Grande successo (e qualche infiltrazione) alla manifestazione per il Banco Napoli

46485286_10211276550863544_2163337725204234240_o“I meridionali non hanno più nulla da perdere se non le proprie catene!”.
Questo il messaggio che, attraverso il gesto simbolico del deporre spezzoni di catene e lucchetti che limitano e affondano l’economia del Sud, movimenti meridionalisti, ma anche semplici uomini e donne coraggiosi, hanno voluto lanciare davanti alla sede storica dell’oramai “Ex Banco di Napoli”. Un banco che il prossimo 26 novembre 2018, dopo le casse, perderà anche la storica denominazione, mentre ai correntisti, dettaglio da non trascurare, verrà cambiato l’IBAN del proprio conto corrente.

46494601_10211276568663989_6978903277077266432_oUna reazione più che giustificata davanti al perfezionamento dell’ultimo sopruso da parte del Nord e del “sistema” delle banche settentrionali, tra le quali – giova ricordarlo – il Gruppo Intesa, a proposito del falso mito degli “italiani-brava gente”, è proprio quello che ha causato la grande crisi dei Bond argentini, essendone il “custode” della maggior parte con discutibili e poco trasparenti operazioni di compravendita finanziaria.

46493545_10211276540743291_6269482788399874048_o“Ci hanno messo 158 anni, ma ci sono riusciti – ha spiegato Ciro Borrelli a nome del Comitato Salviamo il Banco di Napolihanno trasformato in realtà le parole del  primo presidente della Banca d’Italia e Senatore del neonato regno unitario Claudio Bombrini: il Mezzogiorno non dovrà essere più in grado di intraprendere!
Siamo in piazza perché stanchi di veder sottrarre a Napoli ed al Sud tutti i centri economici e decisionali: si cominciò con Pietrarsa, in favore dell’Ansaldo, per poi perdere assicurazioni, banche, motori di sviluppo e perfino l’informazione. Il Mattino, infatti, storica testata della nostra città che in questi giorni ha perso l’antica redazione di via Chiatamone, è oggi di proprietà romana: il Gruppo Caltagirone!”.

In effetti, tutta la vicenda del Banco di Napoli ha contorni quantomeno sospetti. Si parla apertamente di truffa, con la confusione creata ad arte con crediti inesigibili ascritti a sofferenza che invece sono stati poi regolarmente ripagati, mentre quelli creati dalla Democrazia Cristiana erano la vera palla al piede del rientro.
PHOTO-2018-11-17-20-28-28“In altre parti d’Italia fanno i fenomeni – ha dichiarato ancora Borrelli – per salvare banche con crediti inesigibili, a spese di cittadini e risparmiatori, qui invece fanno salti mortali per cancellare istituti sani e solvibili che hanno difeso e fatto crescere economia e ricchezza del territorio. 

Siamo preoccupati anche per il futuro del tesoro di San Gennaro: pochi sanno che qui, sotto i nostri piedi, nei caveau del Banco, è custodita la gran parte dei gioielli di proprietà del nostro Patrono, ma soprattutto della nostra città.
Vogliamo sapere che fine faranno questi gioielli e non vogliamo assolutamente veder svilita la nostra dignità di popolo napoletano”.

46432613_10211276543503360_1372293964341706752_n.jpgIl comitato, promosso dalle sigle meridionaliste “Nazione Napolitana Indipendente”, “Unione Mediterranea”, “Federazione Movimenti di Base”, “Partito Separatista delle Due Sicilie” e “Identità Meridionale”, al quale hanno successivamente aderito anche le sigle “MERIDEM” e “L’Altro Sud”, segnala anche il grave comportamento del Consigliere Andrea Santoro (Fratelli d’Italia), infiltratosi nella manifestazione senza contattare, né chiedere autorizzazione allo stesso.
Il Comitato, in merito alla suddetta manifestazione, prende dunque le distanze dal signor Andrea Santoro, dalla formazione politica romana di Fratelli d’Italia, mentre le sigle meridionaliste, che lavorano con fatica e passione all’unità di intenti ed alla convergenza su obiettivi comuni, stanche di subire continui tentativi di sciacallaggio politico da formazioni in caduta libera alla ricerca di facile consenso, diffida i grandi partiti nazionali e le sigle ostaggio delle segreterie romane a mettere ulteriormente in campo, in prossime iniziative, simili inqualificabili comportamenti.

I Commenti sono chiusi