L’abilità di comprendere informazioni dalla “parte non razionale”

foto sonnoQuanto l’inconscio comunica e noi non ce ne accorgiamo! Un dato di fatto che se allineato bene con il nostro modus operandi, faciliterà la comunicazione ma anche la capacità di comprendere lo stato d’animo di coloro i quali s’interfacciano con noi. Facile non è, certamente. Tuttavia indirizzati da professionisti del settore, potremmo riuscirci egregiamente. Tra gli specialisti maggiormente accreditati in questo periodo è il dottor Vincenzo D’Amato (nella foto), affermato psicologo ipnotista nonché coach dotato di grandi abilità comunicative. Non a caso, tutti quelli che prendono parte ai suoi corsi al termine degli insegnamenti sono in grado di applicare in modo più che naturale una forma di espressione efficace. «L’inconscio ha un ruolo importantissimo – svela D’Amato –  lancia segnali costantemente, devono semplicemente essere percepiti. Lo si può fare in un modo consapevole anche da persona comune o addirittura con una serie di tecniche: interrogare l’inconscio, far sì che ci risponda in maniera chiara e dettagliata; e queste risposte noi possiamo rielaborarle per poter risolvere delle problematiche. Ci trasmette inoltre indicazioni dal punto di vista fisico organico, in pratica quando abbiamo un cumulo di stress arrivano dei piccoli segnali che dall’inconscio vengono trasformati in reazioni fisiologiche». Spesso tali informazioni di allarme non le vogliamo, intanto se colte ci consentono di capire cosa sta accadendo nel corpo. «Siamo in grado di apprenderlo con l’interrogazione inconscia – prosegue l’ipnotista – così attraverso una serie di tecniche, come per esempio quella analogica possiamo fare domande precise, quindi andare dritti all’obiettivo e trattare la problematica nello specifico, avendo una certezza di risultati. Ciò perché abbiamo preso le informazioni direttamente dalla fonte di quelle che sono le elaborazioni diciamo interiori ed è nella parte inconscia che il tutto si sviluppa. L’inconscio comunica costantemente. Pertanto se osserviamo le persone che ci stanno di fronte cogliamo, grazie a segnali non verbali, quello che l’inconscio ci sta esponendo. Dati che carpiti ci permettono dunque di comunicare in maniera migliore». L’inconscio quindi informa dal punto di vista delle patologie e da quello della comunicazione stessa. Diverse elaborazioni del linguaggio non verbale, infatti, vengono gestite appunto dalla parte interiore, cioè la persona che le emette non se ne rende conto; allora nel momento in cui si impara ad afferrarle si ha una marcia in più giacché siamo avvantaggiati nei confronti di chi non le conosce. Diciamo la verità, è importante saper gestire un confronto, predisporre con semplicità l’altro al dialogo. Ora viene spontaneo pensare come ci si debba comportare qualora ci ritrovassimo al cospetto di chi ha esperienza nel linguaggio del corpo! Nell’eventualità «la differenza la fa la pressione – confessa lo psicologo – una persona che è rilassata i segnali inconsci li può controllare, ma quando la metti sotto pressione pur volendo non li controlla più, questa ed altre tecniche vengono insegnate durante il corso “Vendita è Comunicazione”». Il soggetto sotto pressione si lascia andare, ovvero mentre il cervello razionale cerca di pensare cosa fare, l’inconscio agisce per conto suo e questa è ipnosi, perché essa distrae la mente conscia per toccare quella inconscia. Chiaramente è difficile che un paziente si opponga in terapia, potrebbe verificarsi invece nell’ambito del business, in quanto potrebbero esserci pareri discordanti, di conseguenza avere una buona padronanza di comunicazione inconscia ci permette di abbattere le barriere alzate dall’interlocutore.

scritto da Marita Miano

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