferisco è la numero 6 una carreggiata privata ed una carreggiata per il trasporto pubblico/mobilità dolce. immaginate che in futuro sarà implementata con il tram e quindi l’effetto che si potrà avere sarà questo : prato verdeun’asse completamente verde, marciapiedi per lo shopping senza traffico a pochi cm, ciclabile ecc.ecc. la gente avrà il piacere di passeggiare, di fare shopping, il valore delle case aumenterà, di fermarsi al bar, di prendersi un gelato…insomma di godere dello spazio pubblico che può offrire la propria città! 

COME dicevo però, c’è una pecca enorme, che nessuno fino ad ora sta menzionando (compreso il Municipio XI che sembra essere in letargo) : LE VIE LIMITROFE ??

C’è un pericolo molto reale, sappiamo bene che i romani hanno poco senso civico, pari quasi allo zero. Oltre Viale Marconi le vie parallele vengono prese d’assalto, diventano un’imbuto, con doppia fila, rampe occupate ecc ecc. Quindi ok riqualificare viale Marconi anche eliminando la sosta, ma chi vive là sa benissimo che sotto le proprie abitazioni la situazione diventerà praticamente ingestibile. Progetti come questi servono si, ma devono essere inseriti in un ottica molto più ampia, non limitandosi ad aggiungere una preferenziale solamente ( cosa sacrosanta ovvio).

Ora avete capito perché  il titolo è “ZTL A VIALE MARCONI”? Perché è vero che per impedire le doppie file dobbiamo stringere le carreggiate, è vero che dobbiamo mettere dei dissuasori (paletti) per non far salire le macchine sui marciapiedi, insomma è vero che abbiamo bisogno che Roma si doti a più presto di un SERIO ARREDO URBANO per vietare fisicamente le cattive abitudini romane come in foto paletti.jpgma è pur vero che mettendo mano solamente su viale Marconi, non si aiutano gli abitanti delle vie limitrofe. Faccio un’esempio concreto: RIONE MONTI c’è giustamente un grande progetto, che punta alla ciclabilità alle aree pedonali ecc. ecc. ma non lo fa solo per una via ( si partì con via Urbana pedonale) lo fa per tutto il rione appunto. Oppure immaginate se su Lungotevere, non esistessero i varchi del centro storico, le vie parallele al Lungotevere sarebbero invase dalle auto. E allora mi domando: perché alcune zone meritano rispetto, meritano varchi, meritano visioni d’insieme e viale Marconi NO ? Forse perché non è “il centro” ? non è una zona “fighetta” ? perché ? qualcuno sa rispondere ?

Gli abitanti sono preoccupati e il Municipio che dovrebbe conoscere ogni singola strada tace. Io personalmente ritengo che vada creata una ZTL VIALE MARCONI 

Creando una ztl, avremo un viale Marconi che potrebbe diventare il fiore all’occhiello del municipio, una via dello shopping stupenda da vivere all’aperto, facilmente raggiungibile, una via percorribile velocemente sia per chi sceglie il mezzo privato, per chi sceglie la bici, e chi il trasporto pubblico. E gli abitanti delle vie limitrofe saranno protetti dalla “calca” grazie a dei semplicissimi varchi.

Vi ringrazio per la lettura, a presto :)

 

I disturbi dell’apprendimento…coinvolgono solo l’apprendimento?

I “Disturbi Specifici dell’Apprendimento” (DSA) , meglio conosciuti come “Dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia” interessano lo sviluppo di alcune specifiche abilità come lettura, ortografia, grafia e calcolo in soggetti con un funzionamento cognitivo nella norma.

Si tratta solitamente di difficoltà che si manifestano nel bambino fin dalle prime fasi del suo apprendimento, nel momento in cui deve acquisire nuove abilità come, ad esempio, imparare a leggere o scrivere. E’ infatti in questo momento che emergono le prime difficoltà, poiché il bambino non riesce ad apprendere in modo automatico queste specifiche abilità.

Queste, se non adeguatamente seguite e supportate, possono persistere durante l’adolescenza fino all’età adulta. Rappresentano un problema ad alta incidenza nella popolazione scolastica (dal 2 al 5%, in media un alunno per classe) e originano molti casi di disagio e abbandono scolastico.

