Il bike sharing sarà esteso a tutta l’area metropolitana: confronto tra i comuni per avere il servizio

   CINISELLO BALSAMOSi è discusso e approvata l’idea di portare il servizio di bike sharing anche nei comuni fuori Milano, con lo stesso sistema e organizzazione meneghina. Una idea di Città Metropolitana per limitare i danni del traffico veicolari e facilitare i collegamenti tra città e città. Di questo si è parlato venerdì scorso in cui numerosi Comuni dell’area metropolitana si sono confrontati allo scopo di valutare l’opportunità di estensione del servizio di “bike sharing” “free floating” già attivo in Milano al di là dei limiti territoriali del capoluogo.

La Città metropolitana di Milano, in accordo con il Comune di Milano, intende supportare i Comuni che vogliono attivare il servizio sul proprio territorio e svolgere il ruolo di coordinamento tecnico-istituzionale -proprio dell’ente di area vasta- con l’obiettivo di favorire la costituzione di un sistema di “bike sharing” integrato territorialmente e funzionalmente con la rete di trasporto locale.  Tra i Comuni che hanno dato subito la propria disponibilità c’è Cinisello Balsamo.

Numerose amministrazioni del nostro territorio guardano con favore all’allargamento del servizio e all’implementazione della “mobilità dolce” anche in un’ottica di lotta all’inquinamento e alla congestione del traffico su gomma – dichiara Siria Trezzi, consigliera delegata alla mobilità della Città metropolitana di Milano- e gli stessi operatori privati si sono detti fortemente interessati circa l’opportunità di estendere il servizio. Questo può essere il primo passo per una rivoluzione copernicana dei trasporti nel nostro territorio – continua la consigliera Trezzi – oltre che la risposta ad una domanda di allargamento e di inclusione su area vasta che proviene con sempre maggiore forza dai cittadini del territorio: allargamento dei servizi dal capoluogo all’area metropolitana e inclusione dei cittadini dell’area vasta nelle “best practices” della città. Questo è un successo che solo un’amministrazione di area vasta come la Città metropolitana di Milano poteva realizzare”.

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