“Quei fondi bloccati sono una vergogna qui la gente soffre” (NADIA CAMPINI).

Fango
GENOVA . «La Cei ha già deciso lo stanziamento di un milione di euro a favore delle persone colpite dall’alluvione. E la raccolta di domenica prossima nelle parrocchie della diocesi sarà destinata agli alluvionati ».
Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, risponde così alle proteste della commerciante che ieri mattina gli ha urlato contro tutta la sua rabbia denunciando che «neanche un euro è arrivato da tutte le raccolte che sono state fatte». E gli ha anche detto, fra le lacrime: «Dovete dare i soldi a chi ha perso tutto, ma dovete portarli qui direttamente, non darli a qualcuno che non lo fa».
Il cardinale è tornato a Genova dal Sinodo per visitare la sua città ferita, è andato a Borgo Incrociati, ha camminato in mezzo al fango, ha parlato con la gente, ha ascoltato, ha consolato, e ha detto senza mezzi termini che «servono interventi massicci da parte delle amministrazioni, statali e locali, e tempestivi. È vergognoso che le burocrazie, di qualsiasi tipo siano, blocchino fondi che ci sono e che sono necessari per risolvere questi problemi o per venire incontro a queste persone che veramente soffrono».

Cardinale, gli abitanti delle zone alluvionate sono esasperati, e sono furiosi con le istituzioni, hanno ragione?
«Ci sono due punti da considerare. Il primo è che a distanza di tre anni si ritrovano esattamente le stesse situazioni, anzi a Borgo Incrociati è ancora peggio che nel 2011. Gli abitanti e i negozianti che in questi anni hanno lavorato per ricostruire, ora sono di nuovo al punto di partenza, e di fronte a questo ci si chiede: ci si poteva attrezzare per evitare tutto questo? la risposta è sicuramente sì. E poi tutte le persone che ho incontrato e con le quali ho parlato mi hanno raccontato che per i danni del 2011 non hanno visto assolutamente nulla».
Cosa l’ha colpita di più nel giro che ha fatto tra la gente?
«Ho visto una situazione ancora peggiore rispetto al 2011. E ho trovato un senso di dolore, di smarrimento e di abbandono da parte delle istituzioni e questo non deve essere. Per questo chiedo fortemente che le istituzioni responsabili si facciano sentire con interventi adeguati e con misure economiche adeguate, lasciando da parte tutta la burocrazia, le carte bollate, le lentezze, e che si faccia presto, perché questa gente non può aspettare, tanti stanno ancora pagando i mutui per i danni del 2011 e qualcuno ha anche detto che non riaprirà più».
Ha visto anche i giovani volontari con le pale, gli angeli del fango?
«Sì, questo è un segno di fiducia, di speranza, che si rinnova, ma dobbiamo anche sostenerli i giovani perché non solo in questa circostanza possano esprimere tutta la loro generosità ma, nella vita concreta. Devono poter trovare un lavoro, è un progetto di vita. Inoltre sono un miracolo bello, ma non possono durare per sempre. Fanno il loro compito generoso, poi sono le istituzioni che devono subentrare per ricostruire il domani. Servono interventi finanziari adeguati e tempestivi, tanto più ora che tutti sanno che i milioni c’erano per la ricostruzione e che sono bloccati dalla burocrazia. Al danno si aggiunge la beffa ed è questo che fa arrabbiare».
Mentre era in visita a Borgo Incrociati le ha telefonato papa Francesco, cosa le ha detto?
«Ha voluto informarsi della situazione, si è fatto raccontare quello che ho visto e mi ha espresso il suo senso di vicinanza e di affetto chiedendomi di trasmetterlo alla gente con la preghiera e la benedizione, è stato molto caro e io ho già iniziato a dirlo alle persone che ho incontrato, poi lo ridirò in chiesa, alle messe alle quali parteciperò in Valbisagno e questa vicinanza è per Genova è un grande conforto».
Da La Repubblica del 12/10/2014.

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