Recentemente numerose ricerche si sono occupate degli aspetti emotivi connessi ai disturbi dell’apprendimento. Ad esempio, Moè e Cornoldi  hanno confrontato bambini con DSA con bambini senza alcuna difficoltà; dai risultati emerge che i primi presentano un concetto di sé negativo, un’autostima bassa e sentono di avere meno supporto emotivo rispetto ai loro coetanei.

Gli studenti con DSA sembrano essere a maggior rischio di bassa autostima perché sperimentano molte difficoltà a scuola, sia in termini di performance scolastica, che in termini di accettazione dei compagni.

Non sempre viene data la giusta importanza agli aspetti emotivi legati ad un disturbo dell’apprendimento: ci si concentra sui risultati scolastici, sugli strumenti per aiutare i propri figli ad avere meno difficoltà, tralasciando, a volte, ciò che il bambino pensa, crede e sente.

In primo luogo, spesso i bambini con diagnosi di DSA non accettano di dover utilizzare gli strumenti compensativi (tablet, calcolatrice, tavole pitagoriche, mappe concettuali…) nè dispensativi per svolgere i compiti. In realtà, quando li usano, sono più veloci del solito, imparano con più consapevolezza quello che studiano e si sforzano molto meno.

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Imparare con più difficoltà non significa però che il bambino non sia in grado di apprendere. Da qui l’errore, che spesso insegnanti e genitori commettono, di considerare il bambino come svogliato, disinteressato, pigro, poco intelligente…

Il “problema” nasce quando iniziano a confrontarsi con i compagni di classe che non usano il tablet per scrivere, hanno compiti più difficili da svolgere ed in meno tempo rispetto a loro; il ragionamento che scatta nella testa di questi bambini è abbastanza semplice : “se non li usano loro, non li userò neanche io”, “se ci riescono loro, ci riesco anche io”. La paura di essere diversi in un’età particolare come quella delle scuole elementari/medie, porta il bambino a considerare i costi e non i benefici.

Con questi presupposti, può diventare faticoso vivere nel quotidiano,portare a termine i propri impegni, farsi amare e ottenere quello che si vuole.

Inoltre capita che questi bambini vivano accompagnati da una serie di pensieri non realistici che tendono ad amplificare i problemi e che li portano a prevedere uno sviluppo delle situazioni tutto in negativo. Ad esempio, se ad un bambino con DSA capita di prendere un brutto voto a scuola, è portato a pensare di “essere un fallito”, di non riuscire mai a fare bene le cose che gli si chiedono e di non avere le capacità per portare a termine un compito. Invece di analizzare la situazione particolare, parlandone con i genitori o con i compagni, tenderà a chiudersi in sè stesso senza vedere gli eventuali errori e, quindi, senza correggerli. Questo bambino non è in grado di pensare che si è trovato davanti ad una situazione complessa di per sé: pensa che è lui ad essere sbagliato.

Mentre i bambini con normali capacità attribuiscono il successo o l’insuccesso al proprio impegno, il bambino con DSA attribuisce l’insuccesso a fattori interni come le proprie abilità ed il successo a fattori esterni come la fortuna o la facilità del compito.

In tutto questo gli altri non sono soddisfatti, il bambino sente di averli delusi e l’esito sperato o le aspettative elevate si ribaltano, creando nel bambino ansia e senso di inadeguatezza.

Come si può fare quindi per aiutare a 360° bambini con queste problematiche?

In primo luogo, è importante rivolgersi ad un esperto per sapere cosa sta succedendo e come confrontarsi con la situazione in atto: in base alla gravità della situazione esistono numerosi modi per relazionarsi con questi disturbi. Un adeguato supporto emotivo, può favorire la buona riuscita del bambino non solo in ambito scolastico ma, soprattutto, negli aspetti personali: un bambino che si sente bene con se stesso,  riesce a fronteggiare meglio i problemi che incontra, come, ad esempio, le proprie difficoltà nell’ apprendimento.

Di fondamentale importanza è inoltre la scelta del soggetto a cui rivolgersi per aiutare il bambino nello svolgere i compiti a casa. Non basta infatti una persona esperta nella materia di cui abbiamo bisogno, è necessario avvalersi di un tutor didattico: un individuo formato e specializzato in grado di  facilitare l’apprendimento delle competenze intellettive, relazionali, gestuali attraverso l’utilizzo guidato degli strumenti compensativi.

