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26 ottobre sciopero generale della scuola

CUB – Volantino Sciopero Generale del 26 OTT 2018

C.U.B. REGIONALE SICILIA
Aderente alla Confederazione Unitaria di Base (CUB)
Viale San Martino 261, 98123 Messina
Tel 090.2401784 Fax 06.233298951

SCIOPERO
SCIOPEROSCIOPERO
SCIOPERO

MANIFESTAZIONE DELLA CUB SICILIANA CON
CONCENTRAMENTO ALLE ORE 9,30 A CATANIA
PIAZZA STESICORO, CORTEO LUNGO VIA ETNEA,
PREFETTURA, ASSEMBLEA A PIAZZA UNIVERSITÀ

Aumentare i salari e le pensioni.

Ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, per favorire l’ingresso dei
disoccupati

Aumentare l’occupazione: eliminazione del jobs act, della precarietà
lavorativa, dei contratti-truffa (a termine, di breve durata), dello
sfruttamento camuffato da “nuove opportunità lavorative” con salari
irrisori e umilianti

Salute e sicurezza nei posti di lavoro.

Investimenti pubblici per la salvaguardia e la messa in sicurezza
dell’ambiente e del territorio, con conseguente creazione di nuovi
posti di lavoro funzionali a combattere il degrado.

Pensione a 60 anni o con 35 anni di contributi, separazione spesa
per previdenza da spesa per assistenza.

Rappresentanza sindacale con elezioni libere, democratiche, aperte
a tutte le liste.

Difesa del diritto di sciopero.

Diritti universali alla salute, all’abitare, alla scuola e alla mobilità
pubblica: garanzia di occupazione per i precari, supporto pieno ai più
deboli e ai disabili, servizi pubblici dignitosi ed efficienti al Sud.

Contro la guerra e le spese militari, per la smilitarizzazione della
Sicilia, per lo smantellamento del MUOS, per l’impiego delle ingenti
somme dedicate alla difesa (68 milioni di euro al giorno) in attività utili
alla società, in modo da porre un freno all’emigrazione dei giovani e
rendere vivibili le nostre città.

Abolire le diseguaglianze salariali, sociali, economiche, di genere e
quelle nei confronti degli immigrati per una società plurale, solidale e
partecipata dal basso.

Confederazione Unitaria di Base (CUB) Viale San Martino 261, 98123 Messina Tel 090.2401784 Fax 06.233298951 : cubsicilia@tiscali.it – cubsicilia@pcert.postecert.it

Chiesa e Massoneria: un dialogo impossibile

Pubblico-Gubbio-300x169Si è svolto oggi, a Gubbio, il convegno dal titolo: “Chiesa e massoneria: un dialogo possibile?”. L’incontro ha visto la partecipazione delle ACLI e del Grand’Oriente d’Italia, la principale loggia massonica del nostro territorio.

L’evento è indicativo e si svolge in un momento molto delicato per la Chiesa Cattolica.

Non che la Chiesa non abbia affrontato e superato momenti di difficoltà per il passato e nel corso della storia, ma nel tempo presente, sembra esserci un tentativo di destabilizzazione della stessa a partire dal suo interno.

Nei documenti ufficiali, la Chiesa ha già dichiarato l’inconciliabilità con la massoneria. Il silenzio della gerarchia, contribuisce non poco a dipingere di fosco il futuro dei tanti cattolici che vedono sempre più vacillare la difesa della propria identità. Aumenta, quindi, lo stato di confusione generale e anche la distanza tra fedeli e gerarchia, pertanto, auspichiamo che i pastori della Chiesa Cattolica vogliano ribadire con forza la ferma condanna alla massoneria come già è chiara negli atti magisteriali.

L’ultima condanna dovrebbe risalire all’ora Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione della Fede, in cui si ribadisce l’inconciliabilità tra Chiesa e massoneria.

Di seguito solo alcuni esempi esemplificativi dei pronunciamenti dei pontefici.

 «Lasciate che vi additiamo la Massoneria come nemica,

   ad un tempo, di Dio, della Chiesa e della Patria».

