Il caffè part. 3

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PROPRIETA’ DEL CAFFE’
Già verso la fine del XVI secolo i botanici iniziarono ad analizzare le proprietà della bevanda. Dopo Rauwolf, nel 1713, il botanico francese Antoine de Jusseieu realizzò una delle più significative pubblicazioni scientifiche sull’anatomia del caffè. A coloro ai quali l’uso del caffè provoca troppo eccitamento – può provocare in soggetti predisposti episodi di tachicardia sinusale, quindi cardiopalmo, oppure insonnia – viene consigliato di astenersene o di usarlo con moderazione; l’effetto potrebbe anche essere corretto mescolandovi un po’ di cicoria oppure orzo tostato. L’uso costante potrebbe neutralizzare gli effetti negativi del caffè su molte persone, ma potrebbe anche nuocere, essendovi dei temperamenti tanto eccitabili da non essere correggibili. Pellegrino Artusi sosteneva che l’uso del caffè dovesse essere proibito ai più giovani.
Secondo una diceria ottocentesca, il caffè eserciterebbe un’azione meno eccitante nei luoghi umidi e paludosi e si riteneva che questa fosse la ragione per cui i paesi in cui se ne fa maggior consumo in Europa sono il Belgio ed i Paesi Bassi. In Medio Oriente, dove si usa di ridurlo in polvere finissima e farlo “all’antica” per berlo ancora torbido, il bricco, nelle case private, è sempre sul fuoco.
Secondo il medico Paolo Mantegazza, patologo ed igienista, il caffè, contrariamente a quello che comunemente si pensa, «…non favorisce in alcun modo la digestione»; tuttavia può essere fatta una distinzione: il criterio può essere riferito a coloro ai quali il caffè non provoca eccitazione particolare, mentre per coloro che sono sensibili alla bevanda, può portare la sua azione anche sul nervo pneumogastrico ed è un dato di fatto innegabile che possano digerire meglio (l’uso invalso di prendere una tazza di buon caffè dopo un lauto pranzo ne è una testimonianza, neppure troppo indiretta). Anche se la maggioranza di maître di sala o chef di cucina dicono che il caffè preso dopo pranzo aiuta la digestione, la cosa non è ancora stata provata.
Preso alla mattina a digiuno, sembrerebbe che il caffè vuoti lo stomaco dai residui di un’imperfetta digestione e lo predisponga ad una colazione più appetitosa; va precisato ad ogni modo che una tazzina di caffè, cioè 10 cl di caffè, e un cucchiaino di zucchero, apportano all’organismo solo 45 calorie in totale.
Resta inoltre valida la raccomandazione della Food and Drug Adminstration di «…evitare se possibile i cibi, le bevande e i medicinali che contengono caffeina, o comunque consumarli solo raramente». Molti ricercatori sconsigliano il caffè decaffeinato, cioè quello contenente meno del 0,1% di caffeina, rimarcando l’uso di solvente tossico per eliminare la caffeina, del quale rimarrebbero tracce, che tuttavia per legge dovrebbero non essere sopra una soglia minima, comunque considerata dai medesimi detrattori troppo alta (es. etilmetilchetone: 20 mg/kg; se subisce reazioni di condensazione, forma dei veleni). In realtà molte aziende utilizzano dei metodi di produzione del decaffeinato che non necessitano di alcun solvente realmente tossico, e che quindi si possono considerare sicuri.

