Il Presidente incaricato

torrione

– Signor Presidente, mi scusi se la disturbo. So che sta aspettando la persona a cui ha deciso di affidare l’incarico di formare il nuovo governo, e non le avrei telefonato se non ci fosse stato un caso di emergenza. Mi trovo nel posto di guardia. Abbiamo bisogno del suo illuminato consiglio, Presidente Mattarella.
– La persona che ho convocato non è ancora arrivata, perciò abbiamo qualche minuto. Mi dica dottor Onorato. Che è successo?
– La ronda ha fermato uno strano individuo che si era arrampicato sopra il torrione di guardia e stava per dare l’assalto alla facciata. Agli agenti ha detto che ha un appuntamento con lei e siccome si è accorto di essere un po’ in ritardo ha pensato di prendere la scorciatoia per arrivare allo studio alla Vetrata. Ma mentre lo diceva indicava il Torrino. Non è armato e non ha attrezzi da scalatore. Si arrampica a mani nude sulle sporgenze architettoniche della facciata. Abbiamo pensato di avvisare lei prima di dare la notizia dell’arresto.
– Un momento, dottore. Che aspetto ha? Me lo può descrivere?
– Ha l’aspetto di un pirata abbandonato su un’isola deserta. Porta anche la bandana. Ha una barbaccia da brigante, ormai quasi tutta bianca e dei capellacci che non vedono un barbiere da almeno vent’anni. A vederlo sembra un rudere, ma i quattro agenti che l’hanno afferrato hanno detto che sembra fatto d’acciaio, tanto è duro e resistente.
– Ah, ma allora è proprio lui! E’ la persona che sto aspettando per affidargli l’incarico di formare il nuovo governo. Lo accompagni da me.
– Signor Presidente, questi telefoni sono difettosi. Credo di non aver capito bene le ultime frasi.
– Le sto dicendo che quello è il nostro uomo. Colui che sarà in grado di risolvere l’attuale crisi di governo.
– Signor Presidente, non riesco a pensare che questo… che questa persona sia la più adatta a governare gli italiani.
– E invece è proprio lui la persona più capace di rappresentare il popolo italiano che si è appena espresso alle ultime elezioni. L’ho studiato in modo approfondito in questi giorni, servendomi anche della nostra fornitissima emeroteca. Nel 2015 quest’uomo diceva: “Mi sento di sinistra, ma bisogna fiutare anche che cosa dicono gli altri. Per esempio sulla legge Fornero, che grida vendetta. O sulle puttane. Su queste cose sto con Salvini”. Nel luglio 2017 dichiarava: “Io sono preoccupato non tanto dai gruppi neonazisti o neofascisti, ma dalla politica di sinistra che ignora questo fermento, che è molto vasto, molto presente. Salvini dice che sono quattro scemi, ma vedrete fra qualche anno quanti saranno! L’immigrazione? Viene usata come pretesto. Intanto c’è un ragazzo che ha un hotel qui vicino che avrebbe accolto dodici migranti per farli lavorare, pagandoli: non glieli hanno dati, se li tengono altrove per farsi pagare i 35 euro”. Infine ribadiva il suo sì allo ius soli e sperava che entro la fine di quella legislatura venissero approvate le norme per il biotestamento e la cittadinanza: “Sono cose di una grandezza sociale inesprimibile. E allora perché non le fanno? Perché altrimenti si trovano contro una parte di popolo che non li vota. È tutta una strategia politica. Siamo in trappola”. Nel febbraio di quest’anno ha cominciato a palesarsi meglio: “Per chi voterò? Ho apprezzato qualche parola di Salvini, come ad esempio abbassare le tasse o abolire la legge Fornero, non voto più per la sinistra che non esiste più e che ho votato una vita. La sinistra non sarà mica rappresentata da Renzi o Grasso, con quel sorriso tra il mellifluo e l’innocente, non sarà mica rappresentata dal vecchio Bersani? Allora penso di non votare, ma ho delle mire per i 5 Stelle. Lo dico chiaramente: se vado a votare voto per i 5 Stelle. Almeno provo a cambiare, a vedere cosa faranno”. Ed ecco infatti che il 6 marzo ha detto: “Sì, ho votato Cinque Stelle. Mi sono rotto, non ne posso più di Renzi, di Grasso e di quelli che hanno smembrato tutto. Spero che nasca una nuova generazione e ricostruisca la sinistra come si deve, con i suoi valori”. Come vede, dottor Onorato, la grande confusione che c’è nella testa di quest’uomo che dice di avere gli stessi valori della sinistra, che apprezza Salvini e poi vota per i Cinque Stelle, è la stessa confusione che ha preso possesso delle teste degli italiani. Perciò questo è il Presidente del Consiglio che si meritano. Venga, dottore, accompagni il Presidente incaricato nel mio studio.
– Subito, Signor Presidente.
– Signor Mauro Corona, mi segua, per favore. Il Presidente la sta aspettando.

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