Il Genere gotico nella letteratura e al cinema

Il Genere gotico  è senza dubbio uno di quei generi che ha riscosso più successo nella storia della letteratura mondiale: i romanzi dell’età vittoriana venivano letti con grande ardore e molti di essi (come ad esempio Dracula o il pre-vittoriano Frankeinstein) adattati per il cinema un secolo dopo e parodiati. Per capire l’importanza che il gotico riveste nella cultura di massa bisogna prima eliminare i nostri veli d’ignoranza e mandar via qualsiasi preconcetto: niente “darkettoni”, “emo” e altre etichette; l’approccio qui è serio. Come abbiamo appena accennato vi è un grande rapporto tra letteratura e cinema (non solo per quanto riguarda il gotico, la contaminazione è evidente per tutti i generi), ma se vi dicessi che il genere gotico in letteratura ha anch’esso dei debiti con altre forme d’arte passate e contemporanee?

 

Ebbene si! Il prestito più evidente di cui i primi scrittori “gotici” si sono serviti è ovviamente quello dell’architettura: verso l’inizio dell’Ottocento si sviluppano in Europa quelle istanze che verranno definite poi “preromantiche” e tra queste sono importantissime per l’ispirazione degli sceneri gotici la poesia cimiteriale di Thomas Gray e Edward Young e il ciclo di Ossian. Gray, Young e gli altri poeti del filone immaginano per le loro poesie ambientazioni decadenti, morte: cimiteri, rovine e luoghi desolati in cui possono quindi conciliare il loro malinconico “forte sentire”

“The paths of glory lead but to the grave”

Thomas Gray, Elegy written in a country Churchyard

 

L’ambientazione cupa è quindi un prestito della poesia pre-romantica ma anche di quello stile architettonico che impazzava in tutta Europa (Francia e Germania in particolare) e che nel 1831 il francese Victor Hugo ci descriverà brillantemente nel suo Notre Dame de Paris: nel romanzo, ambientato nel 1482, vi è un lunghissimo capitolo in cui il protagonista, Don Claude Frollo tenendo un libro in mano indica la cattedrale pronunciando la famosa frase “Questo ucciderà quello” e fa poi una lunga analisi dell’arte architettonica e della letteratura. Il prestito è dunque evidente ma si spiega anche considerando che il genere gotico nasce come una “corrente” del ben più poderoso genere romantico (definizione vaga che include a se anche molti scrittori e poeti che hanno avuto a che fare con argomenti “gotici”, primo su tutti il famosissimo Lord Byron); il gotico dunque non è solo orrore, è anche passione, anche amore. Frankenstein, Dracula, Cime Tempestose: tutti e tre sono stati definiti romanzi gotici e tutti e tre a buon diritto; ma il loro elemento comune non è (solo) l’orrore, ma anche la passione. E allora vediamo che gia un altro è stato un gotico embrionale, un grande poeta che abbiamo già citato: George Gordon Byron. Molti dei personaggi gotici (Dracula su tutti!) possono essere definiti “Byronic heroes”: di bell’aspetto (su questo però abbiamo qualche riserva) e con una colpa oscura nel proprio passato. D’altronde più gotico del Manfred cosa c’è? Ma il Manfred stesso è una citazione! Una citazione del Paradiso Perduto e del Dottor Faustus e quindi il gotico cos’è? Chi l’ha inventato?

 

