BI24_FLASH_L’Europa vista da Biella. Sandro Delmastro: “Le cifre vere e quelle false, della disoccupazione nell’Unione…”

_Sandro Delmastro Delle Vedove
Nel suo recentissimo discorso sullo “Stato dell’Unione”, Juncker ha sostenuto che durante il suo mandato sono stati creati “quasi otto milioni di posti di lavoro” e che la disoccupazione non è mai stata così bassa nell’area dell’Unione Europea. In realtà, la disoccupazione reale media nell’Unione Europea supera il 20%, con punte nazionali addirittura sopra il 35%, come ha dimostrato recentemente l’economista l’autorevole economista Alberto Bagnai.
Bagnai ha usato le cifre di Eurostat su ‘i senza lavoro in cerca di occupazione’ e su ‘quelli che hanno cessato di cercarla’ (quest’ultimi di solito esclusi dal computo della disoccupazione), aggiungendo i ‘part-time involontari’, e cioè persone che vorrebbero un lavoro a tempo pieno ma sono costrette a lavorare a tempo parziale. I risultati sono in realtà impressionanti. Il picco della disoccupazione è in Italia con oltre il 35%, seguito da Spagna, Grecia e Macedonia tra il 32 e il 33%, Cipro col 27% e la Croazia col 24%. La media nell’Eurozona (19 Paesi) è del 20%. La Francia è appena al di sopra del 22%. I minimi si registrano nella Repubblica Ceca (7-8%) e in Islanda, con la Germania appena al di sopra.
Come fa, dunque, Juncker a parlare di crescita dell’occupazione? Semplice: basta lavorare un’ora alla settimana per risultare tra gli “occupati”: questa è la truffa più incredibile e gigantesca, e dovrebbe in realtà provocare, per gli autori del falso, la galera! Le ultime cifre sbandierate dal governo italiano, che parlano di una crescita di 1,09 milioni di unità dal 2008, sono un esempio di questa truffa. L’economista Nino Galloni ha osservato che nello stesso periodo, le ore totali lavorate sono scese di 1,1 miliardi, (circa il 5%).
Se entrambe le cifre sono corrette, allora è accaduto che i posti di lavoro a tempo parziale hanno addirittura soppiantato quelli a tempo pieno! Inoltre, le stesse cifre ufficiali indicano che l’80% dei nuovi posti di lavoro creati sono a tempo determinato. In realtà, il PIL italiano non è ancora tornato ai livelli del 2008, mentre la popolazione è cresciuta dello 0,5 annuo. Ciò significa che il reddito ‘pro-capite’ e la produttività sono calati.
Tuttavia, secondo le statistiche, venti milioni di residenti hanno migliorato la propria condizione, il che, osserva Galloni, significa che il divario con i restanti due terzi della popolazione è aumentato drammaticamente. Allora dobbiamo essere attenti: dato che i governanti europei sono ormai alla disperazione, non possono far altro che raccontarsi bugie gigantesche, sperando che il popolo ci creda! E, almeno per ora, hanno avuto … ragione, perché in effetti, ancorché con difficoltà, ci hanno creduto!

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