BI24_FLASH_SE LO DICONO LORO… Biella, il Comune: “Tariffe dei servizi: salgono in tutta Italia, mentre a Biella invece calano”

palazzo oropa municipio biella

_Riceviamo dal Comune di Biella e pubblichiamo:
Biella è in controtendenza rispetto alla media dei Comuni italiani per quanto riguarda le tariffe dei servizi: mentre uno studio della Cgia di Mestre “accusa” i municipi di aver sopperito con rincari a trasporti, mense e asili nido ai tagli alle risorse imposti dai governi, in città le stesse tariffe, nel periodo considerato dallo studio, sono calate o sono rimaste invariate.
L’associazione degli artigiani e piccole imprese della città veneta, non nuova ad analisi su parametri economici non solo delle amministrazioni pubbliche, ha preso in considerazione quello che è accaduto nei Comuni italiani tra il 2015 e i primi quattro mesi del 2018, ovvero da quando un provvedimento del governo ha imposto il blocco agli aumenti delle imposte locali. «Molti amministratori» ha osservato il coordinatore del centro studi della Cgia Paolo Zabeo «hanno continuato ad alimentare le proprie entrate agendo sulla leva tariffaria, incrementando le bollette della raccolta dei rifiuti, dell’acqua, le rette degli asili, delle mense e i biglietti del bus». Il rincaro medio in Italia è stato del 5,6%, tre volte tanto il tasso di inflazione. A Biella, al contrario, il saldo è negativo, perché nello stesso periodo le tariffe sono rimaste stabili o sono addirittura calate.
È il caso delle rette degli asili nido e delle mense scolastiche che, proprio a partire dal 2015, hanno subito un ritocco verso il basso rispettivamente di 20 euro mensili e di 0,50 euro a pasto. E così, se la media italiana per le mense parla di un rincaro del 4,5%, a Biella i ribassi passano dal -8,5% al -48%, più alti per le famiglie meno abbienti, senza contare l’introduzione della gratuità per la fascia di reddito più bassa. Lo stesso vale per gli asili: +5,1% in Italia, da -4,8% a -25,3% a Biella, anche in questo caso con sconti in proporzione più alti per chi ha redditi più bassi. Il -9,1% della tariffa rifiuti (a fronte di un +1,7% in Italia) è calcolato sulla spesa totale per lo smaltimento in città, in costante calo proprio dal 2015, sul cui ammontare si calcola il dovuto a carico dei cittadini.
Il -2% delle tariffe per l’acqua potabile è frutto delle nuove politiche del Cordar, che ha deciso di investire su risparmi per i cittadini parte dei ricavi. Lo zero nel costo dei biglietti del bus urbano, fermo a 1,20 euro per 60 minuti di corsa, è destinato a un segno meno virtuale quando entrerà in funzione la funicolare, che diventa gratuita e non più a pagamento. E non ci sono state variazioni nemmeno in quelle piccole tariffe che il Comune richiede per il rilascio di certificati, l’apertura di pratiche e l’ottenimento di documenti, quelle che nel resto dell’Italia sono a +88%.

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