Di pari passo con le prime due soluzioni va sottolineato il ruolo dei genitori:  essi infatti rappresentano uno degli elementi cardine per la costruzione di un’immagine di sé
positiva nel bambino. Risulta quindi determinante il modo di porsi e di reagire degli adulti.

Ad esempio, è importante far capire al bambino, evitando di sgridarlo spesso, che sbagliare non è grave, anzi è fondamentale per imparare qualcosa di nuovo; raccontare al bambino alcuni episodi capitati ai genitori stessi in passato aiuterà il bambino a sentirsi “normale” e non giudicato. Inoltre è importante che il bambino cresca e sperimenti il mondo in modo autonomo: gli adulti non devono sostituirsi a lui nella sperimentazione della vita, mentre è loro compito aiutarlo a fare da solo, incoraggiandolo e/o consolandolo quando e se necessario.

* per chi volesse consultare le normative in merito :

  • Febbraio 1992, n. 104

Normativa sulle insegnanti di sostegno in base alla diagnosi del ragazzo

  • Legge n.170 dell’8 ottobre 2010 

Riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento.

  • Dicembre 2012, circolare ministeriale n. 8 pubblicata dal Ministero dell’Istruzione

Chiarisce la presa in carico dei Bisogni educativi Speciali, non solo DSA.

 

 

BIBLIOGRAFIA

  • Biancardi Andrea, Milano Gianna.Quando un bambino non sa leggere. Editore Rizzoli, Milano 2003
  • Giacomo Stella, Enrico Savelli.Dislessia oggi. Prospettive di diagnosi e intervento in Italia dopo la legge 170. Erickson 2011
  • Fondazione P. Alberto Mileno Onlus.Consigli per i genitori dei bambini dislessici. Versione in lingua italiana Rev. Agosto 2012

NASCE UN TAVOLO REGIONALE PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA CACCIA E IL CONSIGLIERE SANDRO MARIANI ATTACCA DINO PEPE

La presenza di quasi mille cacciatori all’incontro con il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha solamente voluto significare quanto, questa categoria, insieme alle associazioni degli agricoltori, sente fortemente la questione legata alla caccia,ai danni causati dagli animali alle colture, alla necessità di una soluzione che segua le linee guida delle leggi nazionali messe in atto nelle altre regioni d’Italia. All’incontro di Castelnuovo oltre al presidente D’Alfonso, erano presenti diversi esponenti politici, sia di centrodestra sia di centrosinistra, con il sindaco di Castellalto, Vincenzo Di Marco, a fare gli onori di casa. C’era anch Sandro Mariani che ha attaccato l’assessore Dino Pepe reo di non essersi occupato come avrebbe dovuto del nuovo regolamento e soprattutto di quei periodi “morti” che vanno oltre il calendario venatorio.
Problematiche che gli Ambiti territoriali di caccia abruzzzesi da tempo hanno messo sul tavolo della discussione. Problematiche che in alcuni casi sono diventate vere e proprie emergenze, come la questione dei cinghiali e del loro contenimento, necessario per far fronte agli innumerevoli danni che gli ungulati stanno provoncado al settore dell’agricoltura, già messo in crisi dalle ondate di maltempo invernali.
Presenti i rappresentanti di tutti gli Atc abruzzesi, gli esponenti regionali delle associazioni venatorie, un esponente nazionale, le associazioni di categoria degli agricoltori. Un incontro che quindi ha permesso di vedere sotto le diverse ottiche la questione caccia. Una brillante relazione, dettagliata, tecnica e fedele alle normative vigenti, ha permesso al presidente dell’Atc Vomano, Franco Porrini, di affrontare tutte le questioni che adesso dovranno essere fonte di analisi del governo regionale. Il governatore D’Alfonso ha seguito con attenzione l’esposizione e da subito ha preso atto che le denunce fatte dagli Atc abruzzesi sulle manchevolezze degli uffici regionali sono un dato di fatto. Leggi alla mano il presidente D’Alfonso ha quindi annunciato di volere approfondire la questione per porre soluzioni ai problemi affrontati. Lo farà con un tavolo tecnico che oltre agli uffici regionali, sotto la sua supervisione, sarà composto anche da una delegazione di Ambiti territoriali di caccia, associazioni agricole, venatorie e ambientaliste. Da rivedere, sulla base della normativa regionale, il calendario venatorio, il piano faunistico, le regole per il contenimento dei cinghiali. D’Alfonso ha anche ipotizzato di creare correlazioni e similitudini con quanto accade nella Regione Marche, che soprattutto nell’ambito pedemontano ha una situazione similare a quella abruzzese e la realizzazione di uno Statuto della Caccia, che risulterebbe utile per fornire le linee guida sia a chi deve preparare leggi e regolamenti sulla base della normativa nazionale, sia per chi ha la passione venatoria.
<Sono molto soddisfatto dell’esito di questo incontro – ha commentato il presidente dell’Atc Vomano, Franco Porrini – ringraziamo il presidente D’Alfonso per aver voluto capire di persona quali fossero le nostre difficoltà, le problematiche del settore che investono anche gran parte dell’economia abruzzese in maniera negativa. Abbiamo prospettato soluzioni che porterebbero anche risparmi di denaro alla Regione e di conseguenza ai cittadini abruzzesi. A dispetto di alcune proteste da parte di  pochi cacciatori che ancora non riescono a guardare al bene comune e a soluzioni valide per tutti, la presenza di centinaia di persone ha fatto emergere con evidenza, e penso che di questo il presidente D’Alfonso ne abbia percepito in prima persona, che per anni il sistema, come da noi denunciato era sbagliato. Non spetta a noi dire se in buona o cattiva fede. Ma siamo sicuri che adesso abbiamo bypassato anche quella parvenza di ostracismo che avvertivamo da parte dell’assessore delegato alla Caccia Dino Pepe, che ci ha ascoltato, ma mai con la volonà di guardare le nostre proposte, di comprendere la legge nazionale a cui la Regione deve sottoporsi. E questo è dimostrato anche dalle dichiarazioni del capogruppo del Pd in Regione, Sandro Mariani, anche lui presente all’incontro, che ha fatto presente al Governatore che lui stesso, in contraddizione alle linee dell’assessore e quindi del partito, ha dovuto andare contro per rispettare norme e volontà che in Regione troppo spesso sono state dimenticate. Contiano di ripartire da questo incontro – ha concluso Franco Porrini – che rappresenta una pietra miliare per tutte le questioni inerenti il mondo venatorio e faunistico, con la certezza che personalismi e giochi di bottega saranno superati in nome della serietà che ogni singolo cacciatore, ogni singolo agricoltore ieri sera ha portato con sé nell’incontro di Castelnuovo>.

