DIMISSIONI CAPONI / Filippo Penati: “I due di Sesto nel Cuore lasciano la Giunta per mancanza di dialogo con la città”

Filippo Penati

   SESTO SAN GIOVANNILa situazione difficile creatasi all’interno della Giunta di centrodestra guidata da Roberto Di Stefano, dopo le dimissioni dell’assessore Tittaferrante e del vice sindaco Caponi è spunto di riflessioni politiche. Filippo Penati, ex sindaco ed ex presidente della Provincia la pensa così:


La Giunta guidata dal sindaco Roberto Di Stefano sconta nell’arco di tre giorni, prima, l’abbandono dell’assessore Angela Tittaferrante e, subito dopo, in repentina successione, quelle del vicesindaco Giampaolo Caponi. Entrambi storiche figure e leaders della lista civica “Sesto nel cuore” che nelle elezioni amministrative dello scorso anno ha ottenuto uno straordinario successo elettorale. Un record assoluto mai eguagliato nel panorama politico sestese. Da oggi nessun esponente rappresenta “Sesto nel cuore” in giunta.

C’è, nelle loro dichiarazioni che spiegano le ragioni dell’abbandono, una considerazione comune. Entrambi denunciano un deficit di ascolto della città e la non volontà di confronto con i cittadini. È la stessa accusa che molti sestesi, (molti anche di quelli storicamente vicini al centrosinistra) formulavano nei confronti dell’ex sindaco Monica Chittò e della sua giunta. È stato anche questa lontananza dell’Amministrazione Chittò lamentata da molti cittadini un motivo alla base del largo consenso ottenuto da “Sesto nel Cuore” e dal suo candidato sindaco al primo turno Caponi.

Per questo penso che l’abbandono della giunta da parte di Tittaferrante e Caponi debba essere considerato, al netto delle valutazioni politiciste, un atto di coerenza. Coerenza con l’impegno che “Sesto nel cuore” ha preso in campagna elettorale con i suoi elettori e cioè quello di rappresentare un autentico spirito civico, dove il metodo dell’ascolto e la disponibilità al confronto sono caratteristiche imprescindibili. I numeri della maggioranza che in consiglio comunale sostiene il sindaco Di Stefano non sono in discussione. Certo è però, che con la perdita dell’apporto del civismo, la qualificazione della giunta cambia, così come è certo che non sempre ciò che avviene nelle stanze del “Palazzo” è l’espressione del comune sentire dei cittadini.

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