Per una famiglia felice ed unita, ecco cosa non si dovrebbe mai fare:

E’ abitudine di 9 persone su 10 cenare con la tv accesa, magari dopo una giornata di lavoro, rilassandosi con una fiction o ascoltando il tg per sapere le ultime notizie…
Quante volte capita poi di rispondere al cellulare distogliendoci da quello che stavamo facendo?
Quante volte i nostri figli (adolescenti) portano il cellulare in tavola oppure mangiano velocemente per correre a messaggiare?
 
Che la tecnologia sia ormai una nemica dei rapporti sociale e dell’educazione quotidiana dei nostri figli oramai lo sappiamo, ma forse non tutti sanno che di questo ne ha parlato anche Papa Francesco durante uno dei suoi ultimi discorsi.
Il Papa ha fatto riferimento proprio a questo argomento molto attuale, spiegando che una famiglia per essere unita dovrebbe condividere i momenti più importanti della giornata come la colazione, il pranzo e la cena, chiacchierando armoniosamente, tenendo spenti tablet, cellulari e tv, guardandosi negli occhi e raccontandosi le novità del giorno.
Il Papa aggiunge: ”Una famiglia che non mangia i pasti insieme, che non parla ma guarda televisione o smartphone, è una famiglia poco famiglia…” e come dare torto al nostro Pontefice?
 
Purtroppo spesso senza accorgercene siamo noi la causa della scarsa educazione dei nostri figli, spesso commettiamo errori di cui non ce ne accorgiamo fino a quando non vengono commessi in maniera identica dai nostri figli, perché noi abbiamo dato il cattivo esempio in precedenza.
Anche se la voglia di rispondere ad un messaggio è tanta, e si vorrebbe guardare indisturbati un film, sarebbe bene tenere i dispositivi spenti in modo da dedicare più tempo ai nostri cari, alla condivisione e al dialogo, un elemento fondamentale per una famiglia unita e serena.
Piuttosto si potrebbe anticipare la cena in maniera da essere poi liberi dopo, per seguire una fiction o una serie tv.
 
Anche io a tavola guardo Un Posto al Sole e guai a chi me lo tocca, però probabilmente un domani dovrei rivisitare questa mia abitudine. Che ne pensate?

Video di risposta al servizio rai sul fruttarismo sostenibile – Estate in diretta, Rai 1 Lun 22 Agosto 2016

Tre giorni fa abbiamo pubblicato un articolo per analizzare e chiarire le questioni sulla pratica del fruttarismo sostenibile messe in luce (e/o obnubilate) nella trasmissione Estate in diretta di Lunedì. Questo video di risposta da parte degli ivi intervistati Max Gaetano e Gabriele Ceracchini ci è ancor più utile e immediato in tal senso:

 

TG5- La cella troppo piccola, fa causa allo Stato e vince

In genere non guardo molta tv; spesso quando ceno da mia madre è ormai consuetudine che resti accesa mentre mangiamo, quasi come se fosse una psicopatica che parla da sola.

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Purtroppo però abbiamo anche il dono di ascoltare ed i miei radar, mi trasmettono un segnale quando una “giornalista”, celando un certo disprezzo in quel sottilissimo sorriso ,quasi per dire “guarda che mi tocca dire” ,parla di un detenuto che ha fatto causa allo Stato poichè la cella era troppo piccola.

QUINDI ?

E’ una notiza da dare ad un TG ? c’è carenza di cronaca ? o questa cosa suscita più interesse magari di un bombardamento di un ospedale pediatrico l ?

e’ strano che un detenuto possa far causa allo Stato poichè sconta la sua pena in meno di tre metri quadri ?

o deve scontare la pena e stare zitto ?

Naturalmente i più ingegnosi  avranno borbottato “e noi paghiamo”..

i più brillanti invece “gli darei la pena di morte”.

