Global Strike for Future: “Belvedere Cambiaverso” per l’ambiente

Cari genitori, voi avete un futuro, noi non abbiamo più tempo”, scrive Alice, 9 anni di Roma, che domani, venerdì 15 marzo, scenderà in piazza, insieme a studenti di 150 Paesi, per salvare il pianeta dal surriscaldamento, dai rifiuti, dalla siccità. Anche a Belvedere gli studenti manifesteranno per chiedere con forza” cambiamenti rapidi, radicali e senza precedenti in tutti i settori della società”, come si legge nel rapporto 2018 dell’Ipcc, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Belvederecambiaverso, consapevole che le recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica e l’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’ ” pongono con forza la necessità di una economia globale sostenibile, non solo esprime vicinanza e sostegno alle manifestazioni studentesche, ma si impegna a salvaguardare le risorse del territorio. Quelle naturali: l’entroterra collinare e montano, contrastandone lo spopolamento in atto, la fascia costiera che va preservata da ulteriore cementificazione, quelle culturali: i siti archeologici, l’architettura religiosa, civile, militare. Risorse che, opportunamente valorizzate, possono garantire un modello economico ecocompatibile e buona occupazione.

I ragazzi di tutto il mondo scendono in piazza per salvare il pianeta. E’ il Global strike for future, lo sciopero mondiale per chiedere ai Governi di agire per fermare i mutamenti climatici. Venerdì 15 marzo è il grande giorno: in oltre 1.300 città in 98 Paesi, studenti e non solo, manifesteranno fuori a municipi e ai parlamenti nazionali. L’Italia, con le sue 109 piazze, è tra le nazioni più attive insieme a Usa (117) e Germania (141). Ma ci sono anche Svezia, Gran Bretagna, Australia, Uruguay e di recente hanno aderito anche Cina, Tanzania, Vanuatu, Cuba e Pakistan. “Se i Paesi della Terra non prenderanno provvedimenti per limitare la diffusione dei gas serra, il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi tra appena 11 anni, nel 2030”: questo è stato l’avvertimento sull’attuale situazione climatica da parte dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), organismo tecnico-scientifico dell’Onu sui cambiamenti climatici e il loro impatto socio-economico.

Lo sciopero nasce dall’iniziativa di Greta Thunberg , studentessa svedese di 16 anni, per chiedere una maggiore attenzione al clima e all’ambiente e assicurare un futuro migliore alle nuove generazioni. La ragazza figlia di una cantante d’opera e di un attore, a partire dal 20 agosto 2018, ha iniziato a scioperare ogni venerdì di fronte al parlamento di Stoccolma, chiedendo che le istituzioni competenti, e tutta l’umanità in generale, dessero più importanza al problema climatico.

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