FIGLIO DELLA MADRE SEMPRE

FIGLIO DELLA MADRE SEMPRE

Cinquant’anni fa fu abolita l’indicazione di paternità per evitare il “figlio di nn”, allora infamante.

La nuova coscienza sociale è ormai così “arcobaleno” da saper omologare diverse denominazioni per diverse genitorialità.

Salvini, vuole scritto sulla carta d’identità “padre e madre” altri “genitore 1 e genitore 2”.

Ma poi chi è “genitore primo”?

Sempre il padre?

O la madre?

O si sorteggia?

Dovrebbe esserlo sempre la madre, autrice dell’ovulo, che vale almeno quanto il seme del padre, ma che in più ci mette la gestazione.

Ed è, dunque, sicuramente “più genitore”, quindi “genitore primo”.

Genitore 1, ma ce n’è uno solo?

Mica è finita.

E la potestà genitoriale a chi spetta?

Allo stato attuale, qualche problema lo pone la famiglia monogenitoriale, o da secondo matrimonio, o con il genitore transgender.

Forse è possibile salvare capre e cavoli: usare “padre” e “madre” ma trovare anche un termine “equipollente” per l’esercente potestà genitoriale ad altro titolo.

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