DANIMARCA. SHERIN E SALIHA. PRIME DONNE IMAM

DI ANTONELLA SODDU

Si chiamano Sherin Khankan e Saliha Marie Fetteh, sono  danesi e musulmane.  Sono  donne Imam.  Per la prima volta  hanno cocelebrato  in  moschea la preghiera del  venerdi. La prima  ha intonato L’ Adhan, l’appello/chiamata alla preghiera. Ha poi  pronunciato il discorso d’apertura. La seconda ha pronunciato la Khutbah. Il sermone. I temi  trattati  hanno riguardato  i problemi attuali, dal divieto al Burkini in Francia , alla questione  innovatori e conservatori nell’Islam.  Argomento del sermone  è stato, inoltre,  anche l’idea di  un  islam in cui le donne  abbiano parità di diritti  e di opportunità. “Vogliamo esser d’ispirazione – hanno  detto le due donne – facciamo parte di  un movimento nato  in Danimarca  che  è comunque parte di un vasto movimento mondiale”.  Infatti,   donne Iman  sono presenti in altri paesi del mondo pur restando casi rari. Ve ne sono  in Cina,  sono  sorti nel 19°  secolo. In Sudafrica sono nati nel 1995. Negli Stati Uniti  – a Los Angeles lo scorso anno  è stata aperta la “Moschea delle donne d’ America”. Donne  che sono diventate Iman, che per  farlo hanno  seguito regolari  studi religiosi islamici. Donne che  ancora oggi sono comunque  boicottate dagli Iman maschi .  Un  particolare  di non poco conto  è dato dal fatto che la moschea  presso la quale  hanno celebrato le due donne è apertamente liberal progressista. Presso la stessa sono  già stati  celebrati matrimoni  e divorzi, è dotata  di una carta dei  diritti di chi  si sposa. La carta  è fondata su principi  chiave; vieta la poligamia e le donne hanno il diritto di divorziare, il matrimonio può esser  annullato se questo  risulta  esser  stato  contratto   con violenza o  coercizione e in nel caso di divorzio alle donne   sono  riconosciuti pari diritti sui  figli.  Sherin Khankan     in un intervista ha dichiarato – “ il nostro obiettivo  è quello di sfidare le strutture patriarcali nelle istituzioni  religiose. L’ Islam  è stato  sempre dominato dai maschi, cosi come in molte altre religioni. Le donne  non hanno ancora  piena uguaglianza nel cattolicesimo  e nel  giudaismo. Nel  protestantesimo l’ordinazione di donne  sacerdote è recente”.  Sherin e  Saliha non nascondono   di  voler s fidare le interpretazioni patriarcali e  fondamentaliste del Corano che  è concausa  della crescente  islamofobia   in Europa,   nella loro  moschea – dicono  –  vogliono  promuovere valori  progressisti  islamici.  “Puntiamo al  dialogo”.  Un esempio di civile  convivenza che  ancora una volta viene  dal Nord  Europa. Da una Danimarca   – che  recente ha  visto nascere gruppi xenofobi   a seguito del crescente problema dell’ immigrazione –  parte  un altro esempio   di dialogo e convivenza. Un esempio   che non sarebbe male   importare   o quantomeno guardare  con attenzione.  Laddove   Moschea e  Chiesa   convivono  liberamente.  Chi  crede  e osserva  frequenta. E’ libero di  credere e frequentare il luogo di culto   su cui  ha  riposto fede . Non male!

 

 

 

 

 

 

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L’anziana che cucinò i tortellini per i Vigili del Fuoco

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Una signora anziana di Gaggio Montano, nel bolognese, ha chiamato i Vigili del Fuoco, dicendo loro: “Guardi, io ho 70 anni, non posso fare molto, ma ho messo su il brodo, sto preparando i tortellini. Voi state facendo una roba impressionante, ad ogni abbaiare dei vostri cani scavate con speranza e fa commuovere anche solo quando riuscite a estrarre i corpi senza vita e allora penso, chissà se avranno mangiato, da ieri alle 3.30, avranno riposato dopo tutto questo? Allora vi chiedo, io c’ho 70 anni e non posso fare molto, ma vi ho fatto una bella pentola di tortellini, venitela a prendere e vi ringrazio di tutto cuore.
Ho fatto il brodo e ho detto a mio marito: ma come facciamo a stare qui a mangiare due tortellini quando loro non riescono neanche a mangiar. Io vi ringrazio perché tutte le persone della mia età pensano che in quelle condizioni ci saremmo potuti trovare tutti. Io vi sono vicina. Quei tortellini mi andranno per traverso, io vorrei che fossero per voi”.