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Fiat 1 Fiacre, primo taxi Fiat 1908

Fiat addio !

Il presidente è nato a New York, l’amministratore delegato, di Chieti, ha la cittadinanza del Canada e risiede nella Svizzera di lingua tedesca. Con dei presupposti così e con la storia recente dell’acquisizione dell’americana Chrysler, la Fiat aveva perso forse già da tempo la sua identità nazionale. Lontani gli anni gloriosi di Giovanni Agnelli – il fondatore nel 1899 dell’azienda torinese – e quelli del nipote Gianni – l’avvocato. Meno lontani invece i tempi degli aiuti di Stato che hanno abbondantemente foraggiato l’industria più rappresentativa d’Italia per consentirle, in ogni momento critico, di restare in piedi senza licenziare più di tanto. Dal 1977 al 2013 ( secondo una stima di Repubblica ) lo Stato italiano avrebbe investito nella Fiat più di 7,6 miliardi di euro, di cui 1.908,3 a totale carico dello Stato, ossia 1.908 miliardi di euro in 36 anni sarebbero stati regalati dalle famiglie italiane ( attraverso le tasse ) a questa industria automobilistica privata.

220px-Atto_Costitutivo_FiatAl vertice della storica azienda ci sono il presidente John Philip Jacob Elkann, classe 1976 e l’amministratore delegato ( ricopre molte altre cariche ) Sergio Marchionne, classe 1952. Il primo è nipote di Gianni Agnelli, il secondo è figlio di un maresciallo dei carabinieri abruzzese e oggi è probabilmente ancora il manager più pagato d’Italia. Dal 29 gennaio 2014 Fiat auto così come l’abbiamo sempre conosciuta con quel suo storico marchio che si vede perfino nel secondo film che Charlie Chaplin girò agli inizi della carriera il 7 febbraio 1914 a Venice in California ( La gara di auto di bambini ) per la prima volta nei panni di un vagabondo, non esiste più. Nel senso che Fiat e Chrysler, pur continuando a commercializzare i rispettivi modelli con i relativi marchi di origine ( per fortuna, altrimenti bisognerebbe chiedere al concessionario una FCA ), sono diventate un’unica holding: FCA appunto, acronimo difficile da pronunciare, di Fiat Chrysler Automobiles, con sede legale ad Amsterdam e domicilio fiscale a Londra. Perché un domicilio fiscale all’estero? Semplice: il fisco britannico è meno esigente di quello italiano. Viene quindi da chiedersi dove andranno a finire, di fatto, i prossimi aiuti di Stato (italiano) nel momento in cui la casa automobilistica ex torinese dovesse minacciare nuovi licenziamenti di dipendenti italiani. Chissà perché, ma questa storia lascia l’amaro in bocca.  Sopra il titolo il modello di Fiacre, primo taxi della Fiat, anno 1908. Video del film di Charlot con il marchio Fiat in evidenza sul maglione di un ragazzo e su un’automobilina.

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