IL FUTURISMO

Nel 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su “Le Figaro” il Manifesto del Futurismo che in modo drastico rifiuta ogni tipo di espressione artistica ancorata al passato, celebrando invece i principi della vita moderna: velocità, sintesi, energia meccanica, artificio.

Gli artisti futuristi devono confrontarsi un nuovo tipo di natura, figlia della società industriale. Vengono dipinti i chiassosi ambienti urbani contemporanei come le stazioni ferroviarie: grigie, estremamente dinamiche, rumorose. Tra gli artisti più influenti di questo periodo si possono citare: Giacomo Balla, che esalta il ruolo dell’energia elettrica e del movimento; Carlo Carrà, che nei suoi quadri pone come protagonisti i contrasti in cui si trova la società moderna e Umberto Boccioni. A quest’ultimo si deve la realizzazione della sua scultura in bronzo più nota: Forme uniche nella continuità dello spazio, presente, tra l’altro, sulla moneta italiana da venti centesimi di Euro. Per Boccioni alla base del futurismo sta il concetto di “linea-forza”, secondo cui “l’oggetto è concepito nelle sue linee vive che rivelano come esso si scomporrebbe secondo la tendenza delle sue forze”; la scomposizione non è guidata da leggi fisse bensì “varia secondo la personalità caratteristica dell’oggetto, che è poi la sua psicologia e l’emozione di colui che lo guarda”.  

In Letteratura il merito di un grande contributo spetta a Marinetti. Compito della letteratura è “esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno”.  

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La sua rivoluzione della poesia sta nella distruzione della sintassi e nel porre le parole in libertà, vale a dire, mettere a caso i sostantivi nei componimenti, abolire gli aggettivi, la punteggiatura, le maiuscole ad inizio frase ecc… . Secondo loro, un mondo che ormai è dominato dai concetti di velocità e rapidità non può, o meglio non ha il tempo di perdersi nei meandri della sintassi la quale è formata da regole ben precise. L’immaginazione ha campo libero; così scrive Marinetti: “per immaginazione senza fili io intendo la libertà assoluta delle immagini o analogie, espresse con parole slegate, senza fili conduttori sintattici e senza alcuna punteggiatura”. In una stessa poesia le parole sono differenti per forma e dimensione; il pensiero del poeta futurista è ciò che importa esprimere davvero ed è possibile dargli voce usando termini dotati di una forte carica espressiva.

Il nuovo panorama culturale influenzato dalla nascita dell’industria moderna è alla base di quel Manifesto redatto da Marinetti e con esso nasceva la prima avanguardia storica italiana del Novecento.

 Francesca Grillini

 

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