Il cammino della speranza verso il Nuovomondo

Nel corso degli ultimi tempi il fenomeno migratorio è stato, senza ombra di dubbio, uno dei processi sociali che ha maggiormente trasformato la composizione demografica delle nostre nazioni, scatenando effetti di movimento e di ricollocazione globale della gente, con cause soprattutto di carattere politico, economico e sociale.

L’immigrazione riguarda tutti noi: la realtà che ci circonda è permeata da questo elemento. Anche se la parola immigrazione fa rima con integrazione, essa è più spesso accompagnata dal razzismo e della xenofobia.

Questo tema, così delicato, viene rappresentato anche sul grande schermo. Nella nostra produzione cinematografica ricordiamo Nuovomondo di Emanuele Crialese con Charlotte Gainsbourg. Il film, del 2006, ha vinto svariati premi e narra le vicende di una famiglia di emigranti. La pellicola mostra come, all’inizio del XX secolo, milioni di italiani decisero di abbandonare il proprio paese per cercare lavoro e una nuova vita negli Stati Uniti. Dato che la famiglia in questione, i Mancuso per essere più precisi, viene dalla Sicilia, la lingua che ascoltiamo in quasi tutto il film è il dialetto siciliano, con le sue espressioni gergali e i suoi idiomi. Il fulcro del lungometraggio riguarda la traversata oceanica per approdare negli USA, considerati come la terra promessa per eccellenza. Il lungo e faticoso viaggio oltremare terminerà ad Ellis Island, l’isola, con i suoi controlli sanitari e i suoi test psicoattitudinali, nella quale si decideranno gli ingressi e i rimpatri. Le aspirazioni per un futuro migliore, e le delusioni derivate dalla mancata realizzazione delle stesse, percorrono l’intera opera.

Andando indietro, a metà del secolo scorso, vediamo che anche Il cammino della speranza (1950) ha come argomento principale l’emigrazione. Il film, dal titolo molto esaustivo, ci fa capire come questo sia un tema trattato da sempre: cambiano i personaggi e le storie, ma la tematica di fondo è sempre la stessa. Il regista Pietro Germi, traendo ispirazione dal romanzo Cuore degli abissi di Nino Maria, realizza ciò che sarà premiato con l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1951. La pellicola ripercorre le disgrazie di alcuni minatori siciliani e del loro tragico esodo verso la Francia. La sceneggiatura, affidata a Federico Fellini e Tullio Pinelli, ci fa un po’ ricordare la coralità di Verga. L’odissea di questo povero gruppo viene presentata attraverso una fotografia magnifica e delle sequenze memorabili, dotate di una forte potenza espressiva.

Questi sono solamente due esempi tra i moltissimi lungometraggi e documentari che parlano di questo argomento. La chiave di lettura sarebbe quella di considerare queste opere come attuali e non solo come rievocazione storica: l’uomo, per sua natura, si sposta continuamente, con il fine di trovare condizioni di vita più favorevoli. Con un cambio di rotta degli ultimi tempi, l’Italia è diventata meta ambita per i migranti. Da paese di emigranti che eravamo, il nostro è diventato culla di immigrati.

Sara Schiavella

In copertina: un fotogramma del film Nuovomondo (2006)

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