Identità di brand: quando essere unici paga ( parola di Steph Curry)

Premessa doverosa: non sono un’appassionata di basket, ma convivendo con persone che seguono religiosamente l ’ NBA, la famosa lega professionistica di pallacanestro degli Stati Uniti, mi trovo ad essere spettatrice passiva di interessati dibattiti post-match.

Qualche sera fa sera si è parlato di Stephen “Steph” Curry che, per chi non lo sapesse, è tendenzialmente ritenuto il miglior cestista dell’intera storia dell’ NBA. Curry ha basato la sua carriera sui tiri (quasi) impossibili: i tre punti da distanze incredibili.

In linea di massima, i difensori non si occupano dei giocatori che si trovano ad una certa distanza dal canestro perché la probabilità di fare centro rasenta lo zero. Stephen, invece, ha adottato una strategia fuori dagli schemi: iniziare a tirare dove il campo è semi-deserto e la competizione non è serrata, a 9 mt dal cesto.Il suo valore unico è proprio un’alta percentuale di colpi a basso tasso di riuscita che invece fanno puntualmente centro nel canestro.

Uscendo dalla metafora del basket e giocando invece in casa, individuare quale sia lo spazio vuoto che nessuno sta occupando è di fondamentale importanza per il successo di qualunque business. Prima di pensare a quanto e dove investire , bisogna chiedersi quali sono gli elementi distintivi e differenzianti rispetto ai propri competitors; individuare i geni forti del proprio DNA che definiscono inequivocabilmente la TUA identità di brand.

La declinazione di una strategia comunicativa digital è il passo immediatamente successivo e, forse, quello più semplice. Gli strumenti a nostra disposizione per capire quando e dove postare sono tantissimi , ma non esiste piattaforma (per ora) che possa dirci cosa comunicare per riflettere la nostra vera essenza.

EidosTweet: Una identità forte è una finestra aperta sul mercato.

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