Charlie, Alfie e gli avvoltoi

A cosa serve la medicina? Sempre più spesso mi sto rendendo conto del fatto che l’idea che si ha della medicina e quella di una pratica che DEVE impedire la morte o il malessere di una persona sempre, comunque ed in ogni caso e sino a quando anche solo una malattia rimarrà più forte delle cure allora la medicina sarà inutile, in sostanza la medicina deve essere infallibile.
Praticamente, secondo alcuni modi di pensare, la medicina tradizionale sarà inutile sino a quando non renderà le persone immortali.

Questo aspetto si acuisce ulteriormente quando ad avere gravi problematiche di salute sono i bambini, questo perché anche i giornalisti (vi ricordate che ne avevamo parlato in un precedente articolo?) hanno bisogno di pezzi ad alto tasso emotivo per poter vendere i loro articoli e i media cercano queste notizie come l’aria per poter dare la carica al famoso Indignato del web™ che si prenda carico della viralità di una notizia e permetta gli introiti pubblicitari del sito in questione.

Nel tempo si sono selezionate le notizie che hanno più richiamo rispetto ad altre che invece passano in sordina: gli immigrati devono essere il male, lo stato deve essere corrotto, i giovani devono essere violenti ed ovviamente i bambini malati il più gravemente possibile e i genitori abbastanza disperati da affidarsi ciecamente a chiunque gli dia anche solo tre giorni in più di vita per il figlio (anche se poi questi tre giorni vengono passati in coma profondo e comunque senza nessuna possibilità di riprendere le minime funzioni vitali autonome).

Per questa ultima tipologia nell’ultimo periodo abbiamo avuto la possibilità di assistere a ben due casi, Charlie prima e Alfie poi. Anzi il piccolo Charlie prima e il piccolo Alfie ora, che senza un aggettivo ad accompagnare il nome si rischia di essere troppo asettici nel riportare la notizia.

In entrambi i casi comunque ci si ritrova ad avere a che fare con dei bambini, nel primo caso che dalla nascita non ha mai vissuto senza il sostegno delle macchine e in quest’ultimo un bimbo che ad appena sette mesi è stato ricoverato a causa di un disturbo neurodegenerativo, tra l’altro una patologia mitocondriale molto simile a quella di Charlie ed infatti il risultato è molto simile, anche Alfie vive in uno stato semivegetativo irrecuperabile, secondo il parere medico.

Ecco qui la scintilla che fa scoccare la freccia mediatica! Come è possibile che dei medici non sappiano curare una malattia? È il loro lavoro! Se non ci riescono vuol dire che sono incompetenti, non sanno ascoltare il dolore dei genitori?
E allora via alla lotta alla solidarietà a colpi di cittadinanza, cure da parte di medici più competenti(?), articoli in prima pagina del politico di turno che dice che LUI farà guarire il piccolo Alfie. Poco importa se questo sia reale o meno, tanto se il bambino muore la colpa sarà dei medici che non l’hanno curato e se si salva sarà merito di qualche miracolo divino o di chi ha messo un cuore e condiviso la notizia.

Eccoli qui gli schieramenti, buoni contro cattivi, incominci la lotta.

Non serviranno prove scientifiche, non serviranno encefalogrammi piatti, ormai la molla è scattata, qualunque cosa succederà a quel bambino non sarà più colpa di una malattia neurodegenerativa completamente sconosciuta (tanto che si sta pensando di chiamarla Alfie’s desease) ma dei malvagi medici.

In ogni caso per ora la guerra è sospesa, il bimbo ha respirato per 10 ore senza macchine quindi i genitori hanno ottenuto che venisse nuovamente intubato.

Fine primo round, ci si vede dopo la pubblicità.

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