Beneficenza ed Ong: l’analisi di PrevIsta sul comportamento degli Italiani

Beneficenza, Onlus ed Ong, sono solo alcune delle sigle che indicano associazioni che si propongono di fare una raccolta fondi per destinarli ai più bisognosi. Tante sono le raccolte che si organizzano; dalla raccolta di beni di prima necessità, alla raccolta di fondi economici.

E’ ormai risaputo che ricorrere al metodo “porta a porta” non funzioni più. Tanti sono i furbi che sotto mentite spoglie truffano le persone che hanno desiderio di aiutare gli altri. Ed ecco che per evitare tutto ciò nascono le associazioni “no profit”.

Alcune famose, altre meno famose, ma tutte hanno un solo scopo: “AIUTARE”.

Unicef, GVG Onlus, Africa Mission, Vida, sono solo quattro delle tante associazioni che nascono per raggiungere questo obbiettivo.

Ma come si comportano gli italiani in merito a queste iniziative? C’è una differenza tra Nord e Sud?

L’ANALISI

Partiamo col capire per bene cosa è una Ong. Già il nome “ONG” sta per “Organizzazione non governativa”. Si occupano di cooperazione con i paesi in via di sviluppo. Si propongono di aiutare le popolazioni che sono in guerra o popolazioni che comunque non riescono a mantenere uno stile di vita adeguato, come ad esempio le popolazioni di alcuni paesi africani dove manca acqua, cibo, cure ed altri beni di prima necessità.

Una Ong è un’organizzazione senza fini di lucro. Ne deriva che esse non godono di alcun aiuto finanziario da parte statale o governativo ma svolgono la loro azione umanitaria attraverso le donazioni dei privati.

Specificato cos’è una Ong, vediamo di capire insieme il comportamento degli Italiani nei confronti di queste associazioni. Basti pensare che secondo alcuni dati riportati da Il Giornale, del dicembre scorso, la sola Unicef, nel Bel Paese ha raccolto 60 milioni di Euro, e si stima che ne raccoglie intorno ai 60 circa quasi tutti gli anni.

Secondo altri dati di Vita.it, il quadro che ne emerge rivela dati sostanzialmente stabili rispetto ai dati 2014, ma evidenzia dinamiche importanti: c’è una crescita quantitativa delle somme elargite dai grandi donatori e una crescita delle donazioni informali. A questa tendenza si aggiungono fenomeni nuovi, come la donazione alle scuole, che hanno conosciuto un boom.

I recenti dati sulle donazioni al non profit in Italia diffusi dal mensile Vita – che per la prima volta ha stimato il totale erogato e ha pubblicato i dati fiscali sulle liberalità detratte o dedotte dai contribuenti – ci restituiscono una fotografia in chiaroscuro. Se infatti il totale generale, 12 miliardi di euro donati ogni anno al mondo, può fare impressione, per comprenderlo fino in fondo occorre rapportarlo sia al totale della ricchezza detenuta dalle famiglie sia ai comportamenti donativi in atto in altri paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti. Qui l’autorevole rapporto Giving Usa del Giving Institute, ha svelato che il totale delle donazioni ammonta a oltre 335 miliardi di dollari, di cui 241 miliardi derivanti da individui. In soldoni, siamo a 753 dollari donati per abitante o, se preferite, allo 1,4 per cento del Pil.

Utilizzando gli stessi parametri di calcolo, visto che secondo i dati Istat le entrate da offerte e liberalità di privati ammontano, al netto di circa 250 milioni donati la cifra pro capite erogata è di circa 72 euro. Oltre dieci volte di meno.

Se si guarda soltanto alle donazioni al non profit, mettendo a confronto Italia e Usa, certamente non siamo generosi come forse ci riteniamo. Doniamo dieci volte di meno. Ancora peggio va se si guarda al numero di volontari: i nostri 4,7 milioni di persone impegnate gratuitamente a fini solidali (sempre dati Istat), che rappresentano non arriviamo a pareggiare il confronto con gli oltre 62 milioni di volontari americani. In Italia pratica volontariato un cittadino su dieci, Oltreoceano un cittadino su quattro.

Se prima ci siamo posti la domanda se c’era una differenza tra Nord e Sud, si può dire che questo non è evidente ma si può soltanto ipotizzare che visto che al Nord Italia c’è più lavoro e quindi circola più denaro nelle famiglie, ma anche alle singole persone, forse aldilà del Po si fa più beneficenza rispetto al resto d’Italia.

Ma si può dire anche che durante le tragedie italiane, come il terremoto in Abruzzo, il terremoto nelle Marche, il terremoto di Amatrice, o altre tragedie che non stiamo qui a ricordare, i soldi per aiutare le popolazioni in difficoltà sono arrivati da tutta Italia, senza la minima differenza tra Nord e Sud, perchè si sa, quando succedono tragedie di questo genere, non si guarda se sei del Nord o del Sud. Sei un essere umano ed hai bisogno di aiuto!

Link:

http://www.vida-ong.org

https://www.unicef.it

https://www.vita.it

https://africamission.org/

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