Gli immigrati sono stanchi….

E’ di oggi, anzi di poche ore fa l’ennesima protesta di alcuni immigrati richiedenti asilo ospitati in una struttura alberghiera sul Lago di Como. Lamentano condizioni igieniche scarse, tempi lunghi per la valutazione delle loro richieste di soggiorno, richiedono a gran voce un lavoro, essere guidati verso una specializzazione, lezioni di italiano etc.etc. Lo hanno fatto non solo strillando a gran voce ma anche con un cartello appeso fuori dall’ hotel che li ospita. Bene anzi male, richiedere condizioni igienico sanitarie migliori rientra nella più logica delle necessità. Ma mi domando, come è possibile che le “condizioni igienico sanitarie” non siano tali, non sono loro che occupano la struttura e quindi usano i servizi igienici? Essendo ospiti, non potrebbero contribuire, almeno in parte, al corretto mantenimento delle aree, specialmente quelle in comune e partecipare a far si che l’igiene sia garantita?, Scusate, dimenticavo che al loro paese, loro, sono serviti e riveriti da personale addetto alla loro cura. Ma sorvoliamo, chiedono un lavoro, magari qualificato, certo, con la penuria che c’è di personale altamente specializzato nel nostro paese dobbiamo necessariamente ricorrere al loro aiuto. Ma lo sanno almeno dove sono approdati? Hanno capito che non è il paese del bengodi e che ci sono milioni di italiani, scusate lo ripeto “ITALIANI” che o sono in cassa integrazione o senza lavoro? Per finire sono ospitati in un albergo sul Lago di Como, io personalmente se voglio vedere il lago di Como devo andare su Google, fare una ricerca e approfittare delle immagini che il motore di ricerca mi mette a disposizione, dal mio balcone di casa riesco a vedere solo cemento e palazzi. Non è razzismo, non confondiamo il razzismo dalla sana razionalità. Meritano rispetto e se valide le loro richieste devo essere messi in condizione di potersi ricostruire una vita nel nostro paese, altrimenti, visto anche che sono scontenti dell’ospitalità possono tornare al loro verde paesino. Dimenticavo, una piccola ma significativa aggiunta, chi protesta è un gruppo di 35 tra ragazzi e uomini dai 25 ai 35 anni, non famiglie o madri con bimbi.

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