Esce “Sulla mia pelle” di Cremonini: il caso Cucchi contro il garantismo e l’abuso di potere in Italia

Il caso di Cronaca nera di Stefano Cucchi arriva sul grande schermo. Quali sono gli scheletri nell’armadio dei carceri che si vantano garantisti? In Italia qual è la realtà dei carceri? Quanto influisce l’ abuso di potere?

I film sono tra i più potenti mezzi di informazione, il più efficace mass media tra i giovani.
È molto più probabile che un giovane si guardi un film anziché un’ inchiesta, perciò al regista Alessio Cremonini spetta il grande merito di aver dato voce a ciò che è meglio passare in sordina.
Cremonini così porta alla luce, grazie alla superlativa interpretazione di Alessandro Borghi – nel film Stefano Cucchi – la storia realmente accaduta al giovane Cucchi nell’ ottobre del 2009.
Nella notte del 15 di quel mese fu arrestato per detenzione e spaccio.
Dopo la prima notte di custodia cautelare presso il carcere Regina Coeli, Cucchi presenta degli ematomi in viso e sulla schiena. Ciò non viene notato durante il processo direttissimo che afferma il proseguo della custodia cautelare.
Le condizioni fisiche del giovane si aggravano e viene portato presso l’ ospedale Fratebenefratelli: lì rifiuta le cure.
Muore il 22 ottobre 2009 presso l’ ospedale Sandro Pertini.
Ancora tutt’ oggi vige perplessità riguardo i motivi per cui la famiglia Cucchi non ha potuto vedere il familiare in detenzione se non all’ obitorio comunale. Resta ancora più perplessità riguardo il trattamento che Cucchi ha ricevuto sia in ambito carcerario quanto ospedaliero, la sua morte in totale omertà resta un mistero poichè i Il 18 luglio 2016, al termine del secondo processo d’appello disposto dalla Cassazione, la Corte d’Appello di Roma assolve i 5 medici accusati di omicidio colposo perché “il fatto non sussiste”.

Questa vicenda di cronaca nera è uno scheletro nell’armadio di uno stato che ha decantato il valore garantista e il rispetto verso i diritti umani.

È un film che porta a riflettere sulle reali condizioni dei carceri: luoghi sovraffollati, spesso teatro di violenza e poco dediti alla rieducazione dei detenuti. Fa riflettere su chi non indossa correttamente la divisa.
Stefano Cucchi è stato il centoquarantottesimo morto in carcere nel 2009 per un totale di 172 decessi.
Il carcere italiano, però, è inteso e definito come luogo di rinascita.  Il carcere italiano è carnefice di violenza che – a differenza di altri stati – non tollera.
” Sulla mia pelle”, insieme all’ attivismo perpetuo della sorella Ilaria Cucchi, è un promemoria per la coscienza ed un inno alla chiarezza.

a cura di Emanuela Francini

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