Europa

L’Europa può perseguire due diversi obiettivi.

Il primo, seguendo l’impostazione originaria, è verso una maggiore integrazione ed in quest’ottica l’esercito comune ha senso, purché vi sia un comando comune ed un’autorità comune in gradi di dare ordini all’esercito. ciò significa un’Europa che si mostra forte ed unita all’esterno, ma che rispetta le diverse identità all’interno. C’era riuscito l’Impero Romano, l’Impero Austro-Ungarico e, per un certo periodo, persino l’Impero Ottomano dunque ce la può fare anche l’Europa. Così facendo l’Europa si trasformerà in in vero e proprio stato federale, conservando la propria moneta unica che però dovrà essere liberata dalle conseguenze del suo “peccato originale”, unificare la moneta ha senso unificando anche il debito pubblico ed il sistema fiscale.

La seconda strada è accettare di trasformarsi in una confederazione di paesi indipendenti (L’Europa delle Patrie del generale de Gaulle), con un minimo di coordinamento centrale. In questa strada la moneta unica non è sostenibile, essa farà lentamente la fine del Franco CFA, oppure collasserà in maniera traumatica nel momento in cui lo “spread” relativo ad un membro di forte rilevanza economica dovesse superare il limite di sostenibilità degli interessi sul debito estero.

Tutte e due le strade sono possibili, l’importante è decidere. Ciò che non può durare è la situazione attuale, debole in politica internazionale ma con aspetti di accentramento all’interno che sono tipici di uno stato unitario (ad esempio, l’applicabilità in giudizio delle direttive comunitarie anche se non recepite dai singoli stati membri).

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