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I grandi dubbi… e quattro!

Riparazioni che davvero. Eccoci di nuovo (here we go again)! ___ Se c’è il secco indifferenziato per

W la scuola della disciplina e del rigore! Kaputt al bullismo degli studenti verso i prof. ed i compagni!!!

Anteprima

Un laboratorio in orbita sulle nostre teste

Senza che noi ce ne rendiamo conto a circa 400 km dalle nostre teste transita ogni giorno un laboratorio unico. Infatti la ISS, acronimo di International Space Station, è un vero e proprio laboratorio, in cui gli astronauti compiono ogni giorno numerosi esperimenti di ogni genere. Sulla stazione si fanno infatti sia test sugli astronauti stessi, per studiare in che modo il nostro organismo reagisce a condizioni di microgravità, sia esperimenti d’ingegneria, di biologia, di medicina e di molti altri settori.

STS-134_International_Space_Station_after_undocking

A questo punto sorge spontanea la domanda, per quale motivo effettuare esperimenti sulla stazione spaziale e non sulla terra? Nonostante sia molto costoso e anche potenzialmente rischioso, effettuare gli esperimenti nello spazio ci permette di analizzare e sfruttare situazioni che non è possibile ricreare sulla terra. Un esempio è dato dall’esperimento Multi-Trop ideato dall’università di Napoli Federico II; questo esperimento è stato oggetto di studio durante la missione VITA, di cui abbiamo parlato qui, missione a cui ha partecipato il nostro Paolo Nespoli, e che aveva come obiettivo lo studio del comportamento delle radici delle piante in condizioni di microgravità, situazione che non è possibile ricreare in modo continuo sulla terra. Anche il progetto Lidal, dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Infn, è stato oggetto di studio della stessa missione e aveva come fine il monitoraggio delle radiazioni cosmiche che investono la stazione spaziale internazionale. Radiazioni molto maggiori di quelle ricevute ogni giorno da tutti noi sulla terra.

Proprio per il difficile lavoro che devono svolgere ogni giorno, gli astronauti ricevono un lungo addestramento che gli consente sia, di essere pronti ad affrontare eventuali emergenze, sia di poter eseguire tutti gli esperimenti. Naturalmente oltre alle competenze di tipo scientifico gli astronauti hanno anche una preparazione pratica riguardo l’uso di strumentazioni di bordo e in genere una lunga esperienza di volo, infatti quasi tutti gli astronauti hanno una preparazione di tipo militare essendo molti di loro dei piloti.

Uno dei principali punti di forza di questo laboratorio spaziale è sicuramente la cooperazione internazionale. Infatti, al progetto della stazione spaziale partecipano diverse agenzie, tra le quali la statunitense Nasa, l’europea ESA, la russa Roscosmos, la giapponese JAXA e la canadese CSA, che appunto collaborano nella gestione e nell’implementazione delle funzioni della stazione spaziale. Particolare merito va dato all’Italia, che attraverso il lavoro dell’Agenzia Spaziale Italiana e di molte aziende italiane leader nel settore aerospaziale, ha contribuito alla costruzione di importanti parti della ISS, infatti ben il 50% dello spazio abitabile della stazione spaziale è stato costruito in Italia. In particolare il nodo 2 Harmony, il nodo 3 Tranquility e il modulo Cupola sono stati costruiti interamente in Italia, che ha anche collaborato nella costruzione del modulo di ricerca Columbus.

Nonostante i programmi spaziali abbiano ricevuto numerose critiche per le ingenti quantità di denaro che richiedono, i benefici derivanti dalla ricerca e dagli studi effettuati, le scoperte e i miglioramenti ottenuti giustificano ampiamente tali spese.