  (Leone XIII)

«La menzogna è la loro legge; il Demonio è il loro Dio;

  il loro culto è ciò che vi ha di più vergognoso».

  (Pio VIII, in enc. “Traditi” del 1829)

«Il principale ed ultimo dei fini della Massoneria è distruggere dalle

fondamenta tutto l’ordine religioso, nato dall’istituzione cristiana,

e creare un nuovo ordine, a suo arbitrio,

che tragga fondamenti e norme dal materialismo».

(Leone XIII, in “Humanum genus”)

 

Serata di debutto in Santa Croce per il Coro Cittadino di Torre del Greco e per la biografia di San Vincenzo Romano.

Coro Cittadino

Coro Cittadino di Torre del Greco

Battesimo con plauso per il Coro Cittadino di Torre del Greco, diretto dal maestro Vincenzo Nocerino, che si è esibito, nella serata di venerdì 19 ottobre, in una affollata Basilica di Santa Croce. Cantori e musicisti, affiancati per l’occasione dall’Orchestra Polimnia, hanno intervallato musica e canti al racconto che il professore Giuseppe Falanga ha fatto sulla vita del Parroco Santo presentando la biografia “San Vincenzo Romano, Lu prevete faticatore”, scritta dal vice parroco di Santa Croce, don Domenico Panariello: il ricavato sarà devoluto in beneficenza e servirà a sostenere opere di carità nelle diverse missioni sostenute dalla Basilica di Torre del Greco .

Tra un intervento di Giuseppe Falanga e quello di don Domenico Panariello il Coro Cittadino ha eseguito brani come Solo tu mi manchi; l’Umiltà del Cuore; Alto e Glorioso, Jubilate Deo, Pacem in terris, O Sacrum Convivium, Totus Tuus, Il Canto del Mare, Chi ci separerà, Cantate Domino, Inno a San Vincenzo Romano, e  Jesus Christ you are my life.

Nelle foto scattate da Pasquale D’Orsi, il Coro Cittadino; il professore Giuseppe Falanga e don Domenico Panariello.

 

MERCURIO PIU’ VICINO. STANOTTE IL LANCIO DI BEPI COLOMBO. UNA SFIDA EUROPEA

A Kourou, in Guyana Francese, tutto è pronto per il lancio della missione Bepi Colombo e gli ultimi aggiornamenti dalla rampa di lancio danno la partenza confermata alle 3.45 ora italiana di sabato 20 ottobre, con diretta RaiNews24. In cima a un razzo Ariane alto quasi 55 metri, due sonde attendono di iniziare un viaggio di sette anni verso Mercurio.

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Il nome della missione è un omaggio a Giuseppe (Bepi) Colombo: l’astronomo italiano che negli anni ’70 indicò alla NASA la traiettoria per la sonda Mariner 10. | ESA

Bepi Colombo è la prima missione europea diretta verso Mercurio, il pianeta che si trova più all’interno del Sistema Solare ed è anche il più vicino al Sole, con temperature elevatissime, così ancora avvolto di mistero e altrettanto cruciale da sottoporre la teoria della relatività di Einstein all’esame più severo che abbia mai affrontato.
Lo studio di Mercurio così da vicino è legato alla sua strana orbita, che fino a un secolo fa non era spiegabile usando i modelli di meccanica classica. Solo con la Relatività Generale di Einstein se ne scoprì la causa. Con la sonda MPO, gli astrofisici, a caccia di ulteriori conferme, vorranno eseguire nuove e più dettagliate misurazioni.

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L’arrivo della missione a Mercurio sarà nel 2021, ma solo 4 anni dopo le sonde riusciranno ad entrare in orbita. | ESA

Quattro sono i moduli che costituiscono Bepi Colombo, sono a bordo del lanciatore Ariane 5 Eca. I test proseguono in perfetta programmazione e si stanno svolgendo le ultime operazioni in vista del lancio. A bordo, un modulo che racchiude altri moduli, in un unica struttura larga poco più di sei metri che ne contiene un’altra larga quasi quattro metri e alta 3,6 chiamata Mcs (Mercury Composite Spacecraft). I quattro moduli della missione, sono assemblati e destinati ad attraversare insieme il Sistema Solare per sette anni per poi dividersi una volta arrivati nell’orbita di Mercurio, nel 2025.

