Forza Nuova, niente di nuovo

La manifestazione dei sedicenti appartenenti a Forza Nuova nelle pertinenze del Gruppo Repubblica – L’Espresso suscita sdegno e unanime riprovazione. E soprattutto ottiene che per l’intera giornata di ieri non si parli d’altro. Si muove perfino il Ministro dell’Interno Marco Minniti, mentre le alte cariche dello Stato non fanno mancare la loro solidarietà ed esprimono la loro preoccupazione per il ritorno del Fascismo. L’Espresso e Repubblica hanno servite su un piatto d’argento le loro prossime copertine ed i loro editoriali. Finalmente si parla di libertà di stampa, antifascismo e di ciò che piace alla parte politica ed intellettuale facente capo al PD: aria fritta.

Senza voler sottovalutare né tantomeno approvare nulla, men che meno l’ormai consueto rassemblement di ragazzi muniti di petardi e fumogeni (sarà un caso, ma Capodanno si avvicina….), ci sembra per certi versi di essere tornati agli anni settanta. Unanime lo sdegno per il vile attentato, e l’opinione pubblica si voltava dalla parte del botto, mentre dietro le quinte succedevano altre cose.

Quanto sia genuina la gazzarra di ieri, quanto a proposito possa essere rubricata seriamente come preoccupante rigurgito di neofascismo, quanto sia serio e verosimile che un paese si debba preoccupare della minaccia rappresentata da dieci ragazzi a volto coperto e con tre bandiere da stadio, dovrebbe essere il sig. Ministro dell’Interno Minniti a dircelo indagando opportunamente e seriamente, piuttosto che dedicarsi a comizi e proclami di cui nessuno francamente sente il bisogno, se non la redazione del giornale dove egli parla per preparare l’edizione del giorno dopo. Magari, non possiamo fare a meno di notare, fosse accorso con la stessa sollecitudine e premura sul luogo di tante altre situazioni, dove a rischiare o a rimetterci la pelle sono stati semplici cittadini, e non veri o presunti esponenti del mondo dell’informazione e della libertà di pensiero.

Aspettiamo da un’eternità di capire cosa c’era di vero dietro gli opposti estremismi e la strategia della tensione negli anni di piombo, oppure dietro fatti come quelli del G8 a Genova nel 2001. Cautela impone di attendere a giudicare i fatti di ieri, è il minimo, per non parlare della loro reale portata.

Quanto al PD, ed a quel gruppo editoriale che ne è diventato de facto l’organo di stampa, crediamo che stia tentando il vecchio gioco di distrarre l’opinione pubblica e di ricompattarsi attraverso l’individuazione del nemico esterno. Sollecitando più o meno surrettiziamente giri di vite normativi e interventi della magistratura.

Crediamo che sia tardi. E che alle sue prospettive, come alla bontà di certe sue politiche per il futuro di questo paese, la gente creda ancor meno che alla genuinità dei raudi e dei fumogeni tirati ieri da quei soggetti che qualcuno, per intento o per ignoranza, si ostina a paragonare a quella cosa purtroppo seria che è stata ed è il Fascismo.

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