Prima di mettersi in viaggio il caffè non è consigliato, se non dopo aver mangiato. Infatti è uno stimolante e facilita l’attenzione, ma favorisce anche un’ipersecrezione gastrica fastidiosa, soprattutto a stomaco vuoto. Il caffè mescolato al latte bollente (il famoso cappuccino) ha la proprietà di bloccare l’appetito ed è comunemente pensato essere un sostitutivo del pranzo anche se impropriamente. Questo perché, con la temperatura, l’acido tannico del caffè si combina con la caseina del latte, dando luogo al tannato di caseina, composto difficile da digerire.
Agli acidi clorogenici presenti nel caffè sono attribuiti effetti sul metabolismo del glucosio, perché si è visto in vitro che sono inibitori di un’eccessiva produzione degli enzimi α-glucosidasi e glucosio-6-fosfatasi, che attivano la conversione di non-carboidrati e glicogeno in glucosio, suggerendo che possa modificare l’assorbimento del glucosio nell’intestino tenue. Il glucosio viene immesso nel sangue, portato ai muscoli e per la parte in eccesso accumulato in molecole di grasso.
Alcuni studi mostrano una riduzione del rischio di diabete di tipo 2. Sono noti derivati dell’acido clorogenico che sono antiossidanti e agenti ipoglicemici. Queste proprietà antiossidanti, preventive del diabete, sono associate in particolare al caffè verde che contiene una più alta concentrazione di questi acidi e, diversamente dal caffè tradizionale, che viene tostato, non perde tale valore nutrizionale.
DIFFERENZE IN TAZZA
Arabica: crema di colore più chiaro, tessitura fine, aroma intenso e piacevole, gusto piacevolmente acido, dolce e poco amaro, mediamente corposo, retrogusto persistente di media intensità.
Canephora: crema di colore più scuro, tessitura grossolana, aroma intenso con sentori di legno, terra cioccolato, gusto amaro, corposo, retrogusto persistente di alta intensità.
Metodo naturale: crema di colore più scuro, tessitura fine, aroma intenso, gusto piacevolmente dolce e poco amaro, più corposo, retrogusto persistente di medio-alta intensità.
Metodo lavato: crema di colore più chiaro, tessitura fine, aroma intenso ed elegante, gusto piacevolmente acido, meno dolce del naturale, poco amaro, mediamente corposo, retrogusto persistente di bassa intensità.
IL CAFFE’ E LA MACROECONOMIA
A livello macroeconomico, il caffè è un prodotto che può fornire riflessioni interessanti. Ad esempio, dal 1980 al 2002 il prezzo del caffè crudo è diminuito del 70%. Nel 2003, il prezzo della qualità arabica sul mercato internazionale era di 40 dollari per cento libbre, meno della metà dei costi medi di produzione (circa 90 dollari). Il Commercio equo-solidale nello stesso anno lo pagava più di tre volte tanto, 141 dollari per 100 libbre. Secondo l’ONG Oxfam, nei primi anni novanta, il valore commerciale globale del caffè era di circa 30 miliardi di dollari, di cui 12 miliardi rimanevano ai paesi d’origine; tra il 2000 e il 2001 era arrivato a 65 miliardi, di cui solo 5,5 miliardi restavano ai paesi produttori. Per porre rimedio a questa situazione, Oxfam International ha avviato una campagna di informazione.
IL MERCATO DEL CAFFE’
Il mercato globale di settore consta di circa 90.000 milioni di dollari. Il Brasile, da solo, produce quasi un terzo del caffè nel mondo. Il suo raccolto medio si aggira sui 32 milioni di sacchi (un sacco equivale a 60 kg) con esportazioni intorno ai 27 milioni. Al Salone Internazionale del caffè sono presenti tutti i settori merceologici più importanti con un +12,4% di espositori rispetto alla passata edizione.
Il Salone offre a 360° un panorama dei comparti legati alla lavorazione del caffè includendo liofilizzazione e decaffeinizzazione, aziende di imballaggio e confezionamento, enti portuali e spedizionieri, associazioni e agenzie di promozioni. In percentuale, spicca il comparto bar, gelateria e pasticceria (45%); ristoratori (36%), torrefattori (14%), produttori di caffè (3%) e broker del caffè (2%).
A livello mondiale, non mancano le voci preoccupate per quella che è una delle merci più scambiate insieme a petrolio e acciaio. A lanciare l’allarme, il direttore esecutivo dell’Organizzazione Internazionale del Caffè (OIC), Nestor Osorio, durante la seconda Conferenza mondiale del Caffè, svoltasi nel settembre scorso a Salvador de Bahia. In occasione del raccolto di aprile 2006, proprio il Brasile raggiungerà il più basso livello di scorte degli ultimi decenni, ovvero 40 milioni di sacchi. Tra i produttori, al secondo posto, troviamo il Vietnam, che ha superato in pochi anni la Colombia, ora al terzo posto, grazie alla sua vicinanza geografica con il mercato cinese che ha visto aumentare notevolmente i consumi. Altri grandi produttori mondiali sono Indonesia, Messico, India ed Etiopia.
IL RUOLO DEL CAFFE’ NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO
Il caffè rappresenta la coltivazione più importante nei Paesi in via di Sviluppo: per oltre 20 milioni di coltivatori e le loro famiglie costituisce l’unica fonte reale di reddito. Una dozzina di piccoli paesi dell’Africa orientale, come ad esempio Uganda, Ruanda ed Etiopia, vedono proprio il caffè come principale prodotto di esportazione, più precisamente si può constatare come dipendano dal caffè per oltre metà delle loro esportazioni. Anche nel Centro America il caffè resta la principale fonte dell’economia.
Questa situazione non è positiva, soprattutto se consideriamo l’instabilità connaturata a questo mercato. Alcuni dei più grandi produttori di caffè del mondo, Brasile e Colombia non sono totalmente dipendenti dal caffè, nel senso che meno del 10% dei redditi da esportazione derivano dal caffè. Ovviamente, i produttori traggono beneficio dai prezzi più elevati, ma chi si riserva i più grandi vantaggi dall’improvviso aumento dei prezzi sono gli esportatori e gli speculatori. Questi ultimi, infatti, possiedono le disponibilità delle scorte, sia fisicamente che sulla carta.
La situazione dei piccoli coltivatori è molto diversa: dato il loro continuo e pesante bisogno di liquidità, in genere vendono il caffè appena possono, talvolta quando i chicchi stanno ancora sulle piante. Con questa necessità di liquidità finanziaria non si trovano sicuramente nella posizione idonea per negoziare il prezzo migliore. Dunque, quando i prezzi sono alti i piccoli produttori tendono a vendere i propri raccolti ad acquirenti individuali, che pagano in contanti e subito, piuttosto che alla loro cooperativa che li pagherebbe con prezzo più alto ma più tardi. Al contrario, quando il prezzo si abbassa i coltivatori tendono a rivolgersi alle cooperative.
CURIOSITA’ SUL CAFFE’: 6 COSE CHE FORSE NON SAPETE
1) ORIGINE DEL NOME
Impossibile non dare il via a questa carrellata di curiosità sul caffè senza partire dal nome: perché dunque si chiama caffè, un termine comune nella radice a quasi tutte le lingue europee? Attorno all’anno Mille alcuni mercanti turchi esportarono dall’Africa, dall’area che oggi appartiene appunto all’Etiopia, alcuni chicchi di una pianta dalla quale ottenevano una bevanda chiamata “qahwa” che significa “che non permette di addormentarsi”, tradotto in turco in “kahve” trasformatosi in “caffè” in italiano.
2)PERCHE’ L’ESPRESSO SI CHIAMA ESPRESSO?
Se l’etimologia della parola caffè era forse più nota, non tutti sanno qual è la ragione per cui l’espresso si chiama così. All’estero vige la convinzione che il nome derivi dal fatto che per preparare il caffè sia necessario mettere in infusione la polvere sotto pressione. Non si tratta di un vero e proprio errore, ma il punto è che questo procedimento non era stato pensato per ottenere una bevanda particolarmente densa, ma per accelerare i tempi della preparazione, da cui “espresso” inteso come veloce. C’è chi è pronto a giurare che possono bastare 45 secondi per avere in mano una tazza fumante!