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L’Ariane 5 con i componenti della missione già alloggiati in cima e pronto per partire. | ESA

Esa l’agenzia spaziale europea ha lavorato in collaborazione con l’agenzia giapponese Jaxa. La missione Bepi Colombo è figlia anche dell’Italia che è protagonista in prima fila con l’Agenzia Spaziale Italiana Asi, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) con le sue strutture di Roma e Padova e l’università Sapienza di Roma. Vede inoltre l’importante partecipazione dell’industria italiana, con la Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), primo contraente insieme con la tedesca Airbus Defence and Space per la realizzazione di alcuni sistemi del modulo europeo della missione Mpo (Mercury Planetary Orbiter), fiore all’occhiello il controllo termico, una vera e propria sfida tecnologica, tenendo conto che il modulo orbiterà per un anno vicino a Mercurio, come mai prima nessun’altro veicolo abbia fatto, resistendo a temperature che vanno dai 430 gradi nel lato esposto al Sole, ai -180 gradi nel lato in ombra.

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Il polo nord di Mercurio: in giallo i crateri che potrebbero conservare ghiaccio d’acqua.

Il costo di questa sfida tecnologica per l’Europa è pari a circa due miliardi di euro, questo è quanto ha precisato il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) sulla missione Bepi Colombo diretta a Mercurio. Jan Woerner, il direttore generale dell’Esa, ha detto che, è una prima assoluta per l’Europa e i due miliardi del costo complessivo della missione, alla quale stanno lavorando da circa 20 anni, vengono in gran parte dall’Esa, parte dagli Stati membri dell’Esa che hanno partecipato alla missione con degli strumenti e in parte dalla Jaxa.
Secondo Woerner sono tre le novità principali di Bepi Colombo, in primo luogo è la missione diretta a un pianeta caldissimo come Mercurio, che è il più vicino al Sole; inoltre ha detto riferendosi ai nove miliardi di chilometri che la missione percorrerà nei prossimi sette anni, è la prima volta che la propulsione solare elettrica viene utilizzata per un viaggio così lungo. Andare nella direzione del Sole significa oltrtutto risentire della sua fortissima gravità ed essere costretti a frenare costantemente.

Le due sonde, più l’MTM e lo scudo termico, viaggeranno quindi assieme, usando l’energia del Sole, che via via, sarà sempre più vicino.
Fra un anno, il “convoglio spaziale” passerà nuovamente dalle parti della Terra, fruttando così la gravità terrestre per rallentare e cadere verso il Sole. Mercurio è il pianeta più interno del Sistema Solare, ma per arrivarci con la giusta velocità serve infatti più energia di quella necessaria per raggiungere Plutone.

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Per ultimo è molto importante l’aspetto dell’internazionalità di questa missione, infatti anche il Giappone ne è coinvolto oltre all’Esa. Per le connotazioni tecnologiche, Bepi Colombo è una chiave di volta, un’apripista per Solar Orbiter, la missione diretta al Sole prevista da Esa che ha intenzione di procedere al lancio nel 2020. Anche se con obiettivi diversi, entrambe le missioni si trovano ad avere problematiche simili inerentemente alla propulsione e all’esposizione a temperature e a radiazioni altissime. In conclusione il direttore generale dell’Esa ha detto: “Oltre alla sfida tecnologica c’è anche una grande curiosità, Mercurio è un pianeta affascinante e a renderlo tale è la sua vicinanza al Sole. Siamo curiosi, perché conoscerlo meglio ci aiuterà a capire come si è sviluppato il Sistema Solare e forse potemmo avere molto d’imparare anche riguardo all’origine della vita perché non sappiamo affatto come potrebbe svilupparsi in pianeti diversi dal nostro”.

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