Bambini speciali, quale comportamento assumere quando un figlio ricorda vite passate

bimbo prodigiodi Marita Miano

Il privilegio di aver dato alla luce un bambino prodigio richiede certamente impegno particolare. In primis c’è da proteggerlo da ogni forma di intromissione esterna alla famiglia, perché inevitabilmente suscita curiosità o, nella peggiore delle ipotesi, viene etichettato “fenomeno da baraccone”. Intanto quel prodigio, l’esserino piccolo ma con grandi potenzialità, potrebbe non far altro che attingere alla memoria di una vita precedente. Qualche tempo fa col dottor Vincenzo D’Amato, psicologo specializzato in ipnosi, trattammo l’argomento dei bambini connessi col passato, scoprendo che fino a sette anni di età circa, è possibile ricordare se la propria energia sia una reincarnazione oppure no. In tal caso vediamo quale comportamento dovrebbero assumere la mamma ed il papà di questi cuccioli speciali. Immedesimiamoci in un genitore che si ritrova a fare i conti con manifestazioni anomale del figliolo, cioè quando quest’ultimo dà una serie d’informazioni inerenti ad episodi eclatanti, tipo quello di cui se n’è parlato anche su Voyager: un bambino, guardando alla televisione un ballerino americano morto da qualche anno, si identificava in lui. Diceva pressantemente di essere quel personaggio, fino al punto da far maturare nei genitori l’idea di consultare specialisti in materia; dopo varie consulenze di psicologi, psichiatri e di altri esperti, fu portato nella località dove abitava l’artista in questione. Lì, il bimbo, che non aveva mai visto quel luogo, condusse quanti lo accompagnarono sino davanti al cancello della casa del defunto. Entrato nella villa rimembrò tutti i dettagli dell’abitazione, poi dopo aver chiacchierato con quella che era stata la moglie del ballerino, la donna senza alcun dubbio riconobbe il marito morto. Di casi del genere se ne sono registrati molti: per lo stesso Mozart, del quale non si seppe mai chi fosse stato in precedenza, si ipotizzò che le sue straordinarie doti artistiche le avesse ripescate da esperienze di vite passate, altrimenti – ci chiediamo in virtù del parere di D’Amato – come poteva comporre già a tre anni? Discussioni in merito ne sono state realizzate parecchie ed anche se non ci sono attestazioni scientifiche, è però assurdo pensare che in tenerissima età si può scrivere musica.

Ma tralasciando fatti storici, accertati o meno, quando succede che un figlio incessantemente dice di essere la reincarnazione di qualcuno, come si deve agire?

«Bisogna andare a fondo – spiega l’ipnotista – Non dare mai del matto al bambino, né sottovalutare quanto sta affermando, è bene capire se è la verità o è solo frutto della sua fantasia. Approfondire, quindi, con un supporto professionistico se davvero sta ricordando di una vita precedente». Nell’eventualità di diagnosi affermativa, il bimbo ha un’apertura tale impossibile da domare; mette in pratica esperienze da adulto in un’età infantile, per cui può confermarsi un bambino prodigio, un soggetto dalle potenzialità eccezionali oppure potrebbe avere degli incubi, in quanto i ricordi sono in negativo. La sua esistenza chiaramente subisce delle interferenze, di questo ne argomenteremo con D’Amato nei prossimi giorni. Se la tematica riscontra interesse da parte vostra, seguiteci sui nostri canali.

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