Il gotico non è altro che forte passione, amore portato all’estremo, un cuore che batte talmente forte da non potersi fermare mai (nemmeno da morto). Ed è per questo motivo che molti tra i più grandi cineasti hanno preso la palla al balzo e adattato questi magnifici pez002-frankenstein-theredlistzi d’arte per il grande schermo: Nel 1992 Coppola dirige “Dracula di Bram Stoker” dove possiamo notare una visione romantica e decandente del vampiro interpretato dal grande Gary Oldman e che si discosta dalla rappresentazione horror e macabra del “Salem’s Lot” di Stephen King (e da quella smielata di Twilight). Parlando di gotico al cinema è impossibile non citare però colui il quale lo ha portato da genere di nicchia alla popolarità (e trasformandolo anche in commedia): Ovviamente sto parlando di Tim Burton, il regista ha dimostrato un grande talento nel ridisegnare il genere e portandolo ai suoi standard. Non ci sono nè la visione romantico-drammatica propria del genere nè quella indie di “Solo gli amanti sopravvivono” (altra perla straconsigliata) ma una visione burtoniana del tutto personale: Sebbene in realtà il suo film più famoso “Edward Scissorhands” si avvicini molto alla prima visione ed esprime una bellezza incontrollabile, una passione sfrenata anche attraverso ciò che potrebbe farci orrore (E poi non scordiamo la scena da brividi con Winona Ryder che danza sotto la neve). Tra commedia, drammi, musical, personaggi stravaganti interpretati da Helena Bonham Carter e anche qualche pellicola deludente Burton può essere ormai considerato un mostro sacro del genere e i suoi film sono ad oggi “classici”

 

Ma il gotico è anche visto in modo diverso sul grande schermo: con ironia, l’accezione parodica che abbiamo visto si è dimostrata molto spesso si qualità (sia sul grande schermo che in televisione, speciale di Halloween dei Simpson: sto pensando a voi) e in modo particolare c’è un film che dovrebbe detenere lo scettro della commedia gotica: Young Frankenstein di Mel Brooks. Il film riprende un pò la storia del romanzo di Mary Shelley ma con protagonista il nipote dello scienziato, è un concentrato unico di pura e forte comicità e di gag intramontabili ( da “Walk this way” all’intramontabile “SI… PUO’… FAREEE”) che è sicuramente tra i migliori adattamenti del romanzo sull’overreach della Shelley. Perchè il gotico è anche e soprattuto questo: il superamento di ogni limite, di ogni barriera. Perchè non c’è niente di più spaventoso del porsi limiti.

 

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Il Genere gotico nella letteratura e al cinema

Il Genere gotico  è senza dubbio uno di quei generi che ha riscosso più successo nella storia della letteratura mondiale: i romanzi dell’età vittoriana venivano letti con grande ardore e molti di essi (come ad esempio Dracula o il pre-vittoriano Frankeinstein) adattati per il cinema un secolo dopo e parodiati. Per capire l’importanza che il gotico riveste nella cultura di massa bisogna prima eliminare i nostri veli d’ignoranza e mandar via qualsiasi preconcetto: niente “darkettoni”, “emo” e altre etichette; l’approccio qui è serio. Come abbiamo appena accennato vi è un grande rapporto tra letteratura e cinema (non solo per quanto riguarda il gotico, la contaminazione è evidente per tutti i generi), ma se vi dicessi che il genere gotico in letteratura ha anch’esso dei debiti con altre forme d’arte passate e contemporanee?

 

Ebbene si! Il prestito più evidente di cui i primi scrittori “gotici” si sono serviti è ovviamente quello dell’architettura: verso l’inizio dell’Ottocento si sviluppano in Europa quelle istanze che verranno definite poi “preromantiche” e tra queste sono importantissime per l’ispirazione degli sceneri gotici la poesia cimiteriale di Thomas Gray e Edward Young e il ciclo di Ossian. Gray, Young e gli altri poeti del filone immaginano per le loro poesie ambientazioni decadenti, morte: cimiteri, rovine e luoghi desolati in cui possono quindi conciliare il loro malinconico “forte sentire”

“The paths of glory lead but to the grave”

Thomas Gray, Elegy written in a country Churchyard

 

