Disservizi ai CUP dell’Azienda Sanitaria Ennese

Ultime notizie e alcune doverose precisazioni.

Il mio post di qualche giorno fa non aveva come oggetto la situazione degli ex lavoratori del CUP, e cioè i 16 (credo che questo fosse il numero) ragazzi licenziati dall’oggi al domani senza apparente ragione per volontà non dell’ASP 4 ma dell’Assessorato Regionale alla Salute che da metà gennaio 2018 ha imposto all’Azienda Sanitaria ennese di usare solo personale interno per la gestione dei servizi CUP.

Non me ne sono occupato perché, a dire il vero, non ne sapevo granché e poi perché il mio intervento, partendo da un’esperienza vissuta in prima persona nella mattinata di lunedì, tendeva più che altro a mettere in evidenza la grave situazione di sofferenza sia del pubblico costretto ad una fila di molte ore prima di riuscire ad ottenere la prestazione richiesta, così come anche dell’insufficiente personale agli sportelli.

Nel corso dei commenti successivi ho avuto modo di esprimere alcune perplessità sulla gestione della problematica da parte dei vertici dell’ASP e ho anche chiaramente detto che alcune cose non mi “quadravano”.

Alla luce di alcune notizie, pervenutemi ieri sera, dispongo oggi di qualche elemento in più che ci consente di comprendere un po’ meglio certe cose ma soprattutto rende giustizia agli ex lavoratori del CUP (ad oggi senza lavoro) il cui licenziamente nulla ha a che fare con la truffa perpetrata ai danni dell’ASP da parte della ditta M&G Call Center srl.

Purtroppo le notizie, a volte frammentarie e spesso non esaustive della stampa locale, non consentono facilmente al comune cittadino di capire come stiano veramente le cose ma vediamo di ricostruire il più fedelmente possibile gli avvenimenti che ci hanno portato al caos attuale.

Nel maggio 2012 il servizio CUP dell’ASP 4, dietro autorizzazione dell’Assessorato Regionale alla Salute, viene affidato alla ditta M&G Call Center srl che utilizza personale proprio in numero adeguato (pare siano state impiegate più di venti unità) sia agli sportelli che ai calls centers (per le prenotazioni telefoniche).

Tutto procede abbastanza bene ed il servizio, efficiente e veloce, incontra i favori del pubblico. Poi all’improvviso tra dicembre 2016 e gennaio 2017 scoppia la bomba: la M&G Call Center srl viene accusata di aver distratto una grossa somma di denaro pari a circa 700.000 euro e inizia un procedimento giudiziario che ad oggi non è ancora concluso.

L’Azienda Sanitaria si vede costretta a rescindere immediatamente il contratto con la ditta esterna infedele ma, poiché i lavoratori del CUP non c’entrano assolutamente nulla, si fa in modo che questi possano continuare il servizio alle dipendenze dell’Engineering Ingegneria Informatica S.p.a. che già svolge altri servizi per l’Azienda sanitaria (in realtà vengono assunte solo 16 unità, contro le oltre venti precedenti); pare che nel corso del 2017 ci sia stato un ulteriore passaggio di consegne con un seconda azienda di Trento (di cui non conosco il nome) ma che come la Enginnring si dimostra molto seria e irreprensibile.

Infine nel gennaio 2018, l’Assessorato regionale all salute, incomprensibilmente, revoca all’ASP la possibilità di prolungare il servizio esterno e la costringe ad affidare a personale proprio la gestione dei CUP e dei calls centers (per le prenotazioni via telefono). Purtroppo si vede subito che il cambio non dà i risultati sperati anche perché, l’esiguità del personale incaricato, non consente di assicurare i servizi telefonici che, quando funzionavano, consentivano di dimezzare il pubblico agli sportelli. (Abbiamo voglia a telefonare al numero verde. Non funziona perché non c’è nessuno che possa rispondere).

Negli stessi giorni, ad un anno di distanza dalla scoperta del consistente ammanco, le forze dell’ordine procedono ad un sequestro cautelativo di beni alla M&G Call Center srl per cui, nell’opinione pubblica, si è ingenerato l’equivoco che ha portato molti (me compreso) a pensare che la decisione di internalizzare il servizio fosse la conseguenza di questo pignoramento.

In realtà non è così poiche i ragazzi del CUP già da un anno non lavoravano più per la Ditta catanese resasi responsabile della truffa ai danni dell’ASP di Enna.

IMG_2525Non so, ma a me, questa ingarbugliata vicenda che che spero di essere riuscito a spiegare bene, mi induce ad un cauto ottimismo sulla sorte dei ragazzi del vecchio CUP che comunque avevano già maturato un’esperienza di servizio di 13 anni alcuni e di 6 altri.

Mi auguro che, anche alla luce dei quotidiani e insostenibili disservizi, l’Assessorato Regionale alla Salute, possa recedere dalla sua decisione consentendo il reintegro al lavoro di quei sedici ragazzi di cui mai nessuno si è lamentato. Auspico un autorevole intervento il tal senso delle nostre due parlamentari regionali, le on. Elena Pagana e Luisa Lantieri.

E questo è tutto.

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