ALESSANDRIA.I METALMECCANICI DELLA PROVINCIA INVESTONO SU ANNA POGGIO ALLA GUIDA DELLA FIOM.

Il peso della guida della Fiom provinciale è stato affidato ad Anna Poggio, che succede a Mirko Oliaro.

Le foto sono riprese dal profilo facebook della Fiom Alessandria
Anna Poggio guida non solo il sindacato che è storicamente l’espressione delle lotte per i diritti dei lavoratori, ma il sindacato che più di ogni altro si è impegnato nella lotta contro l’intransigenza e l’arroganza padronale, che dall’affare FIAT di Sergio Marchionne a Confindustria ha messo in discussione la dignità delle conquiste degli anni ’70, lo statuto dei lavoratori e il contratto nazionale.
La sfida che la aspetta passa per un nuovo modello di industria e di fabbrica che dopo l’era della globalizzazione torna a guardare con interesse la localizzazione territoriale della fabbrica.
Il sindacato chiamato ad una nuova sfida dentro e fuori le fabbriche definite non senza un po di retorica “fabbriche 4.0” che non ne definisce i contorni e i confini sull’uguaglianza e i diritti dei lavoratori,ma piuttosto un modello di “nuova fabbrica” che nella sfida ai mercati si affida alla mobilità dei lavoratori, alla digitalizzazione, al precariato diffuso con contratti a tempo, spesso affidati alle agenzie di lavoro interinale.
Anna Poggio è il nuovo segretario provinciale di Fiom Cgil, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil.
La sua candidatura è stata proposta dal segretario uscente Mirko Oliaro e dalla segreteria al congresso della categoria alla Casa di Quartiere di Alessandria.
Anna Poggio diventa segretaria di un sindacato “sano” con i bilanci a posto ed un numero di iscritti in controtendenza con i dati nazionali dei sindacati negli ultimi anni  e sostanzialmente in tenuta.
La sfida che Anna Poggio ha davanti a se è impegnativa perché deve riscrivere il ruolo del sindacato in un mondo del lavoro in continua evoluzione, stesse difficoltà che dovranno affrontare i delegati e i sindacalisti nelle fabbriche per continuare a rappresentare i lavoratori, condividerne i bisogni, le aspettative e la difesa dei diritti.
Mirko Oliaro nella relazione finale di fronte ai 94 delegati da tutto il territorio ha spiegato che: “La provincia di Alessandria, la seconda in Piemonte per presenza industriale, è rappresentativa del preoccupante cambiamento in atto nel Paese”.
La vicenda “Bulgari” insegna:  un’azienda moderna, internazionale, afferente all’idea di standardizzazione del prodotto. Altro non è che la concezione di Azienda-Mamma che fornisce tutte le risposte necessarie. Un’azienda che “coccola” i dipendenti, li forma, fornisce servizi, fidelizza clienti ma anche dipendenti. E fiacca sul nascere le proteste”.
Le”multinazionali modello” scaricano sulle piccole aziende “le proprie inefficienze”, aziende piccole che tagliano “salari e diritti” per risparmiare.

Il ruolo del sindacato è recuperare il divario tra lavoratori assunti a tempo indeterminato e quelli somministrati, con contratti in scadenza, gli stranieri, le sacche di lavoratori che non sono “sindacalizzati”, non sono rappresentati.

Il sindacato dei metalmeccanici della Fiom devono necessariamente riprendere le fila della contrattazione nazionale, fornire servizi, lavorare unitariamente nel sindacato confederale, la Cgil, di cui Fiom pur essendone una parte importante ha sempre lavorato in maniera  autonoma, a volte mettendosi in contrapposizione.
La parola d’ordine del congresso era “Uguaglianza”.
Il congresso concluso con l’intervento di  Luigi Caposano esponente della Fiom Nazionale:” Non è vero che il sindacato è in crisi, ma dobbiamo porci delle domande, capire dove passa la fatica e lo sfruttamento, senza paura di mostrarci per quel che siamo, un sindacato a vocazione maggioritaria”.

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