CONSULTA. NIENTE PIU’ SPESE PER I LAVORATORI CHE PERDONO CAUSE DI LAVORO.

di Antonella Soddu

Con il Comunicato del 19 aprile 2018 – Ufficio Stampa della Corte costituzionale – rende nota la pronunzia del 19 Aprile 2018, n. 77. con la quale ha dichiarato illegittimo l’ articolo 92 del codice di procedura civile “Novellato nel 2014” ( con il termine Novellato, s’intende una norma giuridica posteriore che sostituisce una disposizione giuridica già in vigore) con l’entrata in vigore del Decreto – Legge 12 settembre 2014, n. 132  “Misure urgenti di  degiurisdizionalizzazione  ed altri interventi per la  definizione dell’arretrato in materia di processo civile. 

Cosa cambia un termini di spese nei processi di lavoro?

Per intenderci, restano invariate le regole processuali ma sono ridotti i rischi economici per i lavoratori dipendenti che chiedono al giudici di riconoscere alcuni loro diritti.
La riforma del 2014 aveva generato il crollo dei contenziosi in materia di lavoro. Nello specifico, il crollo dei contenziosi non era derivato da una drastica riduzione della violazione dei diritti dei lavoratori dipendenti ma dal temuto pagamento delle spese processuali in caso di perdita della causa.
In conclusione, “il lavoratore che si rivolge al giudice per un contenzioso di lavoro non sarà più obbligato a pagare le spese legali in caso di sentenza sfavorevole”.

 

Palazzo_della_Consulta_Roma_2006

Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale.

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