La procedura oggetto del Settlement Agreement. Le due Camere in seno al FPF.

Nella giornata odierna sono aumentate le preoccupazioni dei tifosi rossoneri relativamente alle sanzioni che la UEFA potrebbe comminare al nostro amato club.
Come tutti sappiamo, purtroppo il Milan non ha rispettato i paletti relativi all’ultimo triennio che prevedevano una deviazione massima pari a 30M rispetto al minimo tollerato (5M). Il club rossonero, infatti, negli ultimi 3 anni (15/16, 16/17 e 17/18) ha avuto complessivamente dei deficit che superano di gran lunga 30M e nei primi due bilanci quella situazione patrimoniale è interamente riferibile alla precedente proprietà.
Quindi Mr Li e Fassone, essendo subentrati in corsa, hanno dovuto far fronte ad una situazione generata prevalentemente da chi li ha preceduti.

Ciò detto, quali sono le sanzioni che rischia il Milan? Di questo aspetto ne abbiamo già discusso (Link) pertanto in questa sede mi limiterò a spiegare la procedura che tecnicamente porta a queste misure: 

a) avvertimento
b) richiamo 
c) multa
d) decurtazione di punti 
e) trattenuta degli introiti ricavati da una competizione UEFA 
f) divieto di iscrizione di nuovi giocatori alle competizioni UEFA 
g) limitazione del numero di giocatori che un club può iscrivere alle competizioni UEFA, compreso un limite finanziario al costo totale aggregato dei benefit per i giocatori registrati nella lista A delle competizioni UEFA per club 
h) squalifica dalle competizioni in corso e/o esclusione da future competizioni 
i) revoca di un titolo o di un premio

In seno alla UEFA esistono due organi, ciascuno con rappresentanti diversi: la Camera Investigativa (Club Financial Control Body Investigatory Chamber) e la Camera Giudicante (Club Financial Control Body Adjudicatory Chamber). 

La Camera Investigativa è quella che monitora i periodi sottoposti a controllo (trienni) e dialoga continuamente con i club, chiedendo aggiornamenti e dati sulla situazione patrimoniale e finanziaria delle società. Al termine della investigazione, la Camera in questione può: 

  • decidere di archiviare il caso;
  • concludere, con il consenso dell’indagato, un settlement agreement;
  • applicare, con il consenso dell’indagato, misure disciplinari limitate ad un avverimento, una reprimenda o una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di 100.000,00 €;
  •  riferire il caso alla Camera Giudicante;

La scelta di una di queste misure dipende dalla gravità della situazione finanziaria in cui versa il club. Ovviamente il campanello d’allarme scatta quando la Camera Investigativa passa la palla alla Camera Giudicante. Infatti, com’è possibile desumere, il settlement agreement solitamente si conclude senza passare attraverso la Camera Giudicante.
Il motivo che potrebbe spingere, invece, la Camera Investigativa a trasmettere gli atti alla Camera Giudicante solitamente è abbastanza grave ma, in ogni caso, il ventaglio di sanzioni irrogabili  dalla Camera Giudicante è comunque quello sopra elencato. Assodato, quindi, che teoricamente non si può nemmeno escludere che la Camera Giudicante in seconda battuta commini delle sanzioni non dissimili da quelle che avrebbe concesso la Camera Investigativa, aumentandone soltanto l’intensità, l
a domanda potrebbe essere questa: la situazione del Milan è così grave da prevedere un controllo più approfondito da parte della seconda Camera?

Lo scrivente non ritiene che sia questo il caso, giacché la situazione patrimoniale e debitoria del Milan è abbondantemente sotto controllo. Innanzitutto manca totalmente il rischio di credito (c.d. d’insolvenza) che può comportare una procedura concorsuale. L’unico maggior creditore del club, ossia Elliott, vanta infatti un credito pari a 303M che con gli interessi arrivano a circa 350M. Di questi 303M, soltanto 120M sono a carico del club, mentre i restanti 180M sono a carico della proprietà.
A garanzia di questo credito, Elliott detiene un pegno sul 100% delle azioni di AC Milan, asset che oggi ha un valore patrimoniale pari ad oltre un miliardo.
Stando così le cose, appare evidente che non esiste alcun rischio d’insolvenza, ma non solo. Lo stesso Elliott ha garantito la continuità aziendale con un documento già trasmesso alla UEFA. Q
uesto eradica qualsiasi tipo di problema in seno alla proprietà che non solo non esiste oggi ma, nel caso, non esisterà neanche domani (Link). Se poi a ciò aggiungiamo che l’indebitamento del Milan è assolutamente proporzionato alla situazione economico/finanziaria/patrimoniale del club, capiamo benissimo che ogni allarmismo è assolutamente ingiustificato e frutto, soprattutto, di ignoranza. Qualora, infatti, per assurdo la Camera Investigativa trasmetta gli atti alla Camera Giudicante e quest’ultima ritenga direttamente di dover escludere il Milan dalle coppe, ci troveremmo di fronte ad una clamorosa ingiustizia senza precedenti, totalmente arbitraria, illegittima e facilmente ribaltabile con un ricorso al TAS di Losanna. Ma dubito che si arriverà a tanto per i motivi suindicati.

Ad oggi la UEFA ha escluso dalle competizioni europee soltanto quei club che hanno compiuto delle gravi inadempienze, ossia il mancato pagamento dei debiti scaduti.
Ma fino ad oggi nessun club è stato mai escluso per aver avuto dei deficit consistenti o perché i giornali continuano ad insinuare dubbi sulla solidità patrimoniale della proprietà. Questi rappresentano dei falsi problemi ingigantiti senza nessuna cognizione di causa e con il solo scopo di alimentare polemiche, clic o dibattiti.

Un saluto rossonero a voi tutti

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