Il vizio di imporre orari

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Gli orari di accesso o di ricevimento in  …….

  “Si comunica alla cittadinanza che da lunedì 1° ottobre 2018, l’orari  di apertura al pubblico dell’Ufficio Tributi, dell’Ufficio Tecnico Lavori Pubblici e dell’Ufficio Tecnico Urbanistica, Territorio e Ambiente sarà il seguente: “….

Mi sembra un vizio, quello dell’accesso ad orari  imposti,  in alcuni uffici.

Lo aveva fatto con la biblioteca, poi,  ci ha ripensato, ora lo ha fatto con alcuni uffici importanti.

Chissà perché ?

Facciamo  dietrologia ?  Proviamo ad indovinare quello che non ci viene detto :

  • potremmo supporre  che gli orari non sono posti non  a garanzia del cittadino, ma per la serenità  dei dipendenti che operano in quegli uffici.
  • Potremmo pensare  che in quegli uffici vi operano persone del tutto speciali.
  • Potremmo ( esagerando ) ipotizzare che fuori dalle fasce di ricevimento autorizzati,  in quelle stanze non vi sia nessuno.
  • Potremmo accomunare questi uffici a  quelli immaginati e vissuti dal rag. Fantozzi.
  • Oppure , durante l’orario del divieto fanno le pulizie.
  • Magari stante il divieto di fumo,  negli uffici pubblici, con questa modulazione , chi ne ha voglia,  potrebbe fumare liberamente senza offendere la sensibilità di un visitatore occasionale.
  • I dipendenti magari giocano a nascondino.
  • Potrebbero dedicarsi alle risse.

Sarà quello che volete.

Ci potete o ci possiamo  scherzare, oppure,  prendere queste iniziative sul serio, ma una cosa è certa: senza una reale necessità pensate che al mondo ci sia qualcuno che voglia andare a perdere tempo in quelle stanze e sorbirsi i piagnistei degli indigeni .

Quando le stanze del potere cominciano a chiudere le porte in faccia  ai cittadini, o meglio,  agli stessi elettori che li hanno votato,  qualcosa  di anomalo e poco democratico comincia ad aleggiare sulle nostre teste.

La trasparenza amministrativa,  non la si coltiva sbattendo le porte in faccia ai cittadini: gli uffici pubblici dovrebbero essere sempre più aperti per le  esigenze degli utenti cittadini, non per altro.

Non si è trasparenti a giorni alterni o per scelta propria.

Il Municipio in alcuni comuni d’Italia si chiamano ancora “ casa del popolo “ cosa che non può dirsi nel nostro caso.

Questi locali potrei definirli: le stanze loro.

S. ferlisi

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