CONTE “PREMIER” E LE SUE PAROLE DA AZZECCAGARBUGLI

CONTE “PREMIER” E LE SUE PAROLE DA AZZECCAGARBUGLI

Sono le parole per cui passerà alla storia, anche se è un’ipotesi un po’azzardata, il “premier” Conte.

Forse, chi l’ha ascoltato l’ha preso per il fluente eloquio da azzeccagarbugli, del quale sembra compiacersi moltissimo.

Gli piace far mostra della sua carica di “ipocrita di stato “, di colui che deve fare il lavoro sporco.  E pensa che, con tutti quei discorsi fluenti e convintamente falsi, non si possa che credergli.

Mi fa rabbrividire anche il suo ricordo, con commozione artatamente simulata, del nostro Antonio Megalizzi, il giovane giornalista, ed europeista convinto, morto a causa dell’attentato di Strasburgo, sotto i colpi di un terrorista.

Quella sedia vuota, l’unica, alla commemorazione della morte del ragazzo, parla da sola, e con voce molto forte, dimostra ancora una volta l’ipocrisia e il menefreghismo di chi ci rappresenta.

Il premier Conte ha preferito prendere l’aereo di Stato per andare in trattoria con Di Maio e Salvini.

Quell’unica sedia vuota è l’immagine della vergogna.

Per l ipocrisia e la menzogna di stato, il gatto e la volpe non potevano trovare di meglio.

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