Ha due mamme: non può essere iscritto all’Anagrafe! Polemica col sindaco Di Stefano

Il sindaco Di Stefano.

    SESTO SAN GIOVANNIUn bambino con due mamme è stato rifiutato per l’iscrizione all’Anagrafe di Sesto San Giovanni, che pure è stato uno dei primi comuni a riconoscere le coppie di fatto e celebrare il matrimonio tra gay. L’attuale sindaco di Fi Roberto Di Stefano ha negato la registrazione del piccolo, scatenando diverse reazioni, che molto probabilmente saranno riprese dopo le vacanze.

Perché di mamma ce n’è una sola”. E di papà … pure. Scrive così su Fb il sindaco, e aggiunge: “Mi sono rifiutato, come sindaco di Sesto, di riconoscere che due donne possano essere i genitori di un bambino. Semplicemente credo che un bambino, per crescere bene, non può prescindere dall’avere un padre e una madre. La dicitura genitore 1 e genitore 2 la trovo francamente inconcepibile. E quindi a Sesto non verrà riconosciuta la registrazione anagrafica di un bimbo con due mamme!”.

Stefania Di Pietro

Stefania Di Pietro, consigliera della lista Sesto al Primo posto attacca: “Abbiamo appreso, senza troppo stupore ma con tanta amarezza, che il Sindaco Roberto Di Stefano ha rifiutato l’iscrizione all’anagrafe di un  bimbo figlio di due madri ritenendo che “..un bambino per crescere bene non può prescindere dall’avere un padre e una madre”.

Dobbiamo ammettere che non sapevamo che il Primo Cittadino fosse esperto di pedagogia infantile al punto da stabilire quale sia l’ambiente adatto a un bambino per garantirgli una crescita sana ed equilibrata. Di fronte a tanto sapere restiamo colpiti ma, riteniamo, che non possa essere tale da inibire l’esercizio delle funzioni che, chi ricopre un ruolo amministrativo e istituzionale, è chiamato a esercitare soprattutto in tema di diritti civili, che devono essere garantiti senza pre-giudizi e senza (falsi) moralismi.

Il tema è complesso e molto delicato e poche righe non sono sufficienti per poterlo affrontare con la dovuta completezza, ma vorremo provare a fare comprendere che, nel silenzio normativo, è dovere della politica, specie di chi esercita un ruolo istituzionale, riconoscere e garantire i diritti dei cittadini, proprio partendo dai bambini, senza  quei distinguo che rischiano di cadere in discriminazione” dichiara Stefania Di Pietro capogruppo della Lista “Sesto al Primo Posto”

Potremmo chiamarlo anche coraggio di squarciare il velo dell’ipocrisia e permettere a un bambino nato da una coppia omogenitoriale di essere considerato al pari dei figli di due genitori eterosessuali. Del resto ci chiediamo qual e’ il discrimine per negare diritti di coloro che sono nati dall’amore di una coppia “arcobaleno”? Prosegue Di Pietro.

Se non si ha il coraggio di affrontare e governare i cambiamenti della società dando risposte adeguate e tutelanti forse non si è all’altezza del ruolo che si è stati chiamati a svolgere”, conclude Di Pietro.

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