BUSCANDO QUIXOTE

È nel canone della letteratura occidentale e nella mente di tutti noi: è il Don Quixote. Nella mente di tutti è il simbolo della battaglia dell’uomo contro le circostanze, contro i tempi e le idee che cambiano.
È parodia, si, ma è anche la storia di un uomo che cavalca assieme alle sue idee. Combatte per difendere quello in cui crede e affronta i suoi demoni. Il deserto e il suo scudiero sono gli spettatori di queste bizzarre avventure. Sguaina la spada, imbraccia la lancia contro i fantasmi di un’epoca che al tempo stava tramontando e che oggi è quasi dimenticata fra gli scaffali delle biblioteche.

Duella con il mondo e non perde la sua purezza, anche a discapito delle sue febbrili tribolazioni. È ligio al dovere, idealista, intransigente, grottesco di fronte ai tempi che cambiano, e si flagella l’animo e il corpo se pensa di aver violato il codice di un buon cavaliere. Ma forse, come ogni uomo che sogna, chiede troppo da sé stesso.

A lui la realtà non basta: esige qualcosa di più. Per questo osa, erra, pena in cerca di qualcosa che possa elevare il suo spirito. La sua figura è triste, ma intatta. Oltre a questo hidalgo di mezza età, la letteratura fa miracoli e riesce a trasformare, per difetto, anche un contadino analfabeta, un cavallo e un asino in dei paladini della giustizia.

L’elemento grottesco è la chiave di lettura di un libro che segna il passaggio da un’epoca di sognatori a una in cui il buon senso non ha tempo per parlare di codici cavallereschi. A Sancho, il suo padrone pare un pazzo (può darsi che lo sia, ma fino a quanto?). Anche agli occhi degli altri lo sembra, ma non ai suoi, a quelli di un cavaliere.

Forse il modo di essere di Quixote è un solipsismo, o forse un orgoglioso quanto grottesco (per noi) codice morale.

Eppure a volte, nella vita, si erra per darsi un senso. E lui, il cavaliere, pur non riuscendo nel suo compito, non abbandona i suoi valori. Capisce d’aver fallito, ma non di aver perso. Nel profondo, nonostante la tristezza, forse pensa di non aver sbagliato a scegliere di credere in qualcosa di diverso. La sua vicenda è una metafora: forse la stessa alla quale Hemingway si riferiva quando scriveva che un uomo può essere distrutto, ma non sconfitto (1).

Là fuori, fortunatamente, ci sono ancora dei Quixote. Se li vedete, per favore, fate loro i Vostri omaggi.

 

Langravio

Francesco Valdambrini

 

Fonti:

(1) https://letteralmente.net/frasi-celebri/ernest-hemingway.php

Trovate questo post anche su: http://www.radiovaldarno.info/buscando-quixote/

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