BI24_FLASH_LA QUESTIONE. Casula e Villanova: “E nella futura Valdilana, i pochi medici rimasti sembreranno il dottor Tersilli…”

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_Piero Casula, Lidia Villanova (Progetto per Trivero)
Una delle due dottoresse appena arrivate a Trivero lascia il servizio dopo appena due mesi. Chi potrebbe darle torto? L’Asl di Biella le aveva affidato un incarico temporaneo di un anno, con la certezza che sarebbe stata rimpiazzata dal futuro “titolare”, se mai ne vedremo uno. Che prospettive aveva questa giovane qui a Trivero? Nessuna. Lei e la sua
collega erano state incaricate all’ultimo momento di sostituire due medici che hanno scelto altre sistemazioni. Ma a causa di non si sa bene quali strampalate leggi, pare non fosse possibile sostituire i due medici con altrettanti “titolari” (specie ormai in via di estinzione).
Così si va avanti a incarichi a scadenza: anche chi sostituirà la dottoressa in
partenza ha un incarico provvisorio.In questi continui giri di valzer, incarichi provvisori e “tacconate” varie, c’è la salute di migliaia di cittadini triveresi. Qualcuno di loro nel giro di pochi mesi si ritroverà costretto a spiegare la sua situazione davanti a tre medici diversi (e tutti con la comprensibile intenzione di cambiare aria al più presto). Non occorre essere un premio Nobel per capire che cambiare continuamente medico di base non è esattamente quello che si intende con “promozione della salute”. Ma alla politica queste cose non interessano: l’assessore regionale, dopo aver chiuso il Punto di Primo Intervento, ci ha regalato un bel cartello con la scritta “Casa della salute” e forse pensa che Trivero è a posto così. Il sindaco ogni tanto fa finta di protestare contro l’Asl, ma sempre con grande educazione e senza alzare troppo la voce.
Come soluzione alla carenza di medici, Asl e Regione hanno anche ipotizzato di ingrandire gli ambiti territoriale dei singoli medici, e intanto (altra sciagura) di aumentare il numero di pazienti a carico del singolo dottore. Si rischia quindi di creare una situazione tipo il film “Il medico della mutua” di Alberto Sordi, col dottor Tersilli che cronometrava i pochi secondi che poteva dedicare a ogni paziente. Con la differenza che almeno lì c’era l’ambulatorio nel rione, mentre nel futuro paradiso di Valdilana ci si potrà comodamente rivolgere a un medico di Valle Mosso o di chissà dove. Questa roba qui l’Asl la chiama “maggiore libertà di scelta”, quindi magari dovremmo anche essere contenti.

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