3) E PERCHE’ CAPPUCCINO?
Anche l’origine del nome “cappuccino” affonda le sue radici nella storia. Torniamo indietro all’apertura, a Vienna, del primo Caffè proprio nell’anno in cui il monaco cappuccino Marco d’Aviano arrivò alla corte dell’imperatore Leopoldo I con il tipico cappo marrone chiaro. Proprio lo stesso colore del caffè mescolato al latte, no? Esattamente, proprio ravvedendo questa somiglianza i tedeschi coniarono il nome per la bevanda di origine italiana.
4) DOVE SI BEVE PIU’ CAFFE’?
Potrà sembrare una domanda retorica e sicuramente siete pronti a giurare che il luogo dove si beve più caffè al mondo è il Belpaese che, invece, si colloca al dodicesimo posto di questa particolare classifica con una media 5,9 kg a persona all’anno. Meglio di noi fanno svizzeri, canadesi, austriaci, danesi, ma soprattutto i finlandesi che hanno conquistato il primato, consumando ben 12 kg di caffè ciascuno.
5) MACCHINETTE DEL CAFFE’: ORGOGLIO ITALIANO
Possiamo consolarci se ci tuffiamo nuovamente tra le pagine della storia per scoprire chi ha inventato la prima macchinetta del caffè. Si tratta, infatti, del milanese Luigi Bezzera che ebbe questa brillante idea nel 1901. Il brevetto passò poi nelle mani di Desiderio Pavoni che con la sua ditta produsse a lungo macchine del caffè in serie, una al giorno, fino al momento in cui vennero inventati strumenti tecnologicamente più avanzati, opera ancora una volta del “genio” italiano, in particolare di Gaggia.
6)IL CAFFE’ COME UNA MUSA
Chi ha detto che solamente una donna affascinante può essere d’ispirazione per poeti, musicisti, artisti e drammaturghi? Proprio il caffè, infatti, è stato capace di ispirare grandi del passato come il compositore Johann Sebastian Bach che, si dice, lo amava al punto da dedicargli la Kaffeekantate, eseguita a Lipsia, in Germania, tra il 1732 e il 1735. La Cantata, con libretto di Picander, racconta la storia di una giovane che beveva talmente tanto caffè da attirare l’ira del padre che la rimproverava continuamente per questo vizio: se non smetterai, la ammoniva, non ti permetterò di spostarti! La ragazza obbedì e convolò a giuste nozze, non senza aver incluso nel contratto prematrimoniale una clausola speciale: una volta sposata, avrebbe potuto bere tutto il caffè che voleva. Una tazzina di caffè è spesso raffigurata anche in opere molto famose di celebri pittori: pensiamo a “La fine della colazione” di Auguste Renoir oppure a “La coppia seduta al Caffè” di Edouard Manet. Caffettiere cicciotte compaiono anche nelle opere di Botero e il caffè ha ispirato alcune opere di Vincent Van Gogh ed Edvard Munch. Insomma, si tratta di una passione ampiamente condivisa tra alcune delle menti più illustri della storia occidentale.
ALLA PROSSIMA CON NUOVI ARTICOLI!

