DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE/IPERATTIVITA’

Spesso si sente parlare di bambini iperattivi o con difficoltà dell’attenzione. Ma quando si può davvero fare una diagnosi di DDAI?

Di seguito elenco i criteri diagnostici necessari per poter parlare di disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (DDAI):

  1. DISATTENZIONE= almeno 6 dei seguenti sintomi presenti da 6 mesi:
  • Spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività;
  • Spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco;
  • Spesso non sembra ascoltare quando gli si parla;
  • Spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro;
  • Spesso ha difficoltà a organizzarsi nei compiti e nelle attività;
  • Spesso evita, prova avversione o è riluttante a impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto;
  • Perde spesso oggetti necessari per i compiti o le attività;
  • Spesso è facilmente distratto da stimoli esterni;
  • Spesso è sbadato nelle attività quotidiane.
  1. IPERATTIVITA’ E IMPULSIVITA’= almeno 6 dei seguenti sintomi per 6 mesi:
  • Spesso agita o batte le mani e piedi o si dimena sulla sedia;
  • Spesso lascia il posto in situazioni in cui si dovrebbe rimanere seduti;
  • Spesso scorrazza e salta in situazioni in cui farlo risulta inappropriato;
  • Spesso è incapace di giocare o svolgere attività ricreative tranquillamente;
  • Spesso è “sotto pressione” e agisce come se fosse azionato da un motore;
  • Spesso parla troppo;
  • Spesso “spara” una risposta prima che la domanda sia stata completata;
  • Spesso ha difficoltà nell’aspettare il proprio turno;
  • Spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti.

I sintomi di disattenzione o di iperattività-impulsività devono essere presenti prima dei 12 anni, presentarsi in almeno 2 contesti (scuola, casa, ecc..) e devono interferire o ridurre la qualità del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.

Studi sulla popolazione indicano che il DDAI  si verifica nella maggior parte delle culture in circa il 5% dei bambini e il 2,5% degli adulti. Risulta più frequente nei maschi che nelle femmine.

SVILUPPO E DECORSO

Molti genitori osservano inizialmente un’eccessiva attività motoria nei primi anni di vita del bambino, ma prima dei 4 anni i sintomi sono difficilmente distinguibili dai comportamenti normali. È molto spesso identificato durante gli anni della scuola elementare, e la disattenzione diventa più preminente e invalidante. È un disturbo relativamente stabile durante la prima adolescenza, ma alcuni posso avere un decorso peggiore con lo sviluppo di comportamenti antisociali. In molti, i sintomi dell’iperattività motoria diventano meno evidenti nell’adolescenza e nell’età adulta, ma restano le difficoltà legate a irrequietezza, disattenzione, scarsa pianificazione e impulsività. Una percentuale rilevante di bambini con DDAI rimane relativamente compromessa in età adulta.

FATTORI DI RISCHIO

Fattori temperamentali= ridotta inibizione comportamentale, difficoltà di autocontrollo o di autocontenimento, emotività negativa e/o elevata ricerca di novità.

Fattori ambientali= un peso alla nascita molto basso rappresenta un rischio raddoppiato o triplicato di sviluppare DDAI. Può essere presente una storia di abuso durante l’infanzia, trascuratezza, adozioni multiple, esposizioni a neurotossine, infezioni, esposizione all’alcol durante il periodo intrauterino.

Fattori genetici= l’incidenza di DDAI è elevata nei parenti biologici di primo grado di individui con DDAI. L’ereditarietà è consistente.

CONSEGUENZE

Il DDAI è associato a prestazioni e risultati scolastici ridotti, a rifiuto sociale e, negli adulti a prestazioni lavorative scarse, traguardi e partecipazione inadeguati, e a maggiore probabilità di disoccupazione, così come a elevata conflittualità interpersonale. Sono più portati a sviluppare un disturbo della condotta nell’adolescenza e un disturbo antisociale di personalità in età adulta, quindi aumentano le probabilità di sviluppare disturbi da uso di sostanze e le probabilità di andare in carcere. Hanno maggiori probabilità di ferirsi, di incorrere in incidenti e violazioni stradali.

I rapporti familiari possono essere caratterizzati da discordie e interazioni negative. Le relazioni con i coetanei possono essere caratterizzate da rifiuto di questi ultimi, dalla loro trascuratezza o dalla presa in giro; raggiungono inoltre una minor scolarità.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

È importante distinguire il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività da altri disturbi con caratteristiche simili:

  • Disturbo oppositivo provocatorio= questi individui possono opporsi a compiti scolastici o lavorativi che richiedono applicazione in quanto si oppongono al soddisfacimento delle richieste altrui. Presentano comportamento negativo, ostile e provocatorio. I sintomi devono essere differenziati dall’avversione per la scuola o per compiti mentalmente impegnativi dovuti alla difficoltà di sostenere lo sforzo mentale, al dimenticare le istruzioni e all’impulsività dell’individuo con DDAI.
  • Disturbo esplosivo intermittente= condividono alti livelli di comportamento impulsivo. Tuttavia, questi soggetti mostrano seri episodi di aggressione degli altri, che non hanno i DDAI, e non fanno esperienza di problemi legati all’attenzione.
  • Disturbo specifico dell’apprendimento= possono sembrare disattenti a causa della frustrazione, della mancanza di interesse o delle abilità limitate. La disattenzione però non è invalidante al di fuori del lavoro scolastico.
  • Disturbo dello spettro autistico= la disfunzione sociale e il rifiuto dei coetanei osservati negli individui con DDAI devono essere distinti dal disimpegno sociale, dall’isolamento e dall’indifferenza verso i segnali comunicativi del viso e della voce osservati in individui affetti da autismo.

Fonte: dsm-5

Se volete ulteriormente approfondire il DDAI, di seguito troverete il link di altri 2 articoli scritti sul mio blog:

https://danielaagerbapsicologa.blog/2017/10/03/cause-e-non-cause-del-disturbo-da-deficit-dellattenzione-e-iperattivita/

https://danielaagerbapsicologa.blog/2017/10/07/il-disturbo-da-deficit-di-attenzioneiperattivita-adhd/

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