Fantasmi tutti – L’amore ai tempi di internet

– Ciao Teresa, come stai? Sì io bene, no, no, tutto bene. Sì, scusami
non ce l’ho fatta a venire… sono un po’ incasinata in questo periodo.
Sai a fine anno, con tutti i ponti che abbiamo avuto quest’anno non
sono riuscita ancora a finire il programma. –
Le amiche del venerdì pomeriggio, le colleghe insegnanti con le quali
Francesca va sempre al cinema, non la vedono da settimane, oramai.
In effetti lei si sta sottraendo a quegli incontri, non certo per
mancanza di tempo ma per pudore!
In genere quel gruppetto di quattro cinque coetanee s’incontra nel
bar più prossimo alla sala cinematografica dove danno il film scelto.
Lì, nel tempo di un’ora imbastiscono (lontano dai corridoi delle
scuole) discorsi da donne, tra donne libere di raccontarsi: di figli e
mariti, di genitori anziani da accudire, di amori finiti o appena nati,
– Tranne che… – pensa Francesca – di siti d’incontri, quell’argomento
con loro è tabù! –
Le allegre ragazze si comportano come i loro ragazzi a scuola: entrano
al bar vociando, parlano tutte contemporaneamente, si appropriano
di metà della sala, uniscono rumorosamente tavolini e
ordinano tè e chantilly.
In breve tempo quei tavolini si riempiono di tutto: tazze, teiere, dolci
e toast caldi, fazzolettini e libri che si scambiano. Ma il posto d’onore
spetta alla ‘coperta dei racconti’ che intessono incessantemente.
È una coperta robusta fatta della stessa canapa che usavano le loro
nonne quando preparavano le coperte del corredo delle figlie, conservato
con rito sacro nella cassapanca di metallo verde insieme al
completo letto di cantù.
Francesca e le sue amiche conoscono bene quelle robuste coperte
perché le loro mamme non sono riuscite a consumarle durante il
loro lungo matrimonio. E loro le hanno recuperate per sé e con affetto
le hanno trasformate in tendine o copri tavoli, salvando dall’oblio
quei ricami sbiaditi che parlano ancora di accudimento e amore
famigliare. Francesca è certa che se raccontasse alle sue amiche che
si è iscritta al sito d’incontri, l’effetto di quella notizia sul gruppo
sarebbe devastante.
– Ma cosa stai dicendo? – avrebbe esordito la più giovane, Teresa.
Era la più impulsiva e diceva sempre tutto ciò che pensava, mentre
lo pensava.
Mentre la più anziana, Maria, prossima alla pensione, con un carapace
rugoso sul dorso segnato da tante esperienze di vita difficili,
l’avrebbe giudicata in silenzio, puntandole addosso lo sguardo infuocato
col quale aveva imparato a zittire negli anni gli alunni. Poi
tutte insieme avrebbero cominciato a farle mille domande.
– Ma perché? Ma come mai? Tua figlia lo sa? Non ci avrei mai creduto
se me l’avesse detto qualcun altro! –
– Eh? Come? Che hai fatto? – Tutte quelle domande qualsiasi risposta
avrebbe dato Francesca, avrebbero comunque prodotto un unico
verdetto: disapprovazione e condanna.
Allora bisogna proteggersi a tutti i costi con il silenzio.
Ciononostante lei si sente in colpa verso Teresa, Maria e Liliana.
Quest’ultima proprio non lo merita, le fa talmente tante confidenze…

Gli effetti del disagio e del conflitto che sarebbero potuti nascere
all’interno del gruppo a causa di quella notizia Francesca li paragona
a quelli, altrettanto gravi, che avrebbero provocato delle gocce
di acido muriatico versato sulla loro coperta di canapa: un inarrestabile
buco tra il centro della robusta tela e i fiorellini rosa sbiaditi
ricamati ai bordi. Assolutamente irreparabile!
Siccome Francesca non sa fingere e non sa tenere i segreti, da qualche
mese diserta quelle belle riunioni.
Smette di cucire e ricucire insieme alle altre donne i pezzi della loro
vita sopra al tavolino del bar.

Frammento XXIX tratto dal romanzo Fantasmi tutti – L’amore ai tempi di internet
di Ines Buonora

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