A Palermo il cinema coreano

Letteralmente sconvolto per quanto è stato accertato dalle forze dell’ordine a Palermo, mi è venuto in mente questo film koreano di qualche anno fa:

Pietà

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Regia di Kim Ki-duk

Con Lee Jeong-jin, Jo Min-soo, Kim Jae-Rok, Jin Yong-Ok, Eunjin KangVedi cast completo

Trama

Kang-do è un trentenne orfano, cresciuto nei sobborghi di Seul, diventato un sadico che lavora per uno strozzino. Il suo compito è recarsi dai clienti di quest’ultimo a riscuotere i crediti. Quando non gli riesce di recuperare il denaro, l’uomo costringe le sue vittime a simulare gravi infortuni sul lavoro per riscuotere i soldi dell’assicurazione che i clienti, prima di ricevere il prestito usuraio, sono costretti a firmare.

Note

In un girone dell’inferno contemporaneo dove i grattacieli schiacciano le piccole case, le piccole imprese, i piccoli empori e gli umili della Terra, i due personaggi di Kim Ki-duk sono fantasmi il cui spirito è volato via dai corpi, cadaveri che camminano nel degrado morale e materiale di una società che non ospita più i suoi cittadini, anzi: li espelle. La cinepresa del grande autore asiatico non dà respiro, incalza, insegue, inciampa nelle gambe del sadico criminale e della determinata madre addolorata, si volta, si arrampica sulle loro tragedie come, d’altronde, tutti i personaggi del suo ferito, sanguinante, abbacinante percorso per suoni e immagini.

Chissà se anche le bande di truffatori che convincevano persone border line(sbandati, ex drogati, con problemi psichiatrici… a farsi

spezzare arti e menomare gravemente, in modo da diventare disabili, così da ottenere rimborsi dalle assicurazioni, hanno visto anche loro questo film. Però una cosa è certa: questa nostra “splendida” società sta toccando livelli sublimi di follia, così com’è lanciata verso gli abissi del denaro, della ricchezza e del potere.

Oltre ai furbetti del quartierino, agli imprenditori che brindano ai terremoti, agli speculatori sull’assistenza a rom e profughi, adesso s’è aggiunta anche la categoria degli spezza ossa per rosicchiarci qualche quattrino.

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