AUDIZIONE CANNABIS TERAPEUTICA, DI NANNA: «VIOLATE COSTITUZIONE E LEGGE REGIONALE»

“La questione è di tipo tecnico-giuridico: abbiamo una persona che si è fatta 58 giorni di carcere perché la Regione nega il rimborso del farmaco, c’è la Costituzione violata e con un provvedimento amministrativo è stato disapplicato un testo di legge”, ha dichiarato l’avv. Vincenzo Di Nanna, ascoltato dalla Commissione di vigilanza nel corso dell’audizione richiesta da Maurizio Acerbo al Consiglio Regionale in merito al decreto attuativo a firma del commissario ad acta Luciano D’Alfonso della legge del 2010 che regola la prescrizione dei farmaci a base di cannabis, della quale il segretario di Rifondazione Comunista fu primo firmatario. Il provvedimento è stato ribattezzato “contra Peregrinum” in quanto esclude le terapie per il dolore di patologie come la fibromialgia da cui è affetto Fabrizio Pellegrini, assistito dal segretario di AGL Abruzzi.

“Pellegrini già dal 2007 scrive all’ASL di Chieti spiegando che è indigente e non può permettersi il costo del farmaco, ricevendo solo risposte negative, tanto che inizia la condotta di coltivazione ancora prevista come reato anche se a uso personale terapeutico. Le leggi Acerbo hanno un destino crudele in Abruzzo: sono buone leggi disapplicate. Siamo di fronte a un provvedimento abnorme adottato in carenza di potere, le cui conseguenze ricadono sui malati che dovrebbero avere accesso ai farmaci gratuitamente”, ha aggiunto Di Nanna.

“La legge prevede che i medici specialistici prescrivano secondo coscienza. Il testo non stabilisce alcuna gerarchia: perché i dolori di Pellegrini affetto da fibromialgia non dovrebbero essere oggetto di rimborso? Non vi è una virgola in questa norma, in vigore ma disapplicata come quella sul Garante dei detenuti, che consenta a un funzionario pubblico di modificarla. L’art. 32 della Costituzione non è derogabile: se il malato non ha i mezzi non spetta all’assessore decidere quale patologia vada curata e quale no”.