 

PROPIEDADES DEL CAFÉ
Ya a fines del siglo XVI, los botánicos comenzaron a analizar las propiedades de la bebida. Después de Rauwolf, en 1713, el botánico francés Antoine de Jusseieu creó una de las publicaciones científicas más importantes sobre la anatomía del café. Para aquellos a quienes el uso de café les provoca demasiada excitación, puede causar episodios de taquicardia sinusal, por lo tanto, cardiopalmos, o insomnio en sujetos predispuestos, se aconseja abstenerse o usarlo con moderación; el efecto también podría corregirse mezclando un poco de achicoria o cebada tostada. El uso constante podría neutralizar los efectos negativos del café en muchas personas, pero también podría ser perjudicial, ya que hay temperamentos tan excitables que no se pueden corregir. Pellegrino Artusi afirmó que el uso del café debería estar prohibido para los más pequeños.
Según un rumor del siglo XIX, el café tendría una acción menos emocionante en lugares húmedos y pantanosos y se creía que esta era la razón por la cual los países donde más se consume en Europa son Bélgica y los Países Bajos. En el Medio Oriente, donde se usa para reducirlo a polvo muy fino y para hacerlo “anticuado” para beberlo aún turbio, la jarra, en casas privadas, siempre está en llamas.
Según el doctor Paolo Mantegazza, patólogo e higienista, el café, contrariamente a lo que comúnmente se piensa, «… no favorece la digestión de ninguna manera»; sin embargo, se puede hacer una distinción: el criterio puede referirse a aquellos a quienes el café no causa una excitación particular, mientras que para aquellos que son sensibles a la bebida, también puede ejercer su acción sobre el nervio neumogástrico y es un hecho innegable que pueden para digerir mejor (el uso de una taza de buen café después de un abundante almuerzo es un testimonio, no demasiado indirecto). Aunque la mayoría del maitre de la habitación o el chef de cocina dicen que el café tomado después del almuerzo ayuda a la digestión, la cosa aún no se ha probado.
Tomado en la mañana en ayunas, parecería que el café vacía el estómago de los residuos de una digestión imperfecta y lo prepara para un desayuno más apetitoso; Cabe señalar en cualquier caso que una taza de café, es decir, 10 cl de café y una cucharadita de azúcar, hacen que el cuerpo solo tenga 45 calorías en total.

