Elogio della lentezza e del silenzio

P1130018.JPG

La tirannia del tempo. La sua dittatura, il correre a tutti i costi per non arrivare in nessun luogo. Danaro, oggetti, lavoro, treni, aerei, bus, tram. Oggi si ha fretta, sempre più fretta. Non un attimo in più per fermarsi a guardare un tramonto, per prendere per mano un anziano o fargli una carezza sulla testa canuta e stanca.

Non c’è il tempo per raccogliere una margherita o una viola, per pungersi con una spina di una rosa mentre la si sistema lentamente in un elegante vaso di cristallo, per camminare a piedi nudi sull’erba fatta di rugiada o per osservare una nuvola bianca che pare di panna montata. Bisogna affrettarsi, non si può perdere un minuto. L’ipermercato inghiotte, il telefonino ricorda i mille appuntamenti cui precipitarsi, l’agenda non perdona, WhatsApp non molla. Tutti sullo schermo, incollati a un presente che (s)fugge, a notizie che non sono più tali, tanto si legge in fretta e non si assorbe nulla di quelle parole rapide e sempre uguali. Le notizie sono ogni giorno le stesse, cicliche. Anche i disastri, le guerre e le emergenze sono diventati routine.

CONTINUA A LEGGERE…

https://wsimag.com/it/trame/37038-elogio-della-lentezza-e-del-silenzio

 

I Commenti sono chiusi