“FORSE UNA FIRMA SALVERÀ I LIBRI”

Una sola cosa non potrà sostituirsi nella diffusione del libro digitale, la copia autografa. Mi sto rigirando tra le mani “La casa nel bosco” di Gianrico e Francesco Carofiglio, prima edizione, con tanto di firme e disegnini.
Non rifiuto Kindle, il suo arrivo mi ha salvato, i libri mi circondano , ma ritengo che per alcuni il supporto cartaceo sia indispensabile. A parte il rituale di apertura, l’odore della carta , sentirla sotto i polpastrelli, tutte cerimonie da “drogati” del libro, ma per alcune categorie il supporto digitale non aiuta. Ad esempio i fumetti o se si vuole fare i fichi le Graphic Novel.
Sia che si tratti di Tex o Topolino, di Milo Manara o Moebius, l’abbraccio con il lettore è più caldo se avviene in un letto di carta. Questo anche se usate un ipad 2, quindi decisamente grande. Il fumetto esige la carta, il foglio, un’immagine di Jacovitti, con i suoi mille particolari, sarebbe sminuita su supporto digitale, sulla carta si scatena invece la ricerca al più piccolo disegno. Per estensione grafica comprendo quindi, nei libri da consumare solo in forma cartacea, anche quelli d’arte, posso convenire che certe applicazioni, con le loro caratteristiche multimediali, possono divertire, ma ancora oggi i panorami di vita comune di Bruegel preferisco ammirarli su un libro vecchia maniera.
Stesso discorso vale per quelli fotografici, dove grandi maestri danno testimonianza attraverso la pagina, spesso in grandissime dimensioni.
Lode quindi a case editrici come la Taschen in grado di regalarci opere come quelle dedicate alle pubblicità dagli anni ’20 in poi, dove artista e pubblicitario spesso erano una sola persona.
Questi gli ambiti in cui il libro nella sua forma tradizionale vince sempre, ovviamente sono legato affettivamente ai Pop Up, la mia fattoria Hay Day punta ormai a quota 60 come livello di gioco ma quando apro un castello che offre piegando linguette e tirando finestre tante soluzioni di gioco non posso non divertirmi come un bambino, anzi spesso cerco nuovi libri e quindi nuove magie.
Torniamo quindi al discorso di apertura, difficile immaginare una firma elettronica, la penna deve macchiare , inchiostrare , marchiare, la carta, quel gesto, come un tatuaggio, simboleggia il legame profondo tra autore e lettore, la speranza e che proprio sulla base anche di questo piccolo rituale molti lettori e lettrici trovino forza e voglia di entrare in una libreria, acquistare una copia e farsela firmare. Sarebbe un atto importante in un panorama, quello dei libri italiani, sempre più desolante , ma questa è un’altra storia.

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