Decreto Legge “Sicurezza e Migranti”: ecco tutti i dettagli

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha approvato un Decreto Legge che introduce disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale sull’ immigrazione e sulla sicurezza pubblica.

Nello specifico il Decreto nella parte relativa alla sicurezza prevede:

  • La sottoposizione al sistema di sorveglianza mediante braccialetto elettronico rivolta anche a chi è condannato per i reati di maltrattamenti e stalking;
  • L’estensione del “DASPO urbano” – acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, misura adottata in Italia nel 1989 per contrastare la violenza negli stadi – anche per chi è indiziato per reati di terrorismo;
  • La dotazione di taser alla polizia municipale;
  • L’inasprimento delle pene previste per chi organizza o promuove il fenomeno delle occupazioni arbitrarie di immobili, con la possibilità di avviare delle intercettazioni;
  • Il miglioramento e rafforzamento della funzionalità della Anbsc – Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Mentre per ciò che riguarda l’immigrazione e la protezione internazionale è previsto:

  • L’eliminazione dell’attuale concessione discrezionale della tutela umanitaria e l’introduzione di minuziosi requisiti per i soggetti richiedenti;
  • L’introduzione di disposizioni che mirano a contrastare il ricorso strumentale alla domanda di protezione, soprattutto per i casi in cui si vuole ostacolare l’esecuzione di provvedimenti di allontanamento;
  • L’introduzione di una procedura da applicarsi a coloro che in sede di frontiere elude o tenta di eludere i controlli su ciò che riguarda l’identità o la nazionalità;
  • L’ampliamento del catalogo dei reati di particolare gravità che in caso di condanna definitiva comportano la revoca o il diniego della protezione internazionale; per le condanne in primo grado la sospensione del procedimento per la concessione della protezione e la conseguente espulsione del cittadino straniero (lo stesso procedimento si applica al soggetto imputato ritenuto socialmente pericoloso);
  • L’introduzione di misure di rimpatrio di coloro che non abbiano titolo al soggiorno nel territorio nazionale;
  • La revoca della cittadinanzaacquisita dagli stranieri condannati in via definitiva per reati di terrorismo.

Viene fatto salvo, comunque, il potere-dovere delle Commissioni territoriali di valutare l’eventuale sussistenza dei presupposti del principio di non respingimento (non-refoulement), individuando i profili di rischio in cui il richiedente asilo incorrerebbe in caso di esecuzione del provvedimento di espulsione.

I Commenti sono chiusi