Intolleranze alimentari, reazioni avverse al cibo. Come si manifesta quella al lattosio

Intolleranze alimentari e intolleranza al lattosio. Come si manifestano e cosa sono le reazioni avverse agli alimenti

di Simona Spada*

Le reazioni avverse agli alimenti sono caratterizzate da sintomi vari e diversi studi confermano che circa il 20% della popolazione soffre di sintomi legati all’assunzione di cibo. Le reazioni avverse agli alimenti sono una conseguenza o di errori del sistema immunitario nello sviluppare il meccanismo della tolleranza o della perdita della tolleranza stessa nei confronti di proteine alimentari.

Si distinguono le allergie alimentari nelle quali vi è il coinvolgimento di un meccanismo immunologico e le altre reazioni di ipersensibilità non-allergica agli alimenti (intolleranze).

Le intolleranze alimentari si suddividono in reazioni enzimatiche, farmacologiche e indefinite (per esempio da additivi).

Tra le più comuni reazioni di intolleranza causate da difetti congeniti del metabolismo enzimatico c’è quella al lattosio, causata da una carenza costitutiva dell’enzima lattasi. I sintomi si manifestano nel tratto gastrointestinale dopo ingestione dell’alimento. Il lattosio non digerito arriva al colon dove avviene la fermentazione batterica che causa sintomi quali gonfiore, dolori addominali e, a volte, diarrea. Questa forma di intolleranza interessa il 6-12% della popolazione caucasica e fino al 60% di alcuni gruppi etnici.

La diagnosi è effettuata con Breath Test (test del respiro), una metodica rapida, semplice, riproducibile ed economica. Il principio della metodica si basa su fatto che i gas prodotti vengono assorbiti nel sangue e una parte viene espirata dai polmoni. Il Breath Test al Lattosio misura proprio la quantità di idrogeno che viene espirata prima e dopo la somministrazione di lattosio permettendo quindi di evidenziare la carenza di lattasi responsabile dell’intolleranza.

Se è vero che ci sono persone intolleranti anche a dosi minime di lattosio, la stragrande maggioranza può comunque tollerarne un certo apporto e non deve per forza privarsi di latte e derivati. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dopo un’attenta analisi della letteratura scientifica a riguardo, ha osservato che questo apporto è di circa 12 grammi, che corrispondono più o meno a un bicchiere di latte, in un’unica assunzione.

Non esiste un trattamento per l’intolleranza al lattosio. Quello che si può fare è acquistare prodotti senza lattosio, o a ridotto contenuto di questo zucchero, così come utilizzare dei farmaci a base di lattasi che possono aiutare a digerirlo. In alcuni casi si consiglia comunque di non smettere completamente di assumere latte e latticini, poiché possono stimolare la produzione di lattasi da parte dell’intestino.
Una possibilità per alcune persone è di affidarsi ai prodotti probiotici, che contengono sia il lattosio che alcuni batteri lattici: in questo modo da un lato l’intestino viene stimolato a produrre la lattasi, dall’altro questi specifici batteri facilitano la digestione del lattosio.

*biologa nutrizionista e socia di Food life

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