La recomendación de la Administración de Alimentos y Medicamentos también sigue siendo válida para «… evitar alimentos, bebidas y medicamentos que contengan cafeína, o en cualquier caso solo raramente los consuman». Muchos investigadores desaconsejan el café descafeinado, es decir que contiene menos de 0,1% de cafeína, teniendo en cuenta el uso de disolventes tóxicos para eliminar la cafeína, que traza siendo, sin embargo, que la ley no debe estar por encima de un umbral mínimo, sin embargo considera por los mismos detractores demasiado altos (por ejemplo, metil metil cetona: 20 mg / kg, si sufre reacciones de condensación, forma de venenos). En realidad, muchas empresas usan métodos de producción descafeinados que no requieren ningún disolvente realmente tóxico y, por lo tanto, pueden considerarse seguros.

Antes de viajar, no se recomienda el café, excepto después de comer. De hecho, es un estimulante y facilita la atención, pero también promueve una hipersecreción gástrica molesta, especialmente con el estómago vacío. El café mezclado con leche hirviendo (el famoso capuchino) tiene la propiedad de bloquear el apetito y comúnmente se piensa que es un sustituto del almuerzo, incluso si no es apropiado. Esto se debe a que, con la temperatura, el ácido tánico del café se combina con la caseína de la leche, dando lugar al tanato de caseína, un compuesto difícil de digerir.
En los ácidos clorogénicos en café se atribuyen a los efectos sobre el metabolismo de la glucosa, ya que se ha visto in vitro que son inhibidores de la producción excesiva de enzimas α-glucosidasa y la glucosa-6-fosfatasa, que activan la conversión de los no carbohidratos y glucógeno en glucosa, lo que sugiere que puede modificar la captación de glucosa en el intestino delgado. La glucosa se libera en la sangre, llevada a los músculos y al exceso acumulado en las moléculas de grasa.
Algunos estudios muestran una reducción en el riesgo de diabetes tipo 2. Se conocen derivados del ácido clorogénico que son antioxidantes y agentes hipoglucemiantes. Estas propiedades antioxidantes, preventivas de la diabetes, están asociadas en particular con el café verde que contiene una mayor concentración de estos ácidos y, a diferencia del café tradicional, que se tuesta, no pierde este valor nutricional.

DIFERENCIAS EN TAZA
Arábica: crema de color más claro, textura fina, aroma intenso y agradable, sabor agradablemente agrio, dulce y no muy amargo, de cuerpo medio, retrogusto persistente medio.
Canephora: crema de color más oscuro, textura gruesa, aroma intenso con toques de madera, chocolate rallado, sabor amargo, cuerpo intenso, retrogusto persistente de alta intensidad.
Método natural: crema de color más oscuro, textura fina, aroma intenso, sabor agradablemente dulce y ligeramente amargo, retrogusto con más cuerpo, persistente de intensidad media-alta.
Método lavado: crema de color más claro, textura fina, aroma intenso y elegante, sabor agradablemente ácido, menos dulce que natural, ligeramente amargo, de cuerpo medio, retrogusto persistente de baja intensidad.
CAFÉ Y MACROECONOMÍA
A nivel macroeconómico, el café es un producto que puede proporcionar reflexiones interesantes. Por ejemplo, de 1980 a 2002, el precio del café crudo disminuyó en un 70%. En 2003, el precio de la calidad de Arabia en el mercado internacional era de 40 dólares por cada cien libras, menos de la mitad de los costos de producción promedio (alrededor de 90 dólares). El comercio justo en el mismo año le pagó más de tres veces más, $ 141 por cada 100 libras. Según la ONG Oxfam, a principios de los años noventa, el valor comercial global del café era de aproximadamente 30 mil millones de dólares, de los cuales 12 mil millones permanecían en los países de origen; entre 2000 y 2001 alcanzó los 65 mil millones, de los cuales solo 5.5 mil millones permanecieron en los países productores. Para remediar esta situación, Oxfam International inició una campaña de información.

