Elaborazione del lutto: ognuno faccia come vuole

Foto ©Morena Fanti – Cimitero di Sedlec- Praga – Repubblica Ceca

Stamani (poco fa), complice un’attesa in sala d’aspetto (e dove se no?) ho sfogliato tre giornali che non ho mai occasione di vedere: non chiedetemi il nome che non l’ho guardato.
Li ho sfogliati senza leggere ma solo “guardando le figure” finché non sono arrivata a un articolo che raccontava di Lory Del Santo ospite al grande fratello (credo. se sbaglio non offendetevi). Non avrei letto nemmeno questo articolo se non fosse che Lory Del Santo ha subito da poco la morte di un figlio diciannovenne (e so che ha già subito questa tragedia perché un figlio suo e di Eric Clapton morì, credo a cinque anni, cadendo dal 53esimo piano della loro abitazione).
Nell’articolo si parlava (molte persone hanno detto la loro. Io manco sapevo che Lory Del Santo fosse al GF) su questa partecipazione per loro inopportuna.
E pure io, dopo avere letto questo articolo, voglio dire la mia:

  • Nessuno si dovrebbe permettere di dire cosa sia giusto o meno in queste faccende così delicate. E comunque nessuno che non sappia di cosa sta parlando.
  • Per la Del Santo entrare al GF è un lavoro (nessuno si meraviglierebbe se un architetto tornasse al lavoro dopo avere subito un lutto) e tra l’altro aveva firmato in precedenza un contratto e suppongo con una penale. C’è chi se ne frega dei soldi in certe circostanze ma magari la Del Santo ha bisogno di soldi. Noi non lo sappiamo.
  • Dopo la morte di un figlio si passano mesi in cui sei sotto choc: non passa quando pare a noi e nemmeno quando crediamo sia passato. Quindi, sotto choc si prendono anche decisioni che a posteriori ti sembreranno assurde ma che in quel momento ti parevano le uniche possibili.
  • Nel primo periodo soprattutto, hai bisogno di sapere che alcune cose andranno avanti ‘come prima’ anche se il ‘come prima’ non esisterà mai più, e allora ecco che ti impunti a dire “questo era già deciso e deve andare avanti” perché ti senti di volere dimostrare che sei ancora artefice di qualcosa nella tua vita, di qualcosa che sfugga al controllo di quel ‘destino infame’ che ti derubata del figlio e costretta a sopportare quel dolore che non sai gestire (e Lory ha già subito in passato tutto ciò, e l’altra volta si chiuse in casa con le tapparelle abbassate per due anni, credo).
  • Ognuno ha il suo percorso per uscire da tutto ciò e ogni percorso è giusto quando è ‘giusto’ per chi lo pratica, non per quelli che stanno a bordo campo.

 

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