Mattia Chiacchiararelli

Enormi: Atletico Lugo 1-2 Cervia

Lanzano e Luckie per la medaglia d’oro

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Giunta a Lugo la notizia del pareggio tra Brisighella e Reda (1-1), l’eredità lasciata ai gialloblù dalla capolista è la conferma di una sfida eternamente avvincente tra le due prime della classe. Onori ed oneri di un ottimo risultato che, riaprendo definitivamente il campionato, costringe Burioli a ricercare la perfezione tattica in ogni formazione. Il tutto mentre Gigli segna ancora e stacca di tre reti il nostro Bobo nella classifica marcatori (a due sole dal termine, ma noi ci crediamo ancora).
PRIMO TEMPO; Tutto in 45 minuti: È una partita a due facce quella giocata nell’assolata campagna lughese, un match chiave contro un avversario subdolo perché insospettabile. Il Cervia parte subito fortissimo, dando la netta impressione (purtroppo sbagliata) di poter surclassare agevolmente i rivali. Con Fregati escluso dagli undici iniziali, è Lanzano ad animare l’attesa trasferta: subito una gran giocata, ma nessuna vera conclusione e nulla di fatto. Buon Cervia, contro una retroguardia titubante che fatica anche a partire in contropiede. Giombolini è sempre solissimo, ma (paradossalmente) mai servito. Quando, invece, gli giunge palla è spesso pericoloso, come al 3°, quando parte alla ricerca di un “numero che non c’è o non s’ha da fare”. L’inevitabile vantaggio dei nostri arriva 60 secondi più tardi, al 4° di gioco, con uno straordinario Lanzano (su pregevole invenzione di Luckie). Grandissimo campionato anche per il nuovo Insigne di Pinarella. Il Lugo rischia tantissimo per una diffusa imprecisione nei passaggi (specie del portiere), ma nessuno ne approfitta davvero. Per ghiacciare il match servirebbe un altro goal: Giombolini si propone sempre, ma dalla sua parte si gioca inspiegabilmente poco. Delvecchio ha un’occasione pazzesca per raddoppiare, ma centra il portiere, mentre Luckie è poco cinico (come tutta la squadra nei 90 minuti) sulla ribattuta. Su contropiede arriva la prima conclusione dei padroni di casa. All’11° Lanzano mette in mezzo un favoloso traversone, su cui (sta volta) Giombolini può arrivare, ma spara alto di poco. Passa un minuto e, nel momento migliore del Cervia, arriva la beffa: uno dei padroni di casa entra in area (su un pallone che nessuno, pur potendo, tenta di recuperare) e, vistosi murare il primo tentativo, conclude nuovamente a rete, centrando il pari (3 tiri e 1 goal fino a quel momento, per loro). Ancora occasioni per il tridente Jombo-Luckie-Lanza, ma con la nuova situazione di (immeritata) parità c’è più confusione in campo e anche Braggion è chiamato a sporadiche uscite (anticipo di un secondo tempo sofferto). Un grande Luckie, prima dell’ammirevole tentativo in rovesciata, si guadagna una punizione che non viene, però, sfruttata a dovere. Poco cinismo generale fino al 30°, quando Giombolini dipinge una traiettoria pazzesca (dopo aver creduto fino in fondo su un pallone non facile): il Re Leone Luckie fa il suo e riporta i nostri in vantaggio. Strabiliante la caparbietà offensiva (dimostrata in stagione) del giocatore. Ancora Cervia in un primo atto positivo, che sarebbe anche potuto terminare con più goal in nostro favore (14 tiri a 5).
SECONDO TEMPO; “Bisogna vincere anche contro l’arbitro”: I primi 9 minuti sono altalenanti (si passa più volte da un fronte all’altro), noiosi e privi di intensità. Lanza e Jombo improvvisano un flipper nell’area rivale, ma nulla di fatto. Dopo 45 minuti lasciati da impostare al solo Fantini, si rivede anche Manfredonia, fondamentale per gli equilibri tattici del gruppo. Gruppo che comunque inizia a rallentare troppo i ritmi, quasi fosse vinto da un’inspiegabile stanchezza: sono più le occasioni mancate per “non-grinta” rispetto a quelle davvero create. La concentrazione sopravvive fino al 67°, quando Burio viene ingiustamente espulso per la negligenza dell’arbitro (pare che sia addirittura di Lugo), che continuerà a complicarci la vita fino alla fine. Intanto l’Atletico cresce e il Cervia soffre tantissimo. Solo l’ingresso di Bobo dalla panchina riesce a rialzare il baricentro della squadra (impatto importante per Fregati, che tiene bene palla e profetizza diverse ripartenze pericolose). Al 36° ancora una rovesciata dei nostri, poi Tassinari (altro subentrato) e il solito Fregati non riescono ad impattare il pallone che avrebbe chiuso i conti. Al minuto 85 Buratti viene espulso per l’ennesima invenzione del direttore di gara (in chiave anti-cervese). Il tutto mentre dalla panchina gialloblù si alza un “grido d’autore” che è già storia: “Bisogna vincere anche contro l’arbitro”. Su calcio di punizione i padroni di casa centrano il palo, poi il dominio Lugo (dettato al 90% da scandalose decisioni arbitrali) si protrae fino al 96° (ben 6 di recupero, quasi un dispetto). Bisogna saper soffrire in match così e i nostri hanno dimostrato di saperlo fare bene (un applauso a Manfredonia per un ottimo secondo tempo, anche in sofferenza). L’arbitro le prova tutte per farci perdere, con una direzione di gara che meriterebbe proteste in puro stile Mino Taveri. Bobo ha un’ultima occasione, ma termina 2-1 per noi (e, visto il complesso, va bene così), il migliore dei risultati, che proietta di nuovo Vannucci & co verso un titolo che ripagherebbe interamente i numerosi sacrifici tattici dei ragazzi (meglio i volti noti della juniores, anche in una formazione ibrida con altri nomi della prima squadra).
Questa è vinta (grazie a Luckie e ad un super-Lanzano, lo “scugnizzo” del Cervia), ma guai ad abbassare la guardia, specialmente ora che il sogno non sembra affatto un’utopia. Sabato c’è il Riolo e bisogna starci con la testa (però anche fisicamente!), per continuare ad alitare sul Reda fino allo scontro diretto di fine aprile. Forza ragazzi! È un onore poter raccontare questa impresa. Restare uniti è la chiave per realizzare l’impossibile!
#crediamoci
Alessandro Tassinari
http://aletasso21.wordpress.com

ALESSANDRIA. BANDO PER L’ASSEGNAZIONE DI 2 BORSE LAVORO.

Alessandria, 19 aprile 2018 COMUNICATO STAMPA Avviso di selezione pubblica per l’assegnazione di n.