SABATO L’IVAN GRAZIANI DAY A TERAMO, EDIZIONE SPECIALE DEL PIGRO

L’Ivan Graziani Day è fissato, quindi, per sabato 27 maggio a Teramo. Tante le iniziative organizzate per ricordare uno dei più grandi cantautori della musica italiana, certamente la più importante ed influente chitarra rock della nostra musica d’autore.

 

Tutti gli eventi sono organizzati nell’ambito dell’“Abruzzo Open Day”, in collaborazione con la Regione Abruzzo ed il Comune di Teramo.

 

Il clou degli appuntamenti sarà la sera di sabato 27 maggio (dalle ore 21), in Piazza Martiri della Libertà, con la speciale edizione del “Pigro” (giunto al diciannovesimo anno): un “live” unico (ad ingresso gratuito) che vedrà alternarsi sul palco artisti legati da amicizia e stima per Ivan.

Presentati dal conduttore Rai Paolo Notari, si esibiranno, tra gli altri, Mario Lavezzi, Vittorio De Scalzi, Bungaro, l’artista americana Eliees Rose (che ha tradotto in inglese ed interpretato alcune canzoni del cantautore) e, come da tradizione, non mancheranno i due figli di Ivan: Tommy e Filippo Graziani.

Batterista di successo, Tommy guiderà la band del “Pigro Tour” (omaggio ufficiale ad Ivan, composta dai musicisti che hanno suonato e collaborato con l’artista scomparso) mentre Filippo Graziani – cantautore Targa Tenco, pronto a girare l’Italia per promuovere il suo prossimo album, dal titolo “Sala giochi” (Farn Music/Universal), in uscita tra pochi giorni, il 16 giugno – canterà parte del repertorio del papà e presenterà in anteprima alcune canzoni del nuovo progetto. All’evento prenderanno parte tanti addetti ai lavori, rappresentanti delle Istituzioni locali, amici di Ivan, e sarà dato spazio ad alcune delle più interessanti cover band del cantautore.

Nel corso della serata verrà assegnato il Premio Imaie.

Insomma, anche stavolta si attende il pubblico delle grandi occasioni….

 

Per chi arriverà in auto, sono presenti parcheggi presso: Piazza San Francesco, Piazza Martiri Pennesi, Piazza Dante, Piazza Madonna delle Grazie.

 

Queste le altre iniziative dell’Ivan Graziani Day:

 

Ü Dalle ore 11 di Venerdi 26 maggio (chiusura prevista per sabato 3 giugno), presso la Biblioteca Delfico di Teramo, si potrà visitare la mostra dedicata ai disegni e alle opere grafiche di Ivan. Saranno esposte più di trenta opere: dalle tavole a fumetto alle illustrazioni realizzate con tecniche miste, dagli studi dei personaggi alle grafiche pubblicitarie, fino ad alcuni quaderni personali dell’artista che contengono disegni e schizzi dell’artista. La mostra è curata da Francesco Colafella, con la collaborazione dell’Accademia del Fumetto di Pescara;

 

Ü Venerdì 26 maggio, alle ore 16, Anna Bischi, moglie di Ivan, visiterà la Casa di Riposo “De Benedictis”, residenza per anziani, per ricordare l’artista raccontando aneddoti e cantando insieme alcune sue canzoni;

 

Ü Sabato 27 maggio, alle ore 14: visita di Filippo Graziani e Anna Bischi alla Casa Circondariale di Teramo per ammirare i murales dedicati a Ivan, realizzati da alcuni detenuti: successivamente, presso il teatro della stessa struttura, Filippo si esibirà insieme ai detenuti.

 

L’Ivan Graziani Day è un’operazione cofinanziata dal PAR FSC Abruzzo 2007-2013″ “Linea di azione I,3,1, e – Iniziative ed eventi culturali connessi all’offerta turistica di destinazione e/o prodotto”; è sostenuto, tra gli altri, dalla senatrice Stefania Pezzopane; dal Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, dal Sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi; dal Sindaco Stefano Zanchini e dall’Assessore Elena Vannoni di Novafeltria, città adottiva di Ivan.