Emergenza profughi: dopo l’incontro a Cossato con la Prefettura, parla Barbierato. “Garra lodevole, ma è stata un’occasione persa”

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Profughi sì? Profughi no? E soprattutto: profughi come? I biellesi, in questi giorni, provano a farsi le domande giuste, sulla questione richiedendi asilo e accoglienza, con la speranza di trovare anche le risposte giuste. A Cossato, per esempio, hanno provato ad organizzare una serata con il vice Prefetto Garra, ma il risultato dell’incontro, varia a seconda dei punti di vista. Queste è quello di Marco Barbierato di “Cossato Cambia”.

La serata informativa a Cossato sul tema migranti è una enorme occasione persa. Troppa rabbia che nessuno ha saputo o voluto gestire. Chi è intervenuto spesso è stato interrotto, talvolta anche dal Sindaco. Lodevole l’impegno del Vice Prefetto Garra le cui parole calme, competenti, chiare, hanno senz’altro contribuito a chiarire cosa sta accadendo non solo nel Biellese, ma a livello nazionale in tema di accoglienza, e di Enrico Pesce del Filo da Tessere che ha spiegato come il consorzio di cooperative insieme a Caritas gestisce l’accoglienza. Ma dal sindaco mi aspettavo una moderazione seria. Che non c’è stata. Il compito di chi amministra è quello di portare umanità, concordia, razionalità e sintesi.
Per quanto mi riguarda, nel mio intervento ieri sera ho spiegato come l’accoglienza possa anche non essere qualcosa che uno sente come obbligo, ma che mi rifiutavo di pensare che la Cossato che ha sempre accolto, nei decenni, a partire dalle grandi migrazioni “interne” degli anni ’50 e ’60 (e il mio cognome veneto qualcosa dovrebbe dire) fino a quelle dal Maghreb degli anni ’80 e ’90 avesse oggi il cuore indurito e la mente così chiusa da non vedere la tragedia che viviamo. Il che non esclude affatto il discorso che il governo centrale, tutti i governi centrali, abbiano fatto e stiano facendo poco per sostenere i comuni nelle loro politiche per il sociale. Ma
non esistono bisognosi di serie A e di serie B. Esistono persone. E sì, ho faticato anche io a prendere sonno ieri notte, visto il clima duro della serata. Parecchio.
Mi auguro che la proposta fatta dal consorzio Filo da Tessere, ovvero un incontro tra i migranti che arriveranno a Cascina Aurora e i residenti di Castellengo e in generale di Cossato sia fatta: sarà una importante occasione per conoscersi, e magari fugare qualche paura. Perchè la paura di quel che non conosciamo è legittima. Dovere di un amministratore è fugarla”.

Marco Barbierato

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