Elogio delle differenze

La tendenza della nostra cultura è oggettivizzare, associare, unire. Siamo ossessionati dall’omologazione, è rassicurante. A me invece piace il diverso, il contrasto, il dissociato.

Mi trovo a mio agio, sono stimolato dal conoscere culture completamente diverse dalla mia, ma capita davvero di rado, le mie esperienze possono contarsi sulle dita. La parola cultura è spesso utilizzata impropriamente, però è la caratteristica distintiva degli esseri umani, non parlo solo di cultura legata alla provenienza, parlo di omosessualità, di idee politiche, ogni essere umano è diverso e sono sicuro che avendo la possibilità di andare a fondo nella conoscenza verrebbero fuori idee diversissime tra loro, modi diversi di crescere una famiglia, di fare progetti, di organizzare la vita sociale, le differenze aiutano il confronto, aiutano a capire per migliorare

…e invece…

siamo pieni di omosessuali che vogliono avere una famiglia etero, di africani che adorano gesù, o che mangiano con forchetta e coltello; Di cinesi di Xi’an che vanno in palestra o che comprano casa in un grattacielo a manhattan. Siamo pieni di Arabi ossessionati dalle donne, inospitali; Di madri che fanno crescere i figli alla babysitter perché è più importante la carriera ed il tacco da 12; Siamo pieni di italiani che festeggiano halloween, di sudamericani tristi che vivono per lavorare, sognando un’appartamento nella city, potrei continuare…

Il mondo sta diventando un gigantesco pudding, una torta gigante piena di ingredienti di tutti i tipi che non sa di nulla, ognuno perde un pò di particolarità per aderire all’universo della felicità!! Poi però non è più felice nessuno!!!

La cultura che la fa da padrona in questo modo è quella anglodollaricana, si adatta meglio, ha meno radici, meno caratteristiche, naviga sfruttando gli altri. Tornando a ritroso nel tempo a nord della germania non c’è nulla di interessante, montagne senza neve, mare senza spiagge, giorni senza sole, gli esseri umani nati in quei posti hanno fatto di senso di appartenenza ed organizzazione le loro caratteristiche distintive. Ed a partire dalla rivoluzione industriale hanno iniziato a capire che potevano sfruttare gli altri, risorse culture uomini. Grazie soprattutto al denaro, creando il mito del raggiungimento del benessere, tramite il welfare, sono riusciti ad imporsi, essendo il minimo comune multiplo dell’umanità.

Beh potrei proseguire su questa risma ma in fondo non è l’intenzione del post, l’intenzione è capire perché cazzo la felicità dovrebbe essere nell’omologazione, per me è nella diversità

e quindi…

vorrei vedere omosessuali felici che si accettano per quello che sono, africani che festeggiano i loro dei della fertilità con danze ossessive intorno al fuoco e che aprono ristoranti al centro di roma dove si mangia con le mani seduti su un tappeto, di cinesi che al mattino alle 7 sono al parco a fare esercizi per allineare il ch’i, e vivono nel rispetto assoluto della Via, di Arabi che si confrontano con tutti, e che lasciano sempre aperte le loro case agli ospiti che per loro sono sacri; vorrei vedere mamme che fanno le mamme, in ciabatte, italiani che si dedicano alle feste cattoliche e di paese, come quando erano piccoli e vivevano per quei giorni, di sudamericani che lavorano lo stretto necessario per vivere, e sono felici…insomma, vorrei rivedere il mondo come era prima di…boh.

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