“Il gabbiano Jonathan Livingston” indica lo spirito libero di ogni persona

Un libro che, oltre ad essere un best seller, è un cult. Breve ma intenso, riesce a risvegliare ancora gli animi delle persone a 48 anni di distanza dalla sua pubblicazione.

“Il gabbiano Jonathan Livingston” è un romanzo breve sotto forma di favola a sfondo morale, scritto nel 1970 da Richard Bach e subito premiato come best seller.
È ispirato ad un pilota acrobatico che ha segnato la storia dell’aviazione mondiale durante il periodo della Grande Depressione americana: John H. Livingston.

L’ autore paragona il desiderio di volare di un gabbiano a quello dell’uomo di elevarsi intellettualmente.
Jonathan è un gabbiano diverso dallo stormo, così come ogni uomo che si rispecchia in lui è differente dalla massa.
Stanco e annoiato dal volo scontato e lineare dei suoi simili, decide di allontanarsi e di iniziare a sperimentare tecniche di volo mai viste prima. Molti uomini, proprio come lui, abbandonano le norme sociali, la prassi di vita quotidiana e le schematiche tappe di impegni e doveri da rispettare per dedicarsi a nuove esperienze aldilà degli schemi.

Gli uomini come il gabbiano Jonathan cercano la bellezza ai margini della vita, analizzano l’ esplorato ed elaborano visioni di vita aldilà del conforme.
Trovano la libertà.
La libertà ha un costo molto caro: volare significa lasciare tutto ciò che è a terra. Il gabbiano, infatti, viene esonerato dallo stormo che non comprende le sue attitudini e le condanna perché spericolate o semplicemente diverse.
Jonathan deve pagare il conto alla mediocrità che condanna ciò che non concepisce, perché la mediocrità significa imprigionare gli uomini nel comune noto dell’ essere.
La libertà implica l’ essere diversi da soli.

Jonathan non prova rancore verso coloro che lo hanno espulso, bensì dispiacere e pietà perché sono talmente limitati da non comprendere di star perdendo l’ opportunità di conoscere la bellezza della vita. Dispiaciuto perché stanno decidendo di essere ancora schiavi.
In realtà c’è un Jonathan Livingston racchiuso nell’animo di ogni uomo, tenuto nascosto appunto per terrore del giudizio o della condanna da parte dalla società.
Jonathan, però, insegna proprio questo al pubblico lettore: non aver paura di spiccare il volo, di investire su sé stessi.
Non aver paura di distinguersi e di proseguire autonomamente per la propria strada.
Jonathan insegna agli uomini di essere liberi e di librarsi nel cielo dell’ esperienza e della curiosità, così da poter dire di non aver attraversato soliti tratti ma di aver oltrepassato nuovi orizzonti.

Pur avendo più di 40 anni il libro di Bach è ancora molto attuale, consigliato specialmente a tutti i giovani che si ritrovano tra l’ incudine di seguire il proprio volere e dare alito alle proprie stravaganze e il martello che è la società che schiaccia le alternative che evadono dallo status mentale dello schiavo borghese e moderno.

Lo schiavo moderno, infatti, vola basso e in compagnia, proprio come lo stormo di Jonathan, per completare compiti giornalieri che ripeterà meccanicamente anche il giorno dopo. Lo schiavo moderno è intrappolato in gabbie mentali e Bach insegna ai giovani a non farsi plasmare da loro.

I giovani, per Bach, non devono essere schiavi bensì padroni del loro tempo e della loro libertà, per fare sempre scoperte che arricchiscano bagaglio emotivo e culturale.

” Qualunque cosa tu faccia non pensare mai a cosa diranno gli altri, segui solo te stesso, perché solo tu nel tuo piccolo sai cosa è bene e cosa è male, ognuno ha un proprio punto di vista, non dimenticarlo mai, impara a distinguerti, a uscire dalla massa, non permettere mai a nessuno di catalogarti come “clone di qualcun altro”, sei speciale perché sei unico, non dimenticarlo mai. “

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