Il futuro in un BIT. Gli incontri formativi in Camera di Commercio

il tavolo

di MARIA SILVESTRINI
La trasformazione digitale è una realtà consolidata del nostro secolo che va crescendo in maniera esponenziale ed è ormai fondamentale per ogni impresa. Le tecnologie Impresa 4.0 stanno trasformando il modo di fare business e rappresentano l’inizio di una rivoluzione tanto tecnologica quanto culturale. La ‘digital transformation’ non è limitata a business particolarmente innovativi o a giovani start-up digitali ma è un processo che abbraccia potenzialmente aziende di qualsiasi dimensione e operanti in tutti i mercati. Unioncamere, a livello nazionale e locale, opera per favorire la pratica digitale.
claudia sanesi

“La Camera di Commercio di Taranto – ci dice la segretaria generale f.f. Claudia Sanesi – da anni si occupa in maniera costante di offrire una serie di servizi informativi come supporto al digitale e all’innovazione, per promuoverne la diffusione nelle micro, piccole, medie imprese di tutti i settori economici del territorio. Si tratta di un processo lungo ed impegnativo perché comporta nell’impresa una trasformazione delle stesse modalità organizzative. Ma il panorama locale ci appare ricco di fermenti positivi particolarmente nel settore delle start up e della imprenditoria più giovane”.
Venerdì 21, nell’ambito degli appuntamenti formativi, l’incontro con Mafe De Baggis e Massimo Chiriatti “Digital trasformation a misura di persona” ha aperto un percorso propositivo sulla digitalizzazione dell’intero processo produttivo, cercando di spiegare termini come Blockchain o Bitcoin.

Francesca sanesi e mafe de baggis

Ad aprire i lavori Francesca Sanesi, a cui fa capo il Punto Impresa Digitale, che ha spiegato quanto sia rilevante aumentare nelle imprese la consapevolezza sulle soluzioni possibili nell’utilizzazione delle tecnologie digitali, supportate anche da contributi messi a disposizione dallo Stato con bandi ad hoc.
Mafe De Baggis, profonda conoscitrice dei media digitali, ha tenuto un’affascinante conversazione su quanto la tecnologia pervada in maniera positiva le nostre giornate. “Siamo avvezzi – ha detto – a rimpiangere il passato quasi fosse un’epoca felice. Il futuro ci appare carico di funesti presagi. Definirei questa tendenza ‘declinismo’ una china pericolosa che potrebbe davvero farci smarrire le aspettative per un progresso costante in tutti i campi, favorito dalla tecnologia digitale. A ben vedere sono tantissimi i progressi fatti, che ci aiutano ad avere più tempo libero, ad essere più creativi”. L’uso dei computer e dei robot, sottrae oggi al nostro lavoro mentale, azioni di ricerca ripetitive, così come l’introduzione della macchina a fine ‘800 sostituì tanta parte del lavoro manuale. Non ci impedisce di pensare, aumentano le possibilità, la libertà, la responsabilità nei confronti del nostro lavoro. Si aprono molteplici mondi che non riusciamo a vedere, ma che sono alla nostra portata. Il principale equivoco è il pensare che il digitale elimini la persona, mentre piuttosto favorisce scambi e capacità di relazione. Poi la dottoressa De Baggis si è soffermata sulle tante piccole novità positive che mostrano quanto Taranto stia cambiando dal settore turistico a quello commerciale. Ma i tarantini non se ne accorgono.
massimo chiriatti

Mentre cerchiamo di recepire i cambiamenti in atto, la digitalizzazione galoppa verso nuovi orizzonti e, in diverse parti del mondo, è già parte fondamentale dei processi produttivi. Di questo ha parlato il dott. Massimo Chiriatti, tecnologo che collabora con Università e centri di ricerca per eventi di formazione sull’economia digitale. Due i temi trattati dal dottor Chiriatti: il blockchain ed il bit coin. Il blockchain, in italiano “catena di blocchi”, è fondamentalmente un registro aperto e distribuito che può memorizzare le transazioni tra due parti in modo sicuro, verificabile e permanente. Una volta scritti, i dati in un blocco non possono essere retroattivamente alterati senza che vengano modificati tutti i blocchi successivi ad esso e ciò, per la natura del protocollo e dello schema di validazione, necessiterebbe il consenso della maggioranza della rete. Il blockchain è già utilizzato nelle filiere alimentari, perché consentono la tracciabilità della stessa. Dagli esperti di finanza il Bitcoin non viene classificato come una moneta, ma come un mezzo di scambio altamente volatile. A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale né di meccanismi finanziari sofisticati, il valore è determinato unicamente dalla leva domanda e offerta: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni. Dobbiamo averne paura? Anche qui il futuro ci interpella. “Se siamo passati dal baratto alla moneta, dalla moneta alle banche, e ora all’uso di carte di credito e di scambi digitalizzati, perché non un bitcoin nel nostro domani?
Due ore intense ed interessanti che Claudia Sanesi ha concluso sottolineando che il know how nel mondo della comunicazione tradizionale deve servire per portare in Internet le aziende che ne sentono il bisogno, guidandole a interpretare e vivere correttamente un medium complesso ma anche divertente.

I Commenti sono chiusi