MERCADO DE CAFÉ
El sector del mercado global consiste en aproximadamente 90,000 millones de dólares. Brasil, solo, produce casi un tercio de café en el mundo. Su rendimiento promedio es de alrededor de 32 millones de sacos (un lote equivale a 60 kg) con exportaciones de alrededor de 27 millones. En la Feria Internacional del Café se encuentran todos los sectores de productos más importantes con un + 12,4% de expositores en comparación con la edición anterior.
El salón ofrece una panorámica de 360 ​​° de los sectores relacionados con el procesamiento de café y de descafeinado incluyendo las compañías de liofilización, envasado y embalaje, autoridades portuarias, asociaciones y agencias de envío de las promociones. Como porcentaje, destaca el sector de bares, helados y confitería (45%); restauradores (36%), tostadores de café (14%), productores de café (3%) y corredores de café (2%).
En todo el mundo, no hay voces preocupadas sobre cuál es uno de los productos básicos más comercializados junto con el petróleo y el acero. Hacer sonar la alarma, el Director Ejecutivo Organización Internacional del Café (OIC), Néstor Osorio, durante la Conferencia Mundial del Café, celebrado el pasado mes de septiembre en Salvador de Bahía. Con motivo de la cosecha de abril de 2006, Brasil alcanzará el nivel más bajo de existencias en las últimas décadas, o 40 millones de sacos. Entre los fabricantes, en segundo lugar, no es Vietnam, que ha superado a Colombia, ahora en tercer lugar, gracias a su proximidad geográfica al mercado chino, que ha experimentado un fuerte aumento del consumo en unos pocos años. Otros grandes productores mundiales son Indonesia, México, India y Etiopía.
EL PAPEL DEL CAFÉ EN LOS PAÍSES EN DESARROLLO
El café es el cultivo más importante en los países en desarrollo: para más de 20 millones de productores y sus familias es la única fuente real de ingresos. Una docena de pequeños países del este de África, como Uganda, Ruanda y Etiopía, que ven su propio café como principal producto de exportación, más precisamente, se puede ver que dependen del café para más de la mitad de sus exportaciones. Incluso en América Central, el café sigue siendo la principal fuente de la economía.
Esta situación no es positiva, especialmente si consideramos la inestabilidad inherente en este mercado. Algunos de los mayores productores de café del mundo, Brasil y Colombia, no son totalmente dependientes del café, en el sentido de que menos del 10% de los ingresos de exportación proviene del café. Obviamente, los productores se benefician de los precios más altos, pero quienes reservan los mayores beneficios del aumento repentino de los precios son los exportadores y los especuladores. Este último, de hecho, posee la disponibilidad de acciones, tanto físicas como impresas.
La situación de los pequeños agricultores es muy diferente: dada su continua y fuerte necesidad de liquidez, generalmente venden café tan pronto como pueden, a veces cuando los granos aún están en las plantas. Con esta necesidad de liquidez financiera, ciertamente no están en condiciones de negociar el mejor precio. Entonces, cuando los precios son altos, los pequeños productores tienden a vender sus cosechas a compradores individuales, que pagan en efectivo e inmediatamente, en lugar de a su cooperativa, lo que les pagaría más alto pero más tarde. Por el contrario, cuando el precio baja, los productores tienden a recurrir a las cooperativas.

