Crisi SIA, insorgono i dipendenti: “Dai sindaci solo comunicati, ad oggi siamo senza stipendio”

Pagati gli stipendi ai lavoratori di Sia, a nostra insaputa! Ad oggi, 10 luglio 2018 nonostante i soliti annunci via social nessuna mensilità è stata corrisposta. Ma oltre al danno si aggiunge la beffa essendo stata attivata la procedura del “concordato preventivo in continuità”, le mensilità relative a maggio e giugno, oltre a quella aggiuntiva, non potranno essere erogate se non su disposizione del giudice che curerà la procedura stessa. In sostanza: si pensa dare “continuità” a Sia destinando risorse finanziarie a ditte esterne. Quattro riunioni in Prefettura, un’emergenza ambientale drammatica, non hanno sorbito alcun effetto: nove sindaci che giocano a colpi di comunicati e non affrontane il problema reale: quante risorse occorrono per garantire servizi. Che siano garantiti da Sia o da altra società pubblica, così come previsto negli svariati incontri collegiali, il problema rimane sempre lo stesso: occorrono più risorse. I sindaci sono disposti realmente garantirle? Perché solo così e non con le chiacchiere si garantisce il decoro della città e l’igiene urbana. Solo così si prevengono nuove emergenze ambientali. Solo così si salvano posti di lavoro e se ne garantiscono di nuovi. Se Sia non avrà disposizione immediatamente risorse sufficienti e se i comuni, quindi, non adegueranno i contratti di servizio e il loro rigoroso rispetto, nulla di ciò potrà essere garantito. Questa è la sola e unica prospettiva. Questa la sola e unica verità. È inaccettabile che alcuni comuni continuino ad affidare tutti servizi a ditte private, sottraendo risorse a Sia. È inaccettabile e illegale e non saranno certo le “ordinanze sindacali” a nascondere questa realtà. Non è un problema di 300 lavoratori è un problema che riguarda 150.000 cittadini.

Comunicato stampa

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