L’ambientazione cupa è quindi un prestito della poesia pre-romantica ma anche di quello stile architettonico che impazzava in tutta Europa (Francia e Germania in particolare) e che nel 1831 il francese Victor Hugo ci descriverà brillantemente nel suo Notre Dame de Paris: nel romanzo, ambientato nel 1482, vi è un lunghissimo capitolo in cui il protagonista, Don Claude Frollo tenendo un libro in mano indica la cattedrale pronunciando la famosa frase “Questo ucciderà quello” e fa poi una lunga analisi dell’arte architettonica e della letteratura. Il prestito è dunque evidente ma si spiega anche considerando che il genere gotico nasce come una “corrente” del ben più poderoso genere romantico (definizione vaga che include a se anche molti scrittori e poeti che hanno avuto a che fare con argomenti “gotici”, primo su tutti il famosissimo Lord Byron); il gotico dunque non è solo orrore, è anche passione, anche amore. Frankenstein, Dracula, Cime Tempestose: tutti e tre sono stati definiti romanzi gotici e tutti e tre a buon diritto; ma il loro elemento comune non è (solo) l’orrore, ma anche la passione. E allora vediamo che gia un altro è stato un gotico embrionale, un grande poeta che abbiamo già citato: George Gordon Byron. Molti dei personaggi gotici (Dracula su tutti!) possono essere definiti “Byronic heroes”: di bell’aspetto (su questo però abbiamo qualche riserva) e con una colpa oscura nel proprio passato. D’altronde più gotico del Manfred cosa c’è? Ma il Manfred stesso è una citazione! Una citazione del Paradiso Perduto e del Dottor Faustus e quindi il gotico cos’è? Chi l’ha inventato?

 

Il gotico non è altro che forte passione, amore portato all’estremo, un cuore che batte talmente forte da non potersi fermare mai (nemmeno da morto). Ed è per questo motivo che molti tra i più grandi cineasti hanno preso la palla al balzo e adattato questi magnifici pez002-frankenstein-theredlistzi d’arte per il grande schermo: Nel 1992 Coppola dirige “Dracula di Bram Stoker” dove possiamo notare una visione romantica e decandente del vampiro interpretato dal grande Gary Oldman e che si discosta dalla rappresentazione horror e macabra del “Salem’s Lot” di Stephen King (e da quella smielata di Twilight). Parlando di gotico al cinema è impossibile non citare però colui il quale lo ha portato da genere di nicchia alla popolarità (e trasformandolo anche in commedia): Ovviamente sto parlando di Tim Burton, il regista ha dimostrato un grande talento nel ridisegnare il genere e portandolo ai suoi standard. Non ci sono nè la visione romantico-drammatica propria del genere nè quella indie di “Solo gli amanti sopravvivono” (altra perla straconsigliata) ma una visione burtoniana del tutto personale: Sebbene in realtà il suo film più famoso “Edward Scissorhands” si avvicini molto alla prima visione ed esprime una bellezza incontrollabile, una passione sfrenata anche attraverso ciò che potrebbe farci orrore (E poi non scordiamo la scena da brividi con Winona Ryder che danza sotto la neve). Tra commedia, drammi, musical, personaggi stravaganti interpretati da Helena Bonham Carter e anche qualche pellicola deludente Burton può essere ormai considerato un mostro sacro del genere e i suoi film sono ad oggi “classici”

 

Ma il gotico è anche visto in modo diverso sul grande schermo: con ironia, l’accezione parodica che abbiamo visto si è dimostrata molto spesso si qualità (sia sul grande schermo che in televisione, speciale di Halloween dei Simpson: sto pensando a voi) e in modo particolare c’è un film che dovrebbe detenere lo scettro della commedia gotica: Young Frankenstein di Mel Brooks. Il film riprende un pò la storia del romanzo di Mary Shelley ma con protagonista il nipote dello scienziato, è un concentrato unico di pura e forte comicità e di gag intramontabili ( da “Walk this way” all’intramontabile “SI… PUO’… FAREEE”) che è sicuramente tra i migliori adattamenti del romanzo sull’overreach della Shelley. Perchè il gotico è anche e soprattuto questo: il superamento di ogni limite, di ogni barriera. Perchè non c’è niente di più spaventoso del porsi limiti.

 

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