ChiaroScuro / Chi ha paura della democrazia partecipata? L’assessore Pizzochera cambia le carte del gioco

    Fortunata è quella politica che attrae ancora le persone e che riesce a coinvolgere i cittadini in un confronto produttivo che porti ad una sintesi tra lo scopo politico della giunta e le capacità date dalle esperienze dei cittadini. Esattamente il contrario di quello che è successo l’altra sera in Terza Commissione consiliare, dove l’assessore non ha pensato di avvisare nessuno dei cambiamenti che avrebbe portato alle consulte cittadine, nella speranza, forse, che si evitasse “troppa” partecipazione.
 
Nel nome di una necessità di ordine amministrativo l’assessore Roberta Pizzochera ha deciso di uniformare tutti i regolamenti delle consulte cittadine. Uniformarle alla consulta dello sport, proprio quella che sia dalla maggioranza che dalla minoranza è riconosciuta come meno funzionante. Bene ma non benissimo.
 
Questi cambiamenti in cosa consistono? Presidente nominato dal Sindaco, il quale nomina (senza criteri precisi) due terzi dei componenti della consulta fino ad un massimo di dieci, determinando sia una schiacciante maggioranza sia la dimensione della minoranza. Il terzo rimanente sarà espressione elettiva di tutte le realtà interessate dalla consulta. Un esempio: massimo di 5 persone per oltre 300 associazioni. Equilibrato (sic). 
 
Altro grande cambiamento: addio alla consulta dell’infanzia, largo alla consulta dell’età evolutiva, dagli 0 ai 16 anni, perché all’assessore interessano molto le tematiche dei preadolescenti.  Ben venga l’attenzione alle problematiche giovanili, magari non trattarle in un tavolo dove si parla (anche) delle necessità pedagogiche dei neonati sarebbe più efficace, magari persino più ordinato.
 
Proprio quell’ordine per cui si calano le mani in profondità in consulte che ascolteranno sempre meno persone. Proprio quell’ordine per cui forse la partecipazione dei cittadini piace solo a parole. (Ernesto Guido Gatti)

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