CURIOSIDAD EN EL CAFÉ: 6 COSAS QUE PUEDEN NO SABER
1) ORIGEN DEL NOMBRE
Imposible no comenzar este resumen de curiosidades sobre el café sin partir del nombre: ¿por qué se llama café, un término común en la raíz de casi todas las lenguas europeas? Alrededor del año 1000 algunos comerciantes turcos exportaron desde África, del área que ahora pertenece a Etiopía, algunos granos de una planta de la que obtuvieron una bebida llamada “qahwa” que significa “eso no permite quedarse dormido”, traducido a El turco en “kahve” se convirtió en “café” en italiano.
2) ¿POR QUÉ SE EXPRESA EL EXPRESO EXPRESADO?
Si la etimología de la palabra café fue quizás mejor conocida, no todos conocen la razón por la que el espresso se llama así. En el exterior existe la convicción de que el nombre se deriva del hecho de que para preparar café es necesario infundir polvo bajo presión. Esto no es un verdadero error, pero el punto es que este procedimiento no fue diseñado para obtener una bebida particularmente densa, sino para acelerar el tiempo de preparación, del cual el “expreso” significaba tan rápido. ¡Hay quienes están dispuestos a jurar que pueden tomar 45 segundos para tener una taza humeante en sus manos!

 

3) ¿Y POR QUÉ CAPPUCCINO?
Incluso el origen del nombre “capuchino” tiene sus raíces en la historia. Volvamos a la inauguración en Viena del primer Café en el año en que el monje capuchino Marco d’Aviano llegó a la corte del emperador Leopoldo I con el típico gorro marrón claro. Solo el mismo color del café mezclado con leche, ¿verdad? Exactamente, simplemente arrepintiéndose de este parecido, los alemanes acuñaron el nombre de la bebida de origen italiano.
4) ¿DÓNDE DEBERÍA HABER MÁS CAFÉ?
Puede parecer una pregunta retórica y sin duda está dispuesto a jurar que el lugar donde se toma más café del mundo es el Belpaese, que, sin embargo, se coloca en el duodécimo lugar de este ranking en particular con un promedio de 5,9 kg por persona por año. Mejor que nosotros hacen suizos, canadienses, austriacos, daneses, pero especialmente los finlandeses que han ganado el récord, consumiendo 12 kg de café cada uno.

5) MÁQUINAS DE CAFÉ: ORGULLO ITALIANO
Podemos consolarnos si volvemos a las páginas de la historia para descubrir quién inventó la primera máquina de café. Es, de hecho, el Milanese Luigi Bezzera quien tuvo esta brillante idea en 1901. La patente pasó luego a manos de Desiderio Pavoni, quien con su compañía produjo cafeteras de series largas, una por día, hasta el momento en que vinieron. inventó instrumentos tecnológicamente más avanzados, una vez más el trabajo del “genio” italiano, particularmente Gaggia.
6) EL CAFÉ COMO MUSA
¿Quién dijo que solo una mujer encantadora puede ser una inspiración para poetas, músicos, artistas y dramaturgos? De hecho, fue el café el que inspiró a grandes del pasado como el compositor Johann Sebastian Bach, que, según dice, lo amaba hasta el punto de dedicar el Kaffeekantate, que se representó en Leipzig, Alemania, entre 1732 y 1735. La Cantata , con un libro de Picander, cuenta la historia de una mujer joven que bebió tanto café para atraer la ira de su padre que constantemente la regañó por este vicio: si no se detiene, le advirtió, ¡no dejaré que se mueva! La chica obedeció y convocó en la boda correcta, no sin haber incluido en el contrato prematrimonial una cláusula especial: una vez casada, podía tomar todo el café que quisiera. Una taza de café a menudo también se representa en obras famosas de pintores famosos: pensamos en “El final del desayuno” de Auguste Renoir o “La pareja sentada en el café” de Edouard Manet. Caffettiere cicciotte también aparece en las obras de Botero y el café inspiró algunas obras de Vincent Van Gogh y Edvard Munch. En resumen, es una pasión ampliamente compartida entre algunas de las mentes más ilustres de la historia occidental.
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