Il mio punto di vista su Rosanna e Silvian Heach.

È stata ribattezzata dal popolo dei social la Signora della Pelliccetta, la trentottenne di Capodrise Rosanna M. divenuta, nel giro di poche ore, una star della rete per il video che la ritrae nello store di abbigliamento Silvian Heach dell’outlet La Reggia di Marcianise mentre protesta vivamente (con tanto di finto svenimento) sostenendo che un abito nero da lei acquistato in quel negozio avesse scolorito una pelliccetta bianca indossata in occasione di una cerimonia di nozze tenutasi a Rimini.

“È fatto in Cina”, accusava la donna, mentre la commessa replicava dicendo che si trattava di un prodotto italiano e chiamava gli agenti della sicurezza, il cui intervento non placava affatto l’ira della signora Rosanna, anzi.

La donna, ora, non ci sta a passare come un fenomeno da baraccone e si è rivolta agli avvocati G. Argenziano e G. Caporaso per tutelare l’onorabilità violata da quel filmato girato a sua insaputa nel negozio e poi diffuso sul web, raccogliendo milioni di visualizzazioni e commenti di chi, da un lato, condanna l’atteggiamento della signora e chi, dall’altro, la difende perché sarebbe stata beffata. La Guardia di Finanza, intanto, avrebbe sequestrato il capo di abbigliamento oggetto della vicenda.

Quando il video era ormai diventato virale su Facebook e WhatsApp, richiamando anche l’attenzione dei media, al programma radiofonico La Radiazza di Gianni Simioli è intervenuta sulla vicenda la manager di Silvian Heach:

“Non credo questo video sia il migliore metodo per fare pubblicità, produciamo 6 milioni di capi al mondo e abbiamo 4mila negozi che danno ben altra visibilità. Il prodotto è diffuso su ampia scala.
In una minima casistica ci può stare che un capo possa avere dei problemi, la nostra policy è che al centro di tutto ci siano i clienti. Purtroppo, a volte riscontriamo difficoltà con clienti che vengono prevenuti o agitati, diventa quasi complicato far capire la disponibilità dell’azienda.
La signora è arrivata in negozio agitata, è entrata lanciando cose, c’era questo atteggiamento. Abbiamo cercato di calmare gli animi ma la cliente, presa dalla sua ira, è andata via senza lasciarci i suoi contatti. Confermo tuttavia la nostra massima disponibilità a farci scusare per l’accaduto. Siamo pronti a darle il nostro supporto”.

Sempre da Silvian Heach arriva la risposta ironica in un video: “Silvian Heach loves #Pelliccette. Per garantire uno shopping sereno e moderare lo stress della vita moderna ti offriamo alte dosi di Vitamina C. Accendi la tua energia e previeni svenimenti facili”.

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La signora adesso, come prevedibile, non è in grado di gestire tutta l’ondata di popolarità che nelle ultime ore le è piovuta addosso.
Nel video sottostante, i ragazzi di fanpage.it l’hanno intervistata a mente fredda (ma neanche troppo) cercando di carpire tutte le sue verità.

 

Essa parla di come la sua vita sia diventata un inferno, di come si senta ora lo zimbello di amici, parenti, e dell’Italia tutta, accusando i social e tutti i milioni di visualizzazioni che in pochissime ore ha racimolato; parla di situazione invivibile dal momento che non appena metta piede fuori casa è assalita da gente in cerca di selfie e/o autografi col fenomeno da baraccone di turno.
Perché amici, parliamoci chiaro: purtroppo per la signora, così come per altri prima di lei, questo è diventato.

Per quanto riguarda ciò che ho appena scritto, mi va dal profondo di esprimere tutta la mia solidarietà e tutto il mio appoggio alla signora, UNICAMENTE per il fatto che è diventata a sua insaputa oggetto di scherno su scala nazionale, e penso che non possa far piacere a nessuno.

Ma ora andiamo ad analizzare la vicenda sotto un altro punto di vista, sotto il punto di vista civile, etico e morale, per i quali mi sento in ogni modo e maniera di prendere le distanze dalla signora.

Nei filmati circolati negli ultimi giorni, ho empatizzato con le povere commesse in quanto così come si legge nella mia biografia, faccio anche io una mansione molto simile a quella che svolgono loro e vi confesso che ci vuole davvero molta pazienza e molto savoir-faire perché di gente maleducata, insolente, arrogante, irrispettosa ne vedo a bizzeffe e al di là del fatto che il prodotto che vendiamo (in questo caso un abito scuro) sia di qualità ottima oppure scadente, l’educazione e la gentilezza (non dico un sorriso, sarebbe davvero troppo) debbano essere sempre prima di tutto, perché c’è modo e modo, per ogni cosa.
Aspettiamoci insolenza, se trattiamo con insolenza.
Purtroppo non aspettiamoci educazione, se trattiamo con educazione.

Per concludere il discorso, sono dalla parte della signora per quanto riguarda la gogna mediatica cui è stata costretta a subire, ma sono assolutamente dalla parte della commessa per la gogna esagerata cui è stata a sua volta costretta a subire dalla signora.

E tu? Eri a conoscenza di questo spiacevole fatto prima di questo momento? In caso di risposta positiva, il tuo parere coincide o collide con il mio?
Fammelo sapere qui sotto nei commenti!

 

Grazie per aver letto fino a questo punto, te ne sono davvero grato!
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