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L’IZS CAPORALE ALLA FARNESINA

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sotto l’egida della Presidenza italiana del G7, ha inserito l’IZSAM quale eccellenza italiana nella seconda riunione della Global Partnership (GP) contro la diffusione delle armi di distruzione di massa.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), sotto l’egida della Presidenza italiana del G7, ha convocato nei giorni 16 e 17 novembre 2017 la seconda riunione della Global Partnership (GP) e dei relativi sottogruppi per discutere le attività e i progetti contro la diffusione delle armi e dei materiali di distruzione di massa.
Alla Global Partnership, istituita nel 2002 allo scopo di eliminare gli arsenali chimici, biologici e nucleari a livello globale, partecipano 30 Paesi tra cui i membri del G7, nonché le organizzazioni internazionali di settore. L’obiettivo della GP è coordinare le iniziative di cooperazione internazionale volte a rispondere alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e a ridurre il rischio di minaccia in ambito chimico, biologico, radiologico e nucleare (CBRN).
La Presidenza italiana, con il supporto della Direzione Generale Affari Politici e Sicurezza del MAECI, ha inserito in agenda l’IZSAM “G. Caporale” quale eccellenza italiana.
Daniela Morelli (responsabile del Centro di Referenza Nazionale per l’Epidemiologia Veterinaria, la Programmazione, l’Informazione e l’Analisi del Rischio – COVEPI e del Centro di Referenza Nazionale per lo studio e l’accertamento delle malattie esotiche degli animali – CESME) e Alessandro Ripani (veterinario dell’IZSAM, attualmente in distacco professionale presso la Rappresentazione Sub-Regionale per il Nord Africa dell’Organizzazione Mondiale della Sanita Animale – OIE, con sede a Tunisi) hanno rappresentato l’Istituto di Teramo nella riunione alla Farnesina.
L’evento ha fatto registrare anche la partecipazione di organizzazioni che operano nel settore della sicurezza come l’Istituto Internazionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI), l’Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol) e l’Ufficio dell’antiterrorismo delle Nazioni Unite. Queste stesse organizzazioni hanno mostrato interesse per l’IZSAM. Saranno esplorate nuove collaborazioni a livello internazionale vista la capacità dell’Istituto di Teramo di mettere a disposizione tecnologie e competenze per contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Global Partnership.

LA PROVINCIA APPROVA IL BILANCIO 2017, STRADE SCUOLE E FONDI STRAORDINARI CARATTERIZZANO IL DOCUMENTO ECONOMICO

Il bilancio preventivo 2017, approvato a maggioranza è profondamente segnato da due elementi: la trattativa con il Governo per la “restituzione” alle Province dei fondi di competenza (le Province, infatti, dal 2015 anni, devono conferire al Governo centrale le uniche risorse proprie: la RC auto e l’addizionale Enel) e gli importi dei lavori pubblici, viabilità ed edilizia scolastica, legati alle somme urgenze e agli interventi realizzati in seguito al terremoto e al maltempo.

 

Nel 2017, quindi, il taglio iniziale del Governo di 15 milioni di euro si è ridotto a 6 comunque non sufficiente a coprire le esigenze delle funzioni ordinarie, e mentre sul bilancio ci sono oltre 46 milioni di finanziamenti speciali che arrivano dai fondi per il terremoto il contributo per la manutenzione ordinaria è di 5 milioni 875 mila euro (3 di mutui contratti dall’ente).

 

Questi dati, da soli, sottolineano la contraddizione che stanno vivendo le Province – confermate di rango Costituzionale –  come sottolineato dal presidente dell’Upi, Achille Variati, in audizione congiunta di Camera e Senato in occasione del dibattito sulla Finanziaria 2018:  dall’Upi al Parlamento e Governo “Vi chiediamo di metterci nelle condizioni di potere assicurare la sicurezza delle strade, delle scuole superiori, dell’ambiente: di potere svolgere cioè quelle funzioni che si sono state assegnate dalla legge…dopo tre anni di tagli che non ci hanno permesso nemmeno di garantire la manutenzione ordinaria, ormai le strade in tutto il Paese versano in condizioni critiche, mentre nella maggior parte delle scuole superiori servono interventi per la messa a norma antisismica e antincendio”

 

Il bilancio di previsione del 2017 (che viene approvato a novembre per effetto delle proroghe concesse alle Province) pesa 153.893.376 euro; oltre 73 milioni di euro sono le spese in conto capitale e di queste circa 60 sono per la viabilità e 8 milioni e 394 mila per l’edilizia scolastica; alle scuole viene destinato anche buona parte dell’avanzo di amministrazione non vincolato (2 milioni e 732 mila euro).  Sale, quindi, per effetto delle opere legate alle calamità naturali, la spesa pro-capite: 236, 15 euro ad abitante.

 

Sempre da un punto di vista della spesa di investimento i progetti più rilevanti sono i 35 milioni di lavori collegati ai danni da terremoto e maltempo; gli 8 milioni per la ciclabile del Tordino, i 2 per quella della Vibrata, il milione per il ponte sul Tronto; i 3 milioni e 200 mila euro per la provinciale 8 sul Salinello; i 2 milioni per la messa in sicurezza dei Prati di Tivo;  il milione e 700 mila euro per il Porto turistico di Roseto; i 5 milioni e 379 mila euro per l’ITC Pascal di Teramo; i 2 milioni e 115 mila euro per il liceo classico Delfico di Teramo; i 750 mila euro per il “Cerulli” di Giulianova.  Sempre per le scuole 2 milioni e 732 mila euro per la manutenzione straordinaria. Il relatore in Consiglio, Mario Nugnes, ha sottolineato: “la mole di lavoro condotta in condizioni di emergenza, fra  calamità naturali e le incertezze finanziarie. Nonostante ciò sono state compiute anche scelte strategiche che hanno fatto scendere l’indebitamento al 7%, circostanza che ci consente di accendere eventuali mutui; ancora la valorizzazione del patrimonio dell’ente fra dismissioni e fitti attivi e passivi, la stazione unica appaltante che al momento viene utilizzato da otto Comuni”.

Ampio il dibattito, fra i rilievi quello di Severino Serrani secondo il quale: “Il bilancio arriva con grande inspiegabile ritardo” e con “finanziamenti, come quelli per le scuole che ancora non sono stati spesi, la manutenzione ordinaria che è stata trascurata facendo salire le richieste di risarcimento danni e progetti che sono sul DUP (documento di programmazione del bilancio ndr) che ancora non sono partiti” e il riferimento è ad alcune opere finanziate dal Masterplan e al Piano scuola del 2013 (fondi sicurezza post terremoto 2009).

Sulle scuole si è registrata la replica del consigliere delegato, Mirko Rossi: “Se ci sono somme non spese, e ce ne dispiace, è perché approvato a novembre, di fatto, il nostro è un bilancio biennale e l’iter dei progetti che riguardavano edifici storici, come il Comi ad esempio, è molto lungo. Inoltre, prima di decidere dove e come spendere, abbiamo voluto dotarci degli indici di vulnerabilità: oggi sappiamo dove conviene investire e dove è il caso dismettere”. L’intervento di Serrani ha fornito l’occasione per un focus sulle scuole. Oltre al Piano Scuola finanziato nel 2013, fondi arrivati nel 2014 (destinati al Comi, al Delfico, allo scientifico Einstein di Teramo e a Rosa e al Peano di Nereto tutti lavori in corso o in gara) Rossi ha ricordato i lavori di “minore entità ma ugualmente importanti come la riparazione del tetto del Milli dove abbiamo recuperato un piano, l’impermeabilizzazione dello copertura allo scientifico di Giulianova e all’Ipsia di Atri, la riapertura dell’Auditorium Illuminati sempre ad Atri. Abbiamo intercettato 8 milioni di euro di finanziamento in un anno”. Poi due annunci: sia l’Ipsia Marino di Teramo che il Pagliaccetti di Giulianova sono stati candidati a finanziamento con il bando di finanziamento del MIUR (scaduto proprio ieri) e l’intenzione di procedere con i lavori di miglioramento sismico anche nella parte più recente del Comi (oggi sede secondaria del Liceo Scientifico).

Dopo gli studi di fattibilità – ha dichiarato il presidente Renzo Di Sabatinoanche le scelte di prospettiva sono più chiare: il Comi, nella parte storica e in quella moderna, rappresenta un polo scolastico di notevoli dimensioni: potrebbe ospitare il Liceo Scientifico, una scuola in continua crescita di iscritti, con un doppio vantaggio considerando anche la necessità di ricollocare servizi e innestare nuove dinamiche sociali nel centro della città”.

RUZZO, ANCORA DISAGI PER COLPA DELLE PIOGGE E DEL POTABILIZZATORE DI MONTORIO, ECCO I COMUNI CHE POTREBBERO RIMANERE OGGI SENZA ACQUA

A seguito della sospensione temporanea delle attività del potabilizzatore di Montorio al Vomano, frequente quando le precipitazioni  non consentono l’ottimale funzionamento dell’impianto, si sono verificati e potrebbero continuare a registrarsi anche nella giornata di domani disservizi nella fornitura idrica.

 

Sono interessate le seguenti località della pianura del Vomano: pianura di Notaresco, Colle Marino, pianura di Guardia Vomano e Castelnuovo, Pagliare di Morro D’Oro.

 

I tecnici della Ruzzo Reti stanno cercando di ridurre il disagio delle utenze sprovviste di erogazione attraverso chiusure temporanee di alcuni serbatoi situati nella zona interessata.

 

DG CAPITAL, I LAVORATORI IN CORTEO OTTENGONO UN INCONTRO CON LA PROPRIETA’ PER IL 29 NOVEMBRE

I lavoratori della DG Capital srl di Castelnuovo Vomano in sciopero, continuano la lotta contro la minaccia del licenziamento collettivo e contestano, in quanto nullo e illegittimo, il contratto di secondo livello e l’incompatibilità del contratto CCLN Multiservizi applicato ai lavoratori.

I lavoratori in corteo, partendo dalla sede dell’azienda della DG Capital Srl con striscioni e bandiere hanno percorso la strada statale fino a raggiungere la piazza di Castelnuovo Vomano, rivendicando con slogan: il diritto al lavoro, la giusta retribuzione per le ore di lavoro svolto e un deciso no allo sfruttamento, invitando tutta la città a solidarizzare con i lavoratori in lotta.

I lavoratori, insieme alla O.S. Cobas Lavoro Privato, hanno ottenuto un nuovo incontro con la DG Capital srl per il giorno 29 novembre c.m. al fine di aprire un tavolo di discussione che porti alla revoca del licenziamento collettivo e all’annullamento dell’accordo di prossimità, in quanto illegittimo.

 

GIUDICI DI PACE E PM ONORARI DA OGGI CINQUE GIORNI DI SCIOPERO

Comincia oggi e durerà l’intera settimana lo sciopero unitario dei giudici di pace e dei magistrati onorari che bloccherà una parte rilevante degli uffici giudiziari d’Italia. Anche in Abruzzo, quindi, la giustizia si ferma e saranno rinviati centinaia di processi. Si stima però che al dato nazionale di un 80-90 per cento di rinvii corrisponda quello abruzzese che non supererà il 50 per cento perché l’adesione non sarà massiccia. Saranno comunque celebrati tutti i processi che rischiano la prescrizione e quelli che riguardano i detenuti. I giudici di pace ed i pubblici ministeri onorari sono in sciopero, ad intervalli mensili, da oltre un anno perché contestano la riforma del ministro Andrea Orlando che «ha violato tutte le direttive e prescrizioni impartite all’Italia dalle più alte istituzioni europee», si legge nella nota diffusa dal giudice di pace teatino Maria Flora Di Giovanni e da Alberto Rossi, rispettivamente presidente nazionale e segretario generale della categoria. «Domani, in pieno sciopero», continua la nota, «torneremo in Parlamento Europeo, in una seduta dedicata integralmente al precariato pubblico in Italia, e al nostro fianco ci saranno gli avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele, convocati dal Parlamento Europeo in qualità di esperti». Saranno denunciate in Parlamento Europeo le «gravissime violazioni all’ordinamento comunitario poste in essere dalla riforma Orlando della magistratura onoraria, che ha accentuato ogni forma di precarizzazione della categoria, ponendo la previdenza sociale integralmente a carico dei magistrati, abbattendo i loro già miseri compensi, raddoppiandone funzioni e competenze nell’ambito di un rapporto di totale asservimento, peraltro capziosamente mascherato», dicono i giudici ed i pm onorari, «in un illusorio rapporto part-time, quando già oggi i magistrati onorari trattano oltre il 50% delle pratiche giudiziarie civili e penali». Secondo gli attori della protesta, questa riforma «indegna di un Paese civile, verrà duramente cassata dalla Corte di Giustizia Europea, dal Parlamento Europeo, dalla Commissione Europea, dal Comitato Europeo Diritti Sociali presso il Consiglio d’Europa».

I giudici di pace preannunciano che gli scioperi continueranno a cadenza mensile sin quando il Governo italiano non si adeguerà